Nascere al Bambino Gesù: una possibilità solo per i casi più gravi

Sono 50 i bambini nati in ospedale grazie al "Progetto nascita" partito nell'Aprile 2017. I criteri di scelta spiegati dal professor Pietro Bagolan, direttore del Dipartimento di Neonatologia
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28 dicembre 2018

Al Bambino Gesù vengono fatti nascere bimbi con problemi particolarmente complessi. Si tratta di casi selezionati quando sono ancora nel grembo materno, perché presentano patologie per le quali diventa un rischio anche soltanto essere trasportati da un ospedale all'altro. In ospedale non c'è un reparto ostetrico ma, dal 2017,per dare la migliore assistenza possibile ad alcuni bambini molto gravi, il Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica o del Dipartimento Medico Chirurgico di Cardiologia Pediatrica sono attrezzati per accogliere le donne partorienti. In questo modo il bambino trova immediatamente un'équipe esperta – intensivistica, chirurgica, cardiologica, cardio-chirurgica – pronta ad assisterlo.A più di un anno di distanza dall'inizio di questa esperienza, ribattezzata "Progetto Nascita" abbiamo parlato con il responsabile del Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica, Pietro Bagolan, dei risultati ottenuti.

Professor Bagolan quanti bambini sono già nati dall'inizio del "Progetto Nascita"?

Sono già nati 50 bambini. Abbiamo strettamente limitato questa possibilità ai casi più complessi. Sono per lo più bimbi di Roma e della regione, ma anche da fuori regione e abbiamo avuto almeno 5 bambini non Italiani, europei ed extraeuropei. 

Da quali Stati?

Dall'Egitto, dalla Francia e dalla Romania. E' la grande forza del web. Le persone capiscono che al Bambino Gesù c'è la possibilità di risolvere il proprio problema e contattano l'ospedale o i medici. Un'altra grande via di informazione è quella delle associazioni di familiari dei pazienti che offrono molte informazioni sui centri, anche a livello europeo, più adatti per gestire alcune patologie. 

C'è un tipo di patologia ricorrente?

Per il "Progetto Nascite" abbiamo selezionato due macro categorie di pazienti. La prima comprende pazienti cardiopatici con trasposizione delle grandi arterie a setto integro, una patologia in cui il bambino deve molto spesso eseguire a pochi minuti dalla nascita un intervento che gli permetta una adeguata ossigenazione. Se ciò non accade, o accade con ritardo, il bambino mette a rischio la sua sopravvivenza ma ancor più l'insorgenza di gravi danni neurologici. L'altra categoria è quella di bambini con ernia diaframmatica congenita. Anche questi bambini, per motivi diversi dai primi, non riescono a ossigenarsi adeguatamente e hanno bisogno di assistenza immediata, fino ad arrivare pure alla necessità di circolazione extracorporea (ECMO). E' chiaro che la tempestività è la prima garanzia di successo e la tempestività massima si raggiunge con la nascita in OPBG. Oltre queste due categorie di bambini, vi sono alcuni altri casi eccezionali e rari, che portiamo alla discussione singolarmente nel Gruppo nascita per valutarne l'eleggibilità al "Progetto Nascita" Bambino Gesù. E' una valutazione che riguarda non solo il bambino ma anche, e soprattutto, la mamma che non deve presentare personali fattori di rischio, i quali favorirebbero invece il suo ricovero in un ospedale ostetrico specializzato. Qualora sussistano i criteri materni e fetali, anche patologie diverse da quelle sopra indicate, possono nascere qui. Ne abbiamo avuti 6 nel corso dell'anno.

Al Bambino Gesù trova ad accoglierlo un'equipe con diverse specialità.

Qualsiasi specialità utile al neonato qui è presente: l'equipe cardiologica, cardiochirurgica, la radiologia interventistica cardiologica, la chirurgia neonatale, la terapia intensiva neonatale, la rianimazione, l'ECMO cioè la circolazione extracorporea.

Ci sono altri centri in Italia e in Europa per parti a rischio?

Ci sono altri centri che accolgono parti a rischio, ma è una locuzione che ha un significato più ampio e comprende anche rischi della gestante e non del neonato o meglio del feto. Una mamma che ha la gestosi è a rischio anche se il bambino è esente da anomalie che mettano a rischi la sua sopravvivenza. Un bambino pretermine è a rischio ma molte sono le neonatologie e terapie intensive neonatali dove questi possono essere curati adeguatamente. Il "Progetto nascita" del Bambino Gesù si rivolge al feto con anomalia congenita, molto spesso "malattia rara" e particolarmente grave, la correzione richiede una chirurgia immediata. Per questa tipologia i centri in Europa, come pure in Italia, pronti ad accoglierli non sono molti. 

Sono previsti ulteriori sviluppi per questo progetto?

Si tratta di un progetto importante che prevede una progressiva evoluzione futura. Occorre ampliare l'opportunità di partorire al Bambino Gesù anche per i casi gravi, anche se non gravissimi, di patologie diagnosticate al feto. Bisogna anche aprire la porta alle terapie invasive in utero per quei bambini che hanno la possibilità di giovarsi di trattamento già nella vita intrauterina. 

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