Mediazione culturale

Professionisti che lavorano per facilitare l'interazione e la convivenza tra culture diverse. In ospedale il mediatore culturale facilita l'interazione tra pazienti e operatori sanitari
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08 marzo 2019

COS'È UN MEDIATORE INTERCULTURALE

Con l'arrivo in Italia negli anni 80 di popolazioni di origine magrebina e negli anni 90' albanese, si è venuta a creare in ambito sanitario una situazione senza precedenti nel nostro Paese che ha richiesto il ricorso a una nuova figura professionale, quella del Mediatore Interculturale

Con l'arrivo dei profughi africani e di altri popoli da altre zone del mondo in guerra, la figura del Mediatore Interculturale è entrata a giocare un ruolo centrale anche nei Centri di Accoglienza Temporanea per adulti e per minori.

Il mediatore interculturale è una figura professionale che lavora per facilitare l'interazione, la collaborazione e la convivenza negli ambienti multiculturali, come tipicamente l'Ospedale, sia di cittadini di origini e culture diverse che dei cittadini stranieri con le istituzioni del Paese che li accoglie.

Il mediatore interculturale è di solito un immigrato o comunque una persona che, per esperienze di migrazione o di prolungata residenza all'estero conosce i codici linguistici e culturali della popolazione migrante di riferimento. 

COSA FA UN MEDIATORE INTERCULTURALE

Scriveva nel 2007 Richard Behrman, uno dei grandi pediatri contemporanei: «L'interazione tra pediatra, bambino e familiari coinvolge sentimenti, atteggiamenti, valori, tradizioni e credenze. Questa interazione è legata alla scienza e alla tecnologia medica ma, di fatto, domina il processo di cura del bambino malato.» Sarebbe difficile esprimere meglio l'esigenza di una valida mediazione interculturale in Ospedale. 

Nell'ambito della sanità, il Mediatore interculturale interviene soprattutto nelle seguenti attività:

- Intermediazione linguistica;

- Accompagnamento nei percorsi individuali diagnostico-terapeutici;

- Facilitazione degli scambi tra pazienti immigrati e Ospedale: operatori sanitari e personale amministrativo;

- Le funzioni della mediazione tengono conto di diversi problemi: traduzione, comunicazione interpersonale tenendo conto delle differenze culturali, etniche, religiose, di genere e di vissuto; saper ascoltare ed essere empatici. 

SERVIZIO DI MEDIAZIONE NEL NOSTRO OSPEDALE

L'assistenza sanitaria è certamente una delle attività in cui è più avvertita la necessità del mediatore culturale. Ripropone tra l'altro differenze culturali che spesso sono profonde. La mediazione è indispensabile negli ospedali affinché la persona ospedalizzata si senta a suo agio, sia proficua la relazione medico-paziente e siano rispettati i valori che entrambe le culture annettono alla cura. Approcci culturali diversi alla cura chiedono di essere conosciuti, riconosciuti e, se necessario, mediati.

Al fine di realizzare concretamente la centralità del paziente, il nostro Ospedale mette a disposizione dei pazienti stranieri e delle loro famiglie un mediatore culturale di persona o telefonicamente. Quest'ultimo servizio è disponibile 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, anche presso le case di accoglienza.

Gli operatori dell'Ospedale, valutato il bisogno, possono richiedere il mediatore culturale al Servizio Accoglienza, Volontariato e Mediatori Culturali.

Il Mediatore Interculturale svolge:

- Un'opera di interpretariato linguistico-culturale per decodificare i codici culturali che sottostanno al linguaggio nella fase di accoglienza dei pazienti stranieri e nel rapporto con gli operatori sanitari anche al fine di favorire la conoscenza e l'uso appropriato dei servizi nonché "accompagnare" i pazienti stranieri nel confronto con gli usi e costumi italiani;

- Attività di informazione per rendere consapevoli gli operatori sanitari delle logiche e dei codici culturali della persona straniera e favorire l'analisi dei bisogni e l'individuazione di eventuali percorsi più adeguati per l'assistenza al paziente straniero;

- Il ruolo di "accompagnare" il paziente straniero e la sua famiglia nel percorso di integrazione, individuandone al contempo bisogni concreti. Questa attività può costituire la chiave di volta per creare un'assonanza tra culture, rendendo possibile l'integrazione psico-sociale degli stranieri che sono soggetti meno fragili nel momento in cui il contesto non risulta più loro estraneo.

Nell'interazione con il paziente straniero e con la sua famiglia, il personale sanitario si integra con l'attività del mediatore: 

- Parlando direttamente con il paziente e la sua famiglia e mantenendo un contatto visivo per facilitare  un colloquio empatico. Il colloquio sarà più piacevole ed efficace per il paziente e la sua famiglia.

- Esercitando la pazienza. Una traduzione precisa obbliga a volte il mediatore culturale ad usare lunghe frasi e spiegazioni; il mediatore può dover porre domande supplementari per cogliere e tradurre il messaggio al paziente e alla sua famiglia da un lato e al personale sanitario dall'altro.

- Usando un linguaggio semplice. Paziente e famiglia devono trovarsi nelle condizioni migliori per fare domande e per esprimersi; capita spesso che i migranti non osino fare domande agli operatori sanitari.

- Soffermandosi a parlare con il mediatore culturale dopo il colloquio con il paziente e la sua famiglia. Può così informarvi a proposito di determinate credenze rispetto alla salute, propri degli usi e delle pratiche culturali del paziente e della sua famiglia.


a cura di: Simona Ciuffoletti
Accoglienza, Volontariato e Mediatori Culturali
In collaborazione con: