Una voce per raccontarsi

Vanessa voleva diventare una ballerina. Poi la vita le ha tolto qualcosa per restituirle un sogno più grande: cantare per dare forza agli altri
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Quello che ho visto lo conservo nella mia memoria. Ricordo le sensazioni che si provano ad osservare qualcosa. Come un film. So cosa si prova a guardarlo. E quando scorre davanti ai miei occhi, tra quelle luci e ombre che riesco a percepire, io posso immaginarlo.
E' un po' come tornare a vedere.


Vanessa ha 23 anni. Fino all'età di dieci anni, le sue condizioni di salute sono state perfette. Un grande talento per la danza, un futuro da ballerina. Un giorno, durante una lezione, comincia a sentire uno strano dolore alle giunture. Poi il gonfiore, fino al blocco quasi totale. Dopo varie consultazioni, al Bambino Gesù riescono a fare la diagnosi corretta di quello che le sta accadendo. Artrite reumatoide giovanile. Una malattia autoimmune che provoca infiammazione e rigidità articolare. Vanessa viene ricoverata di urgenza e con una cura farmacologica si cerca di arrestare l'evoluzione della malattia.
Vanessa sa che sta succedendo qualcosa al suo corpo.
E pensa alla danza, Vanessa. Al sogno di diventare una ballerina.
L'artrite le ha causato anche un'uveite all'occhio destro, un'infiammazione della sottile membrana – l'uvea, appunto - posta tra la cornea e la sclera.
Quello che Vanessa non sa è che di lì a poco quell'occhio avrebbe smesso di vedere.
E che a 19 anni anche l'occhio sinistro avrebbe cominciato a riflettere solo luci, e ombre.
Al Bambino Gesù hanno trovato la cura giusta per la mia malattia. Le condizioni di salute pian piano si sono stabilizzate, e ho potuto condurre una vita normale. Sono andata a scuola, mi sono diplomata, adesso studio all'Università.
Tutto il bello, e il brutto, che ho visto, Vanessa lo ricorda. Conservo un'immagine vivida di tutto quello che i miei occhi sono riusciti a vedere fino all'età di 19 anni, e questo mi permette di ricostruire tutto nella mia testa. Di vedere non con gli occhi, ma con la memoria.

Non crede nelle casualità, Vanessa. Pensa che tutto questo le sia successo per un motivo.

La sua condizione – non più la mia malattia, ora è diventata la mia condizione – l'ha portata ad essere chi è ora. Una ragazza con un grande talento per la musica. Che sa articolare con le note e con le parole tutto il suo mondo interiore. 
E che continua ad avere grandi sogni e grandi progetti.
Ho dovuto smettere di ballare, per forza di cose. Ma la musica non mi ha mai abbandonata. Mi ha sempre accompagnata, nelle diverse forme in cui può manifestarsi. Se fossi diventata una ballerina non avrei potuto scoprire la mia voce. Che è lo strumento con il quale riesco a esprimermi e a emozionarmi.
Lo scopo della sua vita è oggi quello di suonare le sue canzoni. Di trasferire con la sua arte un messaggio importante: i problemi vanno trasformati in forza.
Di fronte a una situazione di difficoltà puoi decidere di fare la vittima, oppure di incamerare le sofferenze, i disagi, e trasformarli in qualcosa di positivo. Quando ho smesso di ballare ho cominciato a scrivere poesie. Oggi quei testi sono nelle mie canzoni. Insieme a Gaia e Michele – i miei amici, la mia famiglia, i miei coinquilini, i miei occhi, quando serve – abbiamo fondato un trio, gli ABC positive, con il quale abbiamo vinto Musica contro le mafie e con cui ci presenteremo quest'anno a Casa San Remo. 

E della vita musicale di Vanessa fanno parte anche gli Scooppiati diversamente Band con cui ha iniziato ad accettare la sua condizione, perché dentro gli scoppiati ci sono tanti non vedenti come me che fanno ammazzare dalle risate! La mia voce svela quello che ho vissuto. La nostra musica racconta le nostre storie.
Superman, il mio inedito, è la sintesi di tutto quello che vorrei dire alle persone che lo ascolteranno. Ma se Superman vola anche io sto volando, quando distruggo il limite di ciò che si può fare di normale... E Superman, per me, non ha niente più super di me.

Sull'incontro con Emma Marrone, che è venuta a visitare i pazienti dell'ospedale e che ha duettato con lei in ludoteca, Vanessa dice: E' stato bello cantare con lei. Un ricordo che mi porterò sempre dentro. Mi hanno descritto le facce che ha fatto, quando mi ha sentita cantare. E ne sono stata felice.

Di seguito il video del duetto di Vanessa Casu con Emma Marrone: