Il racconto di una comunità

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La comunità del Bambino Gesù si racconta, si narra, si mostra all'esterno con trasparenza, insieme ai ragazzi e alle famiglie che hanno vissuto la malattia per condividere e dire a tutti "insieme ce la possiamo fare, possiamo vivere anche le situazioni più difficili".
È stato utilizzato il racconto, la narrazione come metodo innovativo per esprimere i vissuti, le emozioni, i silenzi di tutti coloro che partecipano al percorso di cura e di assistenza: pazienti, famiglie, medici, infermieri, in un dono continuo e condivisione agli altri con gli altri.
Si inizia a parlare di medicina narrativa, come metodologia, alla fine degli anni ‘90 e si diffonde sempre di più nel mondo sanitario italiano attraverso la formazione e sensibilizzazione di medici ed infermieri nell'utilizzo di un approccio narrativo nella relazione con il paziente.
"La medicina narrativa – secondo le parole della SIMeN, Società Italiana di Medicina Narrativa - arricchisce le cure attraverso l'attenzione e l'utilizzo anche in senso terapeutico dei racconti dei pazienti, dei medici, degli infermieri e di quanti operano nel sistema sanitario, valorizzando in particolare la prospettiva e la visione della malattia del soggetto e dei suoi familiari".

Da anni l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù ha posto la sua attenzione sull'importanza della comunicazione e dell'ascolto del paziente e della sua famiglia. Quando si prende in carico un paziente il primo momento è l'ascolto per la raccolta dell'anamnesi e dei suoi bisogni, per questo medici ed infermieri devono saper ascoltare sia il paziente che la sua famiglia e in tal senso l'ospedale ha organizzato una formazione specifica con il corso "ascolta ciò che non dico". In questi anni sempre di più ci si è resi conto dello stretto legame che c'è tra la pratica clinica e la narrazione del paziente e quanto ripreso nel documentario sottolinea tale aspetto mettendolo fortemente in evidenza.
Si tocca con mano e con il cuore l'umanità, il dolore, le paure e le speranze di chi, come i protagonisti delle nostre storie, entra in un percorso che spaventa e toglie il respiro e richiede professionisti capaci di sedersi accanto al paziente, accanto ai suoi genitori e parlare, informare e condividere in modo empatico percorsi di cura ed assistenza.

Il documentario porterà a tutti il messaggio della vita che c'è in ospedale così come è stata raccontata dai medici, dai pazienti stessi e dalle loro famiglie. La narrazione in medicina è stata adottata in altri ospedali pediatrici con ottimi risultati e anche l'OMS ha concluso che il racconto delle storie dei pazienti e un approccio narrativo possano contribuire in modo significativo a migliorare la comunicazione tra tutti gli attori che operano in ospedale e possa inoltre meglio rappresentare il loro vissuto e aiutare a migliorare la qualità dell'assistenza.
Una sfida del prossimo futuro sarà l'integrazione tra la medicina basata sulla narrazione e la medicina basata sulle evidenze per concorrere a rendere le decisioni clinico-assistenziali più complete, personalizzate, efficaci e appropriate.