Scoliosi infantile

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29 gennaio 2018

Che cosa è la scoliosi infantile? Quali rischi produce? Come si cura? E quando è necessario intervenire? Ecco tutte le risposte dell'esperto.

CHE COSA E'?

La scoliosi è una deviazione vertebrale che si manifesta con una inflessione laterale accompagnata da una rotazione delle vertebre.

La classificazione della malattia ne distingue vari tipi a seconda dell'età di insorgenza e della causa (eziologia). A seconda dell'età di insorgenza si distingue la scoliosi infantile, che insorge in un'età compresa tra 1 e 7 anni, la scoliosi giovanile, che si manifesta tra 7 e 10 anni, e la scoliosi dell'adolescenza, 10-15 anni.

Se classifichiamo la scoliosi secondo la causa della malattia, identifichiamo la scoliosi idiopatica – che costituisce la tipologia più frequente, con un 75% di casi riscontrati – la congenita, la neurologica e la sindromica.

L'incidenza della scoliosi infantile è del 2 per mille (più colpiti i maschi delle femmine), mentre per la scoliosi dell'adolescenza l'incidenza è di circa il 7 per mille (più colpite le femmine dei maschi).

QUALI RISCHI PRODUCE?

lI primo organo che risulta fortemente compromesso dalla scoliosi è il polmone. La convessità della curva comprime l'organo, che non trova spazio a sufficienza per svilupparsi, e questo determina nei piccoli pazienti problemi permanenti di ventilazione polmonare.

L'altro organo fortemente a rischio per coloro che sono colpiti da questa malattia è il midollo spinale: in virtù del peggioramento della scoliosi, si può produrre precocemente il rischio di una paraplegia.

Infine, la grave deformità del fisico, la deambulazione poco armoniosa e le limitazioni che ne derivano influiscono, inevitabilmente, sullo sviluppo psicologico del bambino determinando insicurezze e diminuzione del senso di autostima che rendono il suo percorso di inserimento sociale più difficile e faticoso.

QUAL E' LA DIFFERENZA TRA SCOLIOSI INFANTILE E SCOLIOSI DELL'ADOLESCENZA?

La scoliosi infantile è una malattia poco frequente e una delle più aggressive che esistano in ortopedia pediatrica. Si tratta di una patologia molto grave: un bambino con scoliosi infantile può avere già a due anni una scoliosi vertebrale di 60°-80° di gravità con un ritmo di peggioramento ulteriore anche di 10°-15° all'anno.

La differenza sostanziale tra i due tipi di scoliosi riguarda il ritmo di peggioramento, che è direttamente proporzionale al ritmo di crescita. Essendo la velocità di crescita di un bambino di 2-3 anni molto più rapida di quella di un ragazzo di 13, è chiaro che la scoliosi infantile peggiori in tempi più rapidi. Questo spiega perché una scoliosi infantile se non trattata può raddoppiare la sua gravità anche nel giro di meno di un anno.

COME SI CURA?

Come per tutti i tipi di scoliosi, l'efficacia della cura si basa su di una diagnosi tempestiva e sull'utilizzo di sistemi idonei a bloccarne il peggioramento.

Esistono due tipi di cure: quelle chirurgiche e quelle non chirurgiche.

Cure non chirurgiche:

Le cure non chirurgiche consistono nell'applicazione di busti correttivi proporzionati alle dimensioni dei piccoli bambini. Nei casi che hanno tendenza peggiorativa più marcata o che fin dall'inizio sono di entità elevata, si ricorre all'esecuzione di gessi correttivi in narcosi. Questi gessi hanno una potenzialità correttiva maggiore che viene sfruttata per riportare la scoliosi ad entità minori in via preliminare, passando poi all'applicazione di corsetti rimovibili. La cura è lunga perché si estende fino alla fine della crescita. Le percentuali di successo con questo sistema di cura si aggirano intorno al 50%. Nel restante 50% dei casi il peggioramento della curva progredisce nonostante le cure e raggiunge livelli di 60°-80°, talvolta in età molto precoce (3-5 anni). In questa situazione è consigliato l'intervento chirurgico.

Trattamento chirurgico:

Il trattamento chirurgico della scoliosi infantile si diversifica da quello classico della scoliosi dell'adolescenza per un aspetto fondamentale: nella scoliosi infantile vengono applicati gli strumenti correttivi della scoliosi senza eseguire il blocco definitivo delle vertebre. La colonna vertebrale termina il suo accrescimento intorno agli 11 anni. Pertanto eseguire il blocco delle vertebre a 3-5 anni produrrebbe l'arresto dello sviluppo con la produzione di un tronco corto e sproporzionato rispetto alla lunghezza delle gambe. Inoltre i polmoni non riuscirebbero parimenti a svilupparsi e si produrrebbe una insufficienza cardiorespiratoria. Quindi l'intervento nelle scoliosi infantili deve prevedere degli allungamenti progressivi delle barre di titanio applicate, via via che il bambino cresce, in modo da mantenere la scoliosi sotto controllo e con una percentuale di gravità idealmente fra i 20° e i 40°. Questo schema di cura, fino a un recente passato, necessitava di allungamenti in media 2 volte l'anno, ma per fare questi allungamenti bisognava eseguire ogni volta un piccolo intervento con un'anestesia e un ricovero. L'ospedale Bambino Gesù adotta un nuovo sistema di allungamento mini-invasivo mediante l'utilizzo di dispositivi che permettono di eseguire allungamenti senza dover ricorrere ogni volta alla chirurgia. Il sistema si basa su una sorta di telecomando che genera impulsi magnetici. L'allungamento è assolutamente indolore e viene svolto in regime ambulatoriale, senza ricovero né operazione. Con tale sistema viene eliminata la necessità di portare busti e corsetti per molti anni, di dover eseguire ricoveri ripetuti ed interventi con anestesie due volte l'anno per molti anni.Vengono conseguentemente eliminate complicazioni inerenti agli interventi, principalmente infezioni della ferita chirurgica.

QUALI RISCHI SI CORRONO CON QUESTA TECNICA?

I rischi di questo intervento mini-invasivo sono minori rispetto a quelli che si corrono quando si fa l'intervento tradizionale. L'intervento è più breve, con grande contenimento delle perdite emorragiche e conseguente riduzione delle complicanze post-operatorie. Rimangono, ovviamente, i rischi generali legati a un intervento che preveda l'applicazione di viti che passano nelle vicinanze del midollo spinale. Nel nostro centro usiamo dei sensori sensibilissimi che monitorano continuamente la funzione del midollo spinale segnalandone le variazioni di funzionalità. Restano anche i rischi connessi agli sganciamenti degli strumenti applicati (viti, uncini ) ed alla rottura delle barre,che necessitano di interventi di revisione per la sostituzione: questi rischi incidono per circa il 25% delle casistiche internazionali.

QUALI SONO I VANTAGGI DI QUESTO INTERVENTO?

Tale metodica permette innanzitutto ai bambini di dover sopportare un solo intervento prima di quello definitivo (che si esegue in genere intorno ai 12 anni), ovviamente salvo complicazioni. Vengono inoltre evitate ore di intervento e di anestesia (dovute agli interventi di allungamento necessari con i sistemi tradizionali ) e quindi si riducono gli effetti dei meccanismi di protezione al ricovero che tutti i bambini inevitabilmente sviluppano, come l'ansia, la depressione e l'insicurezza.

Ovviamente la gestione ambulatoriale della malattia è in grado di produrre una riduzione degli impegni della famiglia, in termini di assenze dal lavoro e di spese di viaggio e di soggiorno. Infine non è piu' necessario portare busti e corsetti.

COME SI ESEGUE L'ALLUNGAMENTO DELLE BARRE MAGNETICHE

Il bambino è sveglio e non sente alcun fastidio durante l'allungamento che viene fatto tramite una sorta di "telecomando ", impostato per il numero di millimetri necessario.


a cura di: Prof. Guido La Rosa
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute