Allergeni

Sono particelle che, quando vengono a contatto con il nostro organismo, stimolano la produzione di anticorpi denominati IgE. La presenza di anticorpi IgE diretti contro un allergene può venir dimostrata con test specifici 

Gli allergeni sono particelle che, quando vengono a contatto con il nostro organismo, stimolano la produzione di anticorpi denominati IgE. La presenza di anticorpi IgE diretti contro un allergene può venir dimostrata con i test cutanei, i cosiddetti Prick test. I Prick test consistono nell'applicazione di una goccia degli allergeni sospetti sull'avambraccio e nella successiva puntura della goccia e della cute sottostante con apposite "lancette", per far penetrare l'allergene nella cute. Se il test è positivo – quindi se sono presenti anticorpi IgE diretti contro quell'allergene - nel giro di alcuni minuti comparirà un piccolo rigonfiamento (pomfo), simile a una puntura di zanzara.


Le IgE dirette contro un allergene possono anche essere dosate nel sangue con test di laboratorio. All'inizio sono state misurate usando un test chiamato RAST (RadioAllergoSorbent Test), che è stato poi sostituito da metodiche di laboratorio più sensibili e il termine RAST dovrebbe essere abbandonato. Tuttavia la dicitura RAST è ancora di uso comune, almeno in Italia, e per praticità si continua ad usare questo termine come sinonimo di dosaggio delle IgE specifiche nel sangue. 

Le IgE totali vengono misurate nel sangue con un test che prende il nome di PRIST. Non esiste un valore soglia ben definito della quantità di IgE totali nel sangue che permetta di distinguere in modo adeguato i soggetti allergici da quelli non allergici: questo test ha pertanto ha un valore molto limitato.
Al contrario, l'esecuzione dei test cutanei o il dosaggio nel sangue di anticorpi IgE allergene-specifici (RAST) sono i test realmente utili per la diagnosi di allergia.


Per aver valore diagnostico, i risultati dei test cutanei e del RAST devono essere in accordo con la storia clinica del bambino. In altre parole, se un bambino soffre tutti gli anni di un forte raffreddore primaverile, accompagnato da numerosi starnuti e da una infiammazione delle congiuntive e questo bambino è positivo ai Prick test o ai RAST per le graminacee, possiamo concludere con ragionevole certezza che soffre di allergia alle graminacee. Ma se questo stesso bambino soffre di raffreddore durante l'inverno ma non in primavera e ha i test positivi per le graminacee, non possiamo diagnosticare un'allergia alle graminacee quale causa dei suoi sintomi.


In altre parole, molti soggetti producono anticorpi IgE diretti contro vari allergeni ma soltanto alcuni sono allergici: a tutt'oggi non abbiamo un test di laboratorio che, da solo, ci permette di far diagnosi di allergia.
La diagnosi di allergia richiede che il paziente:

  • Abbia i sintomi di una malattia allergica;
  • Abbia Prick test o RAST positivi per un allergene che possa spiegare la comparsa di quei sintomi.

In genere si ricorre al dosaggio delle IgE specifiche (RAST) per effettuare un test allergico quando non è possibile sospendere farmaci (antistaminici, cortisonici) che possono interferire con i risultati del prick test o in presenza di gravi malattie della pelle come la psoriasi o un eczema diffuso. 

Gli aeroallergeni sono gli allergeni trasportati dall'aria che possono causare allergia in quanto leggeri, piccoli e presenti nell'aria in quantità significative. Gli aeroallergeni possono essere pollini di piante, funghi o muffe, derivati epidermici di mammiferi o di artropodi come gli acari della polvere, polveri organiche e inorganiche. Il polline e le spore dei miceti tendono ad essere rilasciati nell'atmosfera durante stagioni specifiche per ogni allergene. Un clima caldo, umido e ventoso aumenta la concentrazione degli aeroallergeni nell'aria.

La prima forma di prevenzione è tanto importante quanto semplice da attuare e consiste, laddove possibile, nell'evitare la sostanza o le sostanze che scatenano la reazione allergica. Le persone allergiche dovrebbero pulire molto frequentemente gli ambienti in cui trascorrono la maggior parte della propria giornata. Chi ha dei climatizzatori dovrebbe curare spesso l'igiene dei filtri, perché vi si possono depositare pollini che possono causare allergia. Inoltre, è opportuno mantenere la giusta umidità nelle stanze. Infine, per non peggiorare le condizioni della mucosa del naso e delle vie aeree, non si deve fumare. 

Se si soffre di allergia agli acari o si convive con una persona che ha questo problema, è importante eliminare dalla casa tappeti, moquette, tende di grandi dimensioni e peluche, che possono trasformarsi in veri e propri ricettacoli di acari. Inoltre, i libri andrebbero tenuti in librerie munite di ante e i vestiti andrebbero riposti in armadi anch'essi con ante. Su tutti i letti che si trovano nella stanza della persona con questa allergia andrebbero messi copricuscini e coprimaterassi antiacaro. Per pulire casa, può essere utile usare aspirapolveri con filtri speciali che catturano gli acari perché hanno maglie molto fitte.


Al contrario, sono invece spese inutili i materassi in lattice oltre a deumidificatori e umidificatori, ionizzatori e acaricidi vari. È inoltre importante mantenere la temperatura della stanza tra i 18 e i 20 gradi, in particolare durante la stagione fredda, quando si tengono accesi i caloriferi, e aerare frequentemente i locali, senza umidificarli. Infine, se si possiede un animale domestico, nel cui pelo tendono a depositarsi gli acari della polvere, non bisognerebbe farlo entrare nella camera da letto di chi soffre di questa allergia. 

Ci sono alcuni ambienti particolarmente a rischio. E'  preferibile evitare soprattutto luoghi dove, a causa dell'umidità e delle temperatura, è più probabile che si concentrino acari e muffe, come:

  • Soffitte;
  • Cantine;
  • Magazzini;
  • Spogliatoi di centri sportivi.

Chi soffre di allergie stagionali dovrebbe inoltre essere informato del già citato "calendario pollinico", così da poter seguire tempestivamente, se necessario, l'adeguata profilassi, utile a ridurre l'intensità dei sintomi dell'allergia al momento della fioritura. 

Anzitutto occorre fare una visita allergologica per valutare i sintomi. In base all'esito della visita, lo specialista potrà prescrivere l'esecuzione di test allergologici

Gli allergeni presenti nell'aria possono provocare infiammazione delle alte vie respiratorie (rinite allergica) e delle basse vie respiratorie (asma allergico) nonché della superficie degli occhi (congiuntivite allergica). 

 

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  • A cura di: Maria Cristina Artesani, Maurizio Mennini, Alessandro Giovanni Fiocchi
    Unità Operativa di Allergologia
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Ultimo Aggiornamento: 22 aprile 2021


 
 

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