10 anni di sfide tra dipartimenti per la qualità delle cure

X edizione del Quality Day dell'Ospedale Pediatrico della Santa Sede. Sul primo gradino del podio il progetto dedicato al controllo del dolore. Dal 2010 a oggi, oltre 350 le "buone pratiche" in gara
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05 giugno 2019

 E' dedicato ai nuovi percorsi per il controllo del dolore dei pazienti il progetto vincitore della X edizione del Quality Day dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la sfida tra reparti e dipartimenti che ogni anno progettano e sperimentano direttamente in corsia nuove pratiche cliniche per promuovere sempre di più la qualità, l'innovazione e la sicurezza delle cure. La prima edizione della Giornata della qualità si è tenuta nel 2010: da allora ad oggi sono stati realizzati più di 350 progetti38 dei quali nel 2018. Il principio ispiratore della gara, organizzata dalla Direzione Sanitaria, è il miglioramento continuo di tutte le attività svolte da medici, infermieri e tecnici durante l'assistenza diretta ai pazienti e alle loro famiglie.

Il 5 giugno sono stati premiati i 5 migliori progetti del 2018. I 38 progetti in gara - 8 dei quali interdipartimentali - sono stati valutati dai direttori, coordinatori infermieristici e tecnici dei dipartimenti, in base a 4 categorie: innovazione; adesione agli standard JCI (la principale agenzia internazionale di accreditamento delle strutture sanitarie) e al Piano di Qualità dell'Ospedale; risultati conseguiti; trasferibilità del progetto ad altri dipartimenti. C'è stato un vincitore per ogni ambito e un vincitore assoluto, che ha ottenuto i punteggi complessivamente più alti.



Per la categoria "innovazione", il miglior progetto è risultato quello del Dipartimento Chirurgico dal titolo "Effetti del ‘turning, positioning e repositioning' in associazione all'uso di posizionatori con tecnologia fluidizzata sulla prevenzione di ulcere da pressione e di lesioni associate a devices in bambini sottoposti a interventi chirurgici di lunga durata, ricadute sulle degenze intensive". La costituzione di un team di medici e infermieri esperti nella gestione degli strumenti utilizzati per prevenire le lesioni da pressione durante gli interventi chirurgici ha consentito un drastico calo dei casi di lesione e ha pressoché azzerato la necessità di ulteriori interventi, di antidolorifici o di ripetute consulenze postoperatorie.

Per l'adesione agli standard JCI e al Piano di Qualità dell'Ospedale, è stato premiato il progetto "Prevenzione del disagio psicologico in infanzia e adolescenza attraverso il supporto alla genitorialità: modello di ambulatorio condiviso pediatra e psicologo" messo in campo dal Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione e dal Dipartimento Pediatrico Universitario e Ospedaliero. Il percorso di supporto psicologico per i genitori, strutturato nell'ambito del progetto, ha portato, in particolare, a una documentata riduzione dei sintomi di ansia e di depressione e a una crescita delle risorse genitoriali.

Per la sezione "risultati raggiunti", il progetto vincitore è quello realizzato dal Dipartimento Chirurgico, Dipartimento Pediatrico Universitario e Ospedaliero e Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione: "La salute orale nei pazienti disabili ospedalizzati: riorganizzazione dei percorsi clinici di cura e prevenzione". E' stato ideato per garantire la continuità delle cure odontoiatriche e per ampliare l'offerta di trattamenti ai bambini ricoverati attraverso l'uso di un kit portatile di strumenti e a un team di operatori che ha effettuato le sedute direttamente al letto del paziente. Il progetto ha consentito di migliorare la salute orale dei bambini e adolescenti con disabilità ricoverati in ospedale, con ricadute positive sulla prevenzione delle possibili complicanze (nutrizionali, metaboliche, respiratorie, infettive e gastrointestinali) dovute a un'igiene orale inadeguata.

L'ultimo ambito di valutazione, la trasferibilità del progetto ad altri dipartimenti, ha visto vincitore il lavoro svolto dal Dipartimento di Emergenza e Accettazione Anestesia, Rianimazione e Comparti Operatori (DEA-ARCO): "Valutazione di efficacia dei nuovi dispositivi venosi periferici lunghi, mini-midline: complicanze CVP relate". Dal progetto è emerso che il ricorso a un particolare dispositivo di accesso venoso (agocannule periferiche lunghe a permanenza) utilizzato per la somministrazione delle terapie o per eseguire prelievi, ha ridotto sensibilmente il tasso di complicanze come, ad esempio, ematomi e flebiti. L'inserimento del dispositivo ha avuto successo nel 100% dei casi ed è stato utilizzato fino a 30 giorni dal posizionamento, evitando quindi ai bambini il fastidio di molteplici punture.

Il vincitore del Quality Day di quest'anno, il progetto che ha ottenuto il punteggio complessivo più elevato, è "Nuove tecnologie nella terapia del dolore" realizzato dal DEA-ARCO e dal Dipartimento Chirurgico. E' stato studiato un percorso per il passaggio delle informazioni tra gli operatori sanitari che ha reso più fluido e efficiente l'iter di monitoraggio e controllo del dolore dei pazienti sottoposti a interventi chirurgici. Una serie di strumenti di comunicazione (un'apposita mailing list, i social network, un video per anestesisti e infermieri), ha consentito di seguire i pazienti sia durante gli interventi che nel postoperatorio (in alcuni casi anche dopo le dimissioni) e di migliorare la tempestività delle modifiche alle terapie per trattare il dolore quando se ne è presentata la necessità.

Un importante riconoscimento "fuori concorso" è andato, infine, al Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione per aver raggiunto il maggior incremento, rispetto all'anno precedente, della copertura vaccinale anti-influenzale tra gli operatori sanitari, una misura di prevenzione fondamentale a tutela dei pazienti e del personale.

«I progetti presentati in tutte le edizioni del Quality Day del Bambino Gesù sono esperienze che poi diventano patrimonio stabile dell'attività dell'ospedale» commenta Massimiliano Raponi, direttore sanitario del Bambino Gesù. «Esempi di ‘buone pratiche' che hanno portato a cambiamenti consolidati in ambito clinico e nella continuità assistenziale, in particolare per neonati, bambini e ragazzi con malattie croniche e complesse. Un altro punto di forza è rappresentato dai progetti che coinvolgono più dipartimenti e che esprimono pienamente la collaborazione di varie specialità in un'ottica di cura centrata sul paziente e sulla sua famiglia».