"UN CAPITANO" PER I RAGAZZI DEL BAMBINO GESÙ

Presentato al Colosseo il libro biografico di Francesco Totti. Parte dei proventi devoluti al Bambino Gesù. Il calciatore: "felice di partecipare a un progetto così importante"
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01 ottobre 2018

"Quando mi hanno detto che dovevo andare al Colosseo a rappresentare l'ospedale in occasione della presentazione del libro di Francesco Totti, stavo cadendo dalla sedia. E quando l'ho visto arrivare, stavo inciampando ancora". 
E' Diana che parla. Ha 18 anni. Da quando ne ha 14 è in cura al Bambino Gesù.
Indossa un vestito verde a fiori. E' bella, emozionata e sorridente. E' arrivata con un po' d'anticipo in questo fresco giovedì di settembre, per assistere alla serata durante la quale l'ex capitano giallorosso, il giorno del suo compleanno, dentro il monumento simbolo della città che lo ama, presenterà Un capitano, il libro autobiografico che celebra 25 anni di – gloriosa – carriera giallorossa.
Parte dei proventi della vendita, saranno devoluti a sostegno di un progetto del Bambino Gesù, 4YOU, al centro del quale ci sono i ragazzi a cui sia stata diagnosticata o che stanno curando una malattia oncologica. Come Diana, Lucrezia, e Alessandro, che questa sera devono presentare il progetto alla platea di ospiti illustri ("no, noi non parliamo, parla il dottore. Chi ce la farebbe? Non sentiamo nemmeno le gambe!"). 

Sono tra i 70 pazienti adolescenti che ogni anno vengono accolti e curati nell'ospedale pediatrico romano, che con sempre maggiore impegno si sta dedicando ai ragazzi attraverso progetti creati su misura per rispondere alle loro esigenze, ai loro bisogni. Che sono diverse da quelle dei bambini.
"L'adolescenza è una fase molto complessa della vita – sono le parole del dottor Giuseppe Maria Milano, oncoematologo, coordinatore del progetto – che ciascuno di noi ha superato più o meno bene. Quando ti ammali di una malattia come questa il periodo di cura è di circa 7 mesi. Il percorso di vita di questi ragazzi, in questo tempo, si ferma".
Per questo l'Ospedale si occupa di loro. E ha voluto che le loro voci, questa sera, venissero ascoltate.
"Con Totti ho collezionato solo figuracce. Quando mi ha parlato non gli ho risposto, perché non lo sentivo, tanto forte mi batteva il cuore. Ho trovato solo il coraggio di chiedergli di farsi una foto con me. Eccola, vedi? Ho un sorriso a 32 denti. Si vede che ero superfelice?".
Lucrezia racconta la sua emozione. Ha 20 anni. Studia recitazione ("sogno di fare l'attrice" e frequenta il Dipartimento di Arti e Scienze dello spettacolo alla Sapienza. E' in cura al Bambino Gesù da quando ha 15 anni. A marzo 2018 ha terminato le terapie di mantenimento, e ora viene in Ospedale per seguire il follow up.
Indossa un abito nero, è ben truccata, elegante.
Diana e Lucrezia si sono preparate insieme, per venire qui. "Eravamo ognuna a casa propria, ma ci siamo mandate foto e messaggi tutto il giorno, per scambiarci opinioni e suggerimenti. Anche sul trucco e sui capelli!".
Meno emozionato di loro, almeno all'apparenza, è Alessandro. Completo grigio, fazzoletto rosso nel taschino. Elegantissimo. Riconosce tutti i vip, si avvicina alle ragazze per indicare loro i personaggi famosi.
Alessandro ha 21 anni. Studia Statistica alla Sapenza. Ha terminato il suo percorso di cura da sei anni. Ma continua a frequentare l'Ospedale per i controlli.
"Ringrazio Totti e Rizzoli, oltre che l'Ospedale, per averci invitati a questo evento unico. Dare risalto e visibilità alla realtà di 4YOU, alle problematiche che tratta, è molto importante per noi". E conclude: "Il più simpatico? Cassano. Stava dietro di me e non è stato zitto e fermo un attimo!".

Durante la serata - un dialogo disteso e spensierato tra il calciatore romano e Paolo Condò, coautore del libro – tanti personaggi sono stati chiamati sul palco a scambiarsi aneddoti, battute, condividere pensieri.
Tra questi, la Presidente del Bambino Gesù Mariella Enoc, per la quale Totti è "una bella testimonianza, anche per i nostri ragazzi. Un uomo al quale tutti vogliono bene. Anche chi, come me, non capisce nulla di calcio".
Che riferisce al calciatore quanto i ragazzi e i bambini le hanno chiesto di dirgli: "Il prossimo anno l'ospedale Bambino Gesù compirà 150 anni. Se potesse in quell'anno venire ad incontrare i nostri pazienti, sarebbe il più bel regalo di compleanno".
E continua: "Quello che state donando, per il quale ringrazio anche la Rizzoli, finanzierà un progetto molto importante. Crediamo nella ricerca, nella cura, e nella vita che viene dopo la cura".
"4YOU – sono le parole del Dottor Milano, sul palco insieme a lei – vuole essere la testimonianza che chi si ammala non è diverso da nessuno, e vuole avere l'obiettivo di garantire la continuità della vita – la scuola, l'università, lo sport, la socialità – a questi ragazzi, perché possano reintegrarsi senza problemi una volta concluso il ciclo di cure. Per fare questo - conclude - devono essere coinvolti in progetti creati da e per loro, perché possano essere coinvolti in una rete che spezzi l'isolamento del quale spesso il tumore li rende vittime. Perché spesso la malattia fa paura".

L'ex capitano giallorosso si è detto "felice di partecipare a questa iniziativa. Il Bambino Gesù è una realtà molto importante per la nostra città". A testimonianza del fatto che le parole che sono state spese nei suoi confronti sono vere. Attento e sensibile alle cose importanti. La famiglia, la solidarietà, il rispetto per i compagni, per gli avversari, per i colleghi.
Per la sindaca Virginia Raggi, Francesco "è ancora il ragazzino biondo che giocava a calcetto fuori la sua scuola, che è stata anche la mia" ("sì, ma tu sindaca ci andavi più di me!"); per il mister Ranieri "un campione vero, che non è stato difficile allenare, come tanti potrebbero pensare"; per Cassano "il motivo per il quale ho scelto di venire a giocare a Roma", per De Rossi "un idolo, un sogno, l'esempio da seguire".

Nell'attesa di incontrarlo in ospedale, ci godiamo il videomessaggio per tutti i bambini e i ragazzi del Bambino Gesù: