Difterite

L'infezione è causata da una tossina batterica e si trasmette tramite saliva. Il vaccino è efficace ed è un'ottima misura di prevenzione 

La difterite è una malattia infettiva provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae.
Questo germe aderisce in una prima fase alla mucosa della gola, creando una infiammazione locale.

Successivamente, una volta penetrato all'interno delle cellule, il C. diphteriae rilascia una tossina, la tossina difterica, che causa danni a distanza in diversi organi e tessuti, soprattutto cuore, rene e sistema nervoso.

La difterite si trasmette per contatto diretto con le goccioline di saliva di una persona infetta o, più raramente, tramite oggetti contaminati dalle secrezioni oro-faringee di un paziente.

I vaccinati possono essere portatori sani del batterio.
Il periodo di incubazione oscilla tra 1 e 10 giorni, ma è in genere di 2-5 giorni.

Nella maggior parte dei casi, la difterite coinvolge faringe e prime vie respiratorie e causa mal di gola, perdita dell'appetito, febbricola.
Nelle successive 48-72 ore, sulla superficie delle tonsille e della gola si formano caratteristiche membrane grigiastre, dai margini infiammati, che talvolta possono sanguinare e assumere un colore verdastro o nero.

Nei casi più gravi, possono svilupparsi gonfiore del collo e ostruzione delle vie respiratorie, anche completa.
Possibili complicanze della difterite possono manifestarsi a livello cardiaco (aritmie, con rischio di arresto cardiaco, miocardite, scompenso cardiaco), renale (insufficienza renale) o a carico dei nervi periferici (neuropatia periferica).

Una complicazione rara ma grave è quella che coinvolge la pelle, ma interessa soprattutto le zone tropicali.
Raramente il C. diphtheriae causa infezioni oculari, dell'orecchio (otite esterna) e del tratto genitale (vulvovaginite purulenta e ulcerativa).
La mortalità varia dal 3% al 23% a seconda della gravità dei sintomi e della tempestività del trattamento.

La diagnosi si basa sulla raccolta della storia e sulla visita. Può essere confermata tramite esame colturale di un tampone delle membrane o di porzioni delle membrane stesse.

Bambini e adulti che sviluppano la difterite devono essere trattati al più presto con un'antitossina specifica, che ha il ruolo di impedire che la tossina si leghi alle cellule.

Oggi vengono utilizzate come antitossine immunoglobuline umane che contengono una concentrazione elevata di anticorpi diretti contro la tossina tetanica. La somministrazione di antibiotici permette di eradicare il microrganismo e prevenirne la diffusione, ma non sostituisce il ruolo dell'antitossina.

L'isolamento (quarantena) del paziente infetto è inoltre fondamentale per evitare che contagi altre persone. In genere, due giorni di terapia sono sufficienti a rendere il paziente non contagioso.

La prevenzione si basa sull'utilizzo del vaccino. E’ importante rammentare che il tetano non conferisce immunità e che di conseguenza tutti i bambini che hanno superato il tetano vanno vaccinati.  

 

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  • A cura di: Laura Cursi, Francesca Ippolita Calò Carducci
    Unità Operativa di Malattie Infettive e Immunoinfettivologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 19  Gennaio 2022 


 
 

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