Tornano a casa le gemelline siamesi algerine

Terminati gli ultimi controlli per Rayenne e Djiehene, unite dalla nascita per torace e addome e separate nello scorso ottobre. Oggi compiono 2 anni. A salutarle la presidente Mariella Enoc.
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10 maggio 2018



Rayenne e Djihene
stanno bene e possono tornare a casa. Le gemelline siamesi algerine unite per il torace e l'addome, arrivate a Roma un anno e mezzo fa, dopo gli ultimi accertamenti sono state dimesse. E nel reparto dove hanno vissuto tanti mesi quando erano ancora unite, è stata organizzata una festa: a salutarle, visibilmente commossi, la presidente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc, il direttore del Dipartimento Chirurgico, Alessandro Inserra (alla guida del team multidisciplinare di 40 persone che ha operato le piccole lo scorso ottobre) e lo staff di medici e infermieri al gran completo.

Le bambine sono state sottoposte a una serie di accertamenti di base (radiografia del torace, valutazione broncopneumologica, esami del sangue) per avere un quadro finale della situazione clinica prima della dimissione e per aggiornare la documentazione da fornire alla famiglia in occasione della partenza, lunedì 14 maggio, per la loro città di origine, Oum El Bouaghi, nel nord-est dell'Algeria. Una volta a casa, le bambine potranno essere seguite in un centro medico a Madaura, a 100 km di distanza.

«Dal giorno del nostro arrivo ad oggi sono cambiate tante cose», ha raccontato emozionato Athmane Mebarki, il papà delle bimbe algerine. «Ora le bambine si alzano addirittura in piedi da sole, sono aumentate di peso e stanno bene. Molto meglio rispetto a prima. Fino a poco tempo fa io e mia moglie proprio non immaginavamo cosa ci potesse riservare il futuro, ma ora è arrivato il momento di tornare a casa. Vogliamo ringraziare l'Ospedale, i medici e gli infermieri che ci sono stati sempre vicini per tutto questo tempo».

Alcune settimane dopo l'intervento di separazione le gemelline erano state trasferite nella sede del Bambino Gesù a Palidoro per seguire le sedute di fisioterapia e riabilitazione neuromotoria. Genitori e bambine sono stati ospitati a Casa Ronald, una delle strutture che accolgono le famiglie dei pazienti ricoverati presso l'Ospedale della Santa Sede.

Le piccole, che oggi compiono 2 anni, ora muovono i primi passi e pronunciano alcune parole in italiano (‘mamma', ‘papà', ‘ciao', ‘acqua'). Il loro cammino riabilitativo, tuttavia, sarà piuttosto articolato: nei prossimi anni, infatti, dovranno essere sottoposte ad altri interventi correttivi.

«Ci mancheranno un bel po'», ha commentato il prof. Alessandro Inserra. «Rimandiamo a casa le bambine in una condizione clinica stabile. In futuro dovranno essere controllate di nuovo perché hanno un'importante asimmetria della gabbia toracica: il loro problema più grande. Prevediamo che torneranno al Bambino Gesù fra un anno circa. Per quanto riguarda la capacità di camminare, l'essere state costrette al letto fino a poco tempo fa ha comportato un certo ritardo. Oggi riescono a mantenere la posizione eretta e camminano un po' disordinatamente, ma il lavoro riabilitativo portato avanti nella sede di Palidoro ha dato grandi risultati. Con il tempo - ha concluso il prof. Inserra - potranno recuperare».