Dieta mediterranea, un alleato nella lotta al sovrappeso

Intervista al dottor Giuseppe Morino su questo modello alimentare, al centro dell'edizione 2017 dell'Obesity day
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Le tradizioni e la cultura culinaria mediterranea, e delle singole regioni italiane, favoriscono modelli di vita alimentare utili a prevenire e migliorare patologie come l'obesità e il sovrappeso. Per questo motivo il tema principale dell'edizione 2017 dell'Obesity day, che si è svolto il 10 ottobre, è stato proprio la dieta mediterranea. L'obiettivo di questa edizione della manifestazione era contrastare una "cultura delle diete" che demonizza o elimina singoli alimenti e diffondere uno stile di vita positivo, orientato ad un modello alimentare sano e soddisfacente.

Alla dieta mediterranea è stato dato ampio spazio anche nel corso dell'evento organizzato nella sede di San Paolo del Bambino Gesù proprio in occasione dell'Obesity day. Di questo argomento abbiamo parlato con il dottor Giuseppe Morino, responsabile dell'Unità operativa di educazione alimentare del Bambino Gesù. 

In che modo la dieta mediterranea aiuta a prevenire il sovrappeso e l'obesità?

La dieta mediterranea è intesa come un tipo di alimentazione varia, ricca in alimenti con elevato contenuto in fibre (verdura e frutta), con una varietà di secondi proteici (con presenza di una buona quantità di proteine vegetali attraverso i legumi oltre a quelle animali di carne, pesce e formaggi), con la presenza di una colazione completa. Tali abitudini tuttavia si legano ad uno stile di vita, in cui ad esempio il movimento è presente quotidianamente ed allora oggi si preferisce parlare di modello mediterraneo; ed appunto i due elementi di riduzione della sedentarietà e modello alimentare vario, ricco in fibre e distribuito su 3 pasti principali ed uno o due spuntini rappresentano le linee guida per evitare o ridurre il sovrappeso, senza ricorrere a regimi più o meno restrittivi che sul lungo periodo non danno risultati

Come si convince un bambino a cambiare stile alimentare?

Fondamentale il ruolo della famiglia che attraverso l'esempio rappresenta il punto di riferimento; in questo senso appare più importante per apprendere a mangiare frutta o verdura che esse siano presenti sempre sulla tavola più di tanti discorsi; un altro elemento fondamentale è far partecipare il bambino nella preparazione dei piatti e non costringerlo a mangiare ceri alimenti meno amati, senza necessità che mangi tutto quello previsto: il bambino sa autoregolarsi. La scuola rappresenta l'altro versante per insegnare una corretta alimentazione non con lezioni teoriche sui nutrienti ma con esperienze condivise nelle merende o a pranzo: l'educazione alimentare diventa esperienze e positiva aiuta a riviverla ed a farla diventare abitudine.

Quali sono i segnali che devono far preoccupare un genitore il cui figlio sta aumentando troppo di peso? 

Nella crescita del bambino ci sono alcuni momenti particolarmente importanti: oggi sono considerati a rischio di obesità i bambini prematuri o nati piccoli per l'età gestazionale, quelli non alimentati con latte materno o divezzati precocemente, ma vi è un momento da tenere presente: tra i 4 e 6 anni bambini che presentano un aumento accentuato e rapido del peso (Anticipo dell'adiposty rebound) porteranno facilmente avanti il proprio sovrappeso sino all'adolescenza e spesso all'età adulta. Inoltre un rapido incremento del sovrappeso da quell'età si associa facilmente alla precoce comparsa di complicanze come steatosi epatica (deposizione di grasso nel fegato), dislipidemia, ipertensione arteriosa o iperinsulinismo. Quindi un bambino che inizia a crescere troppo di peso deve essere approcciato precocemente con indicazioni specifiche di corretta alimentazione varia e stimolo al movimento: non la dieta ipocalorica ma un corretto stile alimentare sul modello alimentare deve iniziare precocemente, con l'esempio di tutta la famiglia.