Ittero del neonato

È caratterizzato dalla tipico colore giallastro della pelle, ma anche delle mucose e delle sclere e nei neonati scompare nel giro di pochi giorni
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14 maggio 2018

CHE COS'È
Il termine "ittero" si riferisce alla colorazione giallastra della pelle, delle sclere e delle mucose causata da un aumento della bilirubina nel sangue, sostanza che deriva dal metabolismo dell'emoglobina contenuta nei globuli rossi. Per il neonato è (nella maggior parte dei casi) una manifestazione fisiologica destinata a scomparire nel giro di pochi giorni ed ha probabilmente una funzione positiva in quanto la bilirubina può funzionare come un efficiente anti-ossidante.
L'ittero si rende evidente quando la quantità di bilirubina supera i 3 mg per decilitro. La colorazione giallastra si manifesta dapprima al volto ed alle sclere (la parte bianca dell'occhio), per poi estendersi al tronco ed agli arti superiori ed inferiori. L'ittero può essere fisiologico o essere indicatore di una patologia. 

QUANDO L'ITTERO È FISIOLOGICO
L'ittero fisiologico riguarda circa il 60% dei bambini nati a termine di gravidanza e l'80% di quelli pretermine (nati cioè prima delle 37 settimane di età gestazionale).
Si può definire fisiologico un ittero che risponde ai seguenti criteri: 

- Si manifesta dopo le prime 24 ore di vita (in genere al 2°-3° giorno);
- Tutta la bilirubina è di tipo indiretto (la bilirubina si suddivide in diretta ed indiretta);
- I valori di bilirubina non aumentano molto ogni giorno;
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Tali valori non devono superare alcuni livelli di guardia che sono stabiliti da apposite tabelle (circa 12 mg nei nati a termine e 15 mg per decilitro nei neonati pretermine);
- Non deve durare più di 10 giorni nel bambino a termine e 15 giorni nel pretermine.

L'ittero fisiologico è dovuto essenzialmente a due cause

- Un aumentato carico di bilirubina al fegato;
- Un ritardo del fegato nell'eliminare la bilirubina a causa di un'immaturità delle vie metaboliche deputate al suo smaltimento (motivo per il quale è più frequente nei neonati pretermine).

L'ittero del neonato è più frequente anche quando vi siano alcuni fattori predisponenti come, ad esempio, il parto indotto dall'ossitocina oppure se la mamma ha presentato un diabete durante la gravidanza.

COSA SI INTENDE PER ITTERO DA LATTE MATERNO
Un'altra forma di ittero è quella correlata all'allattamento al seno. Si parla di "ittero da latte materno" quando la bilirubina aumenta a partire dai 4-5 giorni di vita in neonati allattati al seno, in buona salute e buona crescita. A volte ha una lunga durata, fino alle 12 settimane di età. Il motivo non è ancora del tutto chiaro, anche se si ritiene che sia causato da una sostanza presente nel latte materno che aumenta il riassorbimento di bilirubina dall'intestino (aumenterebbe cioè la cosiddetta circolazione entero-epatica). Diverso è il cosiddetto "ittero associato all'allattamento al seno" nei casi in cui, nei primi giorni di vita, il bambino allattato al seno non si alimenti bene e cali di peso. I valori di bilirubina, in questi casi, non sono elevati e la sua scomparsa avverrà quando il bambino inizierà ad assumere una sufficiente quantità di latte materno.
Se l'ittero viene inquadrato come fisiologico, o nei casi di ittero da latte materno, non occorre fare nulla se non aspettare che il problema si risolva e la colorazione della pelle diventi normale. In particolare, se l'ittero è "da latte materno", non va assolutamente interrotto l'allattamento al seno. Solo nei casi in cui l'ittero appaia di elevata intensità il valore della bilirubina dovrà essere controllato presso il centro nascita o secondo le indicazioni del pediatra curante.

QUANDO L'ITTERO SI DEFINISCE PATOLOGICO
Se l'ittero è patologico può essere aumentata la bilirubina indiretta o quella diretta (l'incremento di quest'ultima ha motivazioni del tutto differenti e necessita di una trattazione a parte). Se l'incremento è a carico della forma indiretta, le cause possono essere diverse. La forma più importante è quella dovuta alla incompatibilità da fattore Rh (mamma Rh negativa e figlio Rh positivo) o da gruppo sanguigno AB0 (cioè mamma con gruppo sanguigno zero e bambino con gruppo A o B). In tali casi la mamma produce anticorpi che si legano ai globuli rossi del bambino provocandone la distruzione (chiamata emolisi) e facendo così aumentare la bilirubina prodotta.Si tratta di un'evenienza che oggi è molto meno frequente perché, dopo la prima gravidanza, si somministrano alla mamma anticorpi specifici che evitano di far sviluppare l'incompatibilità nelle gravidanze successive.   
Altre cause meno frequenti sono rappresentate dal riassorbimento di emorragie (ad es. in caso di cefaloematoma), da alcune anomalie congenite del globulo rosso, da infezioni, da deficit di alcuni enzimi (ad es. deficit di G6PD), da alcune rare malattie genetiche, oppure dalla policitemia. In quest'ultimo caso è l'elevato numero di globuli rossi a determinare l'aumento della produzione di bilirubina.
Altra causa di ittero può essere l'ipotiroidismo congenito, che viene diagnosticato grazie al test di screening che viene fatto a tutti i neonati nei primi giorni dopo la nascita attraverso un  prelievo di sangue dal tallone.
Ovviamente, se l'ittero è considerato patologico, il neonato verrà sottoposto ad alcuni accertamenti per individuarne la causa.

QUALI TERAPIE SI POSSONO EFFETTUARE
L'ittero patologico va trattato perché, se i valori superano una certa soglia (circa 20 – 25 mg per decilitro), la bilirubina potrebbe depositarsi in alcune zone del cervello provocando effetti neurologici a distanza.Il primo trattamento è rappresentato dalla fototerapia, cioè l'emissione di un particolare fascio luminoso che aiuta la degradazione della bilirubina che quindi viene eliminata più facilmente. Il bambino va esposto alla fototerapia fin quando la bilirubina si riduca a valori non pericolosi. In questi casi la degenza in ospedale potrà prolungarsi per qualche giorno.
Solo se la fototerapia non si rivela efficace, in casi particolari e selezionati, è necessario ricorrere alla c.d. exsanguinotrasfusione, che ha l'obiettivo di rimuovere la bilirubina e gran parte dei globuli rossi ricoperti da anticorpi della madre, sostituendoli con quelli normali provenienti da sangue di donatori di gruppo 0 Rh-negativo. 


a cura di: Guglielmo Salvatori

Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale
in collaborazione con: