L'Ospedale salva sua figlia da leucemia: imprenditore raccoglie oltre 100 mila euro per la ricerca al Bambino Gesù

Una storia di solidarietà nata da un'esperienza di sofferenza. La donazione destinata allo sviluppo delle cellule CAR-T
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26 maggio 2020

A 12 anni la vita della figlia era appesa a un filo. Curata per una leucemia linfoblastica acuta – la forma di tumore più frequente nell'età pediatrica - purtroppo la ragazzina era incappata in un'inattesa ricaduta. È stato allora che i suoi genitori, i signori Carlo e Antonella Canciello, hanno deciso di portarla al Bambino Gesù. Era l'inizio del 2019, esattamente un anno e mezzo fa. A Roma è stata trattata con una terapia innovativa di tipo immunologico, che ha consentito di potenziare l'attività antitumorale per essere poi sottoposta a trapianto di midollo osseo.

È stata la mamma a donare il midollo per la figlia. Il trapianto è stato effettuato con successo a fine luglio 2019 dall'équipe del prof. Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Onco-ematologia e Terapia cellulare e genica dell'Ospedale della Santa Sede. Anche gli ultimi controlli, effettuati nello scorso aprile, hanno dato esiti soddisfacenti.

Il sig. Carlo, il papà della ragazza, ha voluto esprimere concretamente la sua gratitudine al Bambino Gesù cercando di aiutare altri padri e altre famiglie a trovare la cura adeguata per i propri figli. Con i propri fratelli è alla guida di una azienda campana che opera in vari settori, il Gruppo Marican. Da qui l'idea di attivare una grande raccolta fondi, con l'aiuto di amici e familiari, per sostenere i progetti di ricerca del gruppo del prof. Locatelli.

Ad oggi l'iniziativa ha permesso di raccogliere già 110 mila euro che sono stati consegnati all'Ospedale tramite la Fondazione Bambino Gesù Onlus. I fondi saranno destinati in particolare alla ricerca sullo sviluppo delle cellule CAR-T nella terapia della Leucemia Linfoblastica Acuta, un settore in cui il Bambino Gesù ha già ottenuto negli ultimi anni dei risultati di enorme rilievo, che hanno restituito vita e speranza a molte famiglie.

«Ci sono tanti modi – ha affermato Locatelli – per dimostrare la gratitudine verso un'istituzione ospedaliera; quello scelto dalla famiglia Canciello è il migliore. Hanno deciso di promuovere sempre più la ricerca anche in ambiti di applicazioni cliniche di cui la figlia non ha beneficiato, attraverso un contributo importante per quanto riguarda lo sviluppo delle terapie immunologiche con i linfociti geneticamente modificati, cioè con le cellule CAR T. È una visione lucida di investimento sul futuro della ricerca clinica e sul futuro di tanti bambini, giovani adolescenti, giovani adulti che potranno beneficiare di queste terapie. Dal dolore di una famiglia nasce così l'attenzione al bene di tutti».