Trapianto di fegato, 5 domande al prof. Marco Spada

Intervista al responsabile di Chirurgia Epato-bilio-pancreatica e dei Trapianti Addominali dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
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14 giugno 2017

Quando è necessario ricorrere al trapianto di fegato in un paziente pediatrico?

Il trapianto di fegato è un intervento chirurgico che prevede la sostituzione del fegato "malato" con un fegato "sano". Si tratta di un'operazione che viene eseguita per la cura definitiva delle malattie del fegato allo stadio terminale (ad es. cirrosi da atresia delle vie biliari), delle epatiti fulminanti, dei tumori del fegato non resecabili (ad es. epatoblastoma) e di alcune malattie metaboliche (ad es. deficit del ciclo dell'urea, leucinosi). 

Quali sono le principali tecniche utilizzate per questo tipo di intervento?

Nei bambini può essere trapiantato un fegato intero, prelevato da un donatore pediatrico, oppure solo una porzione del fegato di un donatore adulto in morte cerebrale. In questo caso, mediante la "tecnica split", il fegato viene diviso in due parti, di cui la più piccola viene trapiantata ad un bambino e l'altra ad un adulto. In alternativa, nei bambini può essere trapiantata una porzione di fegato di un donatore vivente. 

Secondo i dati pubblicati attraverso l'attività sanitaria e scientifica del Bambino Gesù, negli ultimi anni si è registrato un progressivo aumento del numero dei trapianti di fegato. Da cosa dipende questo aumento delle attività trapiantologiche?

L'aumento del numero di trapianti effettuati negli ultimi anni è avvenuto grazie all'introduzione, da parte del Centro Nazionale Trapianti, di una lista unica pediatrica nazionale e di nuove regole per l'utilizzo degli organi prelevati dai donatori in morte cerebrale. Queste nuove norme hanno reso possibile un aumento del numero dei trapianti "split", permettendo di conseguenza di trapiantare la quasi totalità dei bambini in lista d'attesa per trapianto di fegato, riducendo notevolmente il tempo di attesa per il trapianto. 

Recentemente è stato effettuato al Bambino Gesù il primo trapianto di fegato "domino" su due pazienti pediatrici. Quali sono le condizioni che hanno consentito di effettuare questo complesso intervento?

Il trapianto di fegato "domino" è una tecnica particolare di trapianto da vivente che permette di trapiantare due pazienti con un solo donatore cadavere, trasformando il primo ricevente in donatore per un secondo paziente inserito in lista di attesa. Nell'intervento realizzato al Bambino Gesù, il primo paziente affetto da leucinosi (una patologia metabolica curabile con il trapianto, che causa un danno neurologico progressivo senza però alterare le funzioni del fegato) ha ricevuto l'organo da un donatore cadavere e il suo fegato è stato trapiantato in un secondo ricevente affetto da cirrosi epatica. Questa complessa procedura che prevede il coinvolgimento di un'equipe multidisciplinare è stata possibile anche grazie alla presenza nel nostro Ospedale di un reparto altamente specializzato nella cura delle malattie metaboliche. 

Quali sono le prospettive di vita futura del paziente trapiantato?

Il trapianto di fegato è una procedura consolidata e sicura che offre ottimi risultati a breve e a lungo termine per i pazienti pediatrici. Le percentuali di sopravvivenza superano il 90% nei bambini trapiantati. I bambini sottoposti all'intervento chirurgico hanno un'ottima aspettativa e qualità di vita: superato il decorso postoperatorio, i bambini crescono regolarmente e possono riprendere le normali attività quotidiane. Numerosi pazienti sottoposti a trapianto di fegato in età pediatrica, una volta diventati adulti, si sono sposati, hanno avuto figli e svolto le più svariate attività lavorative. Il trapianto pediatrico, quindi, permette ai bambini con gravi malattie epatiche di raggiungere importanti traguardi della vita che altrimenti sarebbero preclusi.