
Gli incidenti nei bambini non sono eventi casuali, sono prevedibili e spesso evitabili. Sono strettamente legati alle caratteristiche tipiche dell’infanzia. Il bambino è per natura curioso, vivace e spinto da un forte desiderio di esplorare il mondo che lo circonda.
A questo si aggiunge lo sviluppo fisico, cognitivo e motorio, un processo dinamico, che lo porta ad acquisire nuove capacità senza avere piena consapevolezza dei pericoli. Conoscere le fasi di sviluppo e sapere come intervenire tempestivamente può fare la differenza. Un altro elemento fondamentale è l’ambiente in cui il bambino cresce e il livello di attenzione degli adulti.
0 e 3 mesi: il bambino non si muove autonomamente, esiste il rischio di cadute (fasciatoio) o di errori nella somministrazione di farmaci.
3 - 4 mesi: inizia a rotolare su se stesso, questo aumenta il rischio di cadute da superfici elevate come il letto.
6 - 7 mesi: il bambino riesce a stare seduto e ad afferrare oggetti: qui il pericolo principale è l’utilizzo di oggetti non adatti o troppo piccoli per la sua età.
6 - 12 mesi: inizia a gattonare e a muovere i primi passi, di conseguenza aumenta l’esplorazione dell’ambiente, spesso in modo incontrollato.
1 - 3 anni: il bambino acquisisce autonomia motoria e manuale, ma è proprio in questa fase che i rischi aumentano significativamente: traumi, intossicazioni, ingestione o inalazione di corpi estranei, ustioni, folgorazioni e persino episodi di semi-annegamento.
3 - 6 anni: la coordinazione migliora e diminuisce l’esplorazione orale, ma restano possibili incidenti, soprattutto traumi.
6 - 14 anni: con uno sviluppo motorio ormai completo, il rischio principale diventa quello legato all’attività sportiva. È fondamentale sapere cosa fare nei primi minuti dopo un incidente.
In caso di avvelenamento, contattare il Centro Antiveleni Tel. 0668593726, comunicando la dinamica dell’evento (sostanza, via di contatto, inalazione, ingestione, tempo trascorso dall’accadimento) non indurre il vomito e non somministrare sostanze, chiamando i soccorsi (112/118) se la situazione è grave.
In presenza di ferite, è importante pulire la ferita acqua corrente, disinfettare e coprire con garze sterili.
In caso di inalazione di corpo estraneo, è necessario allertare subito i soccorsi ed eseguire, se si è in grado, le manovre di disostruzione. In caso di ingestione, invece, non bisogna intervenire, ma rivolgersi al pronto soccorso se l’oggetto è pericoloso.
In caso di annegamento non fatale (difficoltà respiratoria dovuta all’immersione quando la persona sopravvive). bisogna estrarre il bambino dall’acqua, controllare lo stato di coscienza e chiamare immediatamente i soccorsi.
Nei traumi cranici gravi non bisogna muovere il bambino e occorre contattare il 112 o 118 in presenza di sintomi importanti.
Per traumi degli arti come fratture o distorsioni, è utile immobilizzare la parte per stabilizzarla durante il trasporto, applicare ghiaccio e recarsi in pronto soccorso.
In caso di ustioni o folgorazioni, bisogna allontanare il bambino dalla fonte di pericolo e raffreddare la zona con acqua fredda.
L’aspetto più importante resta la prevenzione. Questa si basa su tre elementi fondamentali: un ambiente sicuro, con adeguate protezioni; l’utilizzo di oggetti adatti all’età del bambino; una supervisione costante da parte dell’adulto.
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