"Perché la malattia non deve rappresentare un tabù"

Filomena Albano, il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza spiega i motivi per i quali l'Autorità ha scelto di patrocinare il documentario "I ragazzi del Bambino Gesù"
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"Quando la malattia e la morte toccano un bambino, un ragazzo, la sofferenza e il dolore vengono ingigantiti e dilatati. Il documentario ci insegna, con mirabile sapienza e delicatezza, che la malattia non è un tabù, ma è una condizione che attiva meccanismi di coraggio e di solidarietà". Con queste parole il Garante per l'Infanzia e per l'Adolescenza Filomena Albano, ha commentato la decisione di patrocinare questo progetto. I motivi che hanno portato l'Autorità ad appoggiare lìiniziativa sono stati spiegati da Albano nel corso della presentazione del documentario.

"Il documentario I ragazzi del Bambino Gesù – sottolinea il Garante – è la testimonianza di come sia possibile un impegno comune per attraversare la sofferenza, per attribuire alla sofferenza un significato trasformativo, di come dentro le pieghe del dolore e della sofferenza sia possibile intercettare la speranza e la bellezza della vita".

Istituita nel 2011 per dare piena attuazione alla Convenzione sui diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, l'Autorità si impegna in progetti volti a promuovere gli interessi di bambini e ragazzi senza alcuna discriminazione, il loro diritto alla vita, alla sopravvivenza e alla crescita, e il rispetto per le loro opinioni
In Italia, il 17% circa della popolazione è minorenne, dieci milioni e 837 mila tra bambini e adolescenti, tra cui 1 milione e 38 mila sono di origine straniera regolarmente registrati all'anagrafe. È di loro che l'Autorità garante, direttamente o indirettamente, si occupa.