
“Scrivo questa lettera perché siete riusciti a scoprire cosa mi faceva stare male.” C’è un messaggio su un foglietto nel reparto di Pediatria Multispecialistica del Bambino Gesù che inizia con queste parole. A scrivere è stata Giulia, il giorno in cui ha lasciato l’ospedale dopo settimane difficili, durante le quali ha avuto paura di morire. Un gesto per ringraziare tutto il personale sanitario che le è stato accanto.
In ospedale Giulia ha trascorso anche il suo ultimo compleanno, il quattordicesimo, lo scorso ottobre. Fino a poche settimane prima di quella la sua vita era del tutto simile a quella delle sue coetanee. Giulia non si ammalava quasi mai e non pensava a ricoveri, controlli e ospedali.
Un pomeriggio, però, al ritorno da scuola, inizia a sentirsi poco bene. Ha la febbre molto alta e un insolito dolore al collo. Dopo le prime cure la situazione non migliora, fino a quando Giulia ha due episodi di sincope molto ravvicinati. È a quel punto che i genitori corrono al Pronto Soccorso di Palidoro. Le prime analisi confermano che c’è qualcosa che non va e viene ricoverata nel reparto di Pediatria Multispecialistica.
In reparto capiscono subito che la situazione è seria e i medici fanno di tutto per giungere a una diagnosi il prima possibile. Per farlo, Giulia viene prese in carico da un'equipe multidisciplinare che coinvolge vari specialisti, inclusi gli Infettivologi. Alla fine, arriva la risposta che i medici stavano cercando: Giulia ha un’infezione causata da un raro batterio: il Fusobacterium necrophorum che ha aggredito i polmoni della ragazza.

Mentre arriva la diagnosi, infatti, Giulia fatica a respirare e i suoi organi non funzionano come dovrebbero: è in corso un pericoloso shock settico. Sono i giorni più difficili per lei, tanto da dire alla mamma, che è sempre al suo fianco: “Sento che questa cosa che ho dentro mi sta sconfiggendo”. Iniziano le terapie specifiche per sconfiggere il Fusobacterium necrophorum e al team che ha Giulia in cura si aggiungono anche i Pediatri rianimatori. Giulia, infatti, viene trasferita in Terapia Intensiva per monitorare al meglio il quadro clinico e gestire i sintomi.
"La notte in cui Giulia è stata trasferita in Terapia intensiva è stata contemporaneamente la più brutta e la più bella della mia vita" - racconta Alessandra, la mamma di Giulia -. "Ho vissuto il distacco da mia figlia, ma sapevo che era in buone mani. Sapevo che i medici la stavano salvando. Per tutto il tempo che Giulia è stata in ospedale non ci siamo mai sentite abbandonate. Al contrario, ci siamo sempre sentite accolte nelle nostre paure e fragilità”.
Dopo quattro giorni in Terapia Intensiva, le condizioni di Giulia migliorano costantemente. E proprio nel giorno del suo compleanno la ragazza può lasciare la Terapia intensiva per tornare nel reparto di Pediatria Multispecialistica, dove nelle settimane successive prosegue la terapia fino al pieno recupero al ritorno a casa. “So che nella mia vita ho ancora tanta strada da fare – scrive Giulia nel messaggio lasciato in Reparto ai medici e al personale che l’ha curata – ma ogni volta che penserò a voi e a questo ospedale, conserverò sempre uno speciale ricordo di famiglia. Siete casa per me".

Ogni giorno, in Ospedale, ci sono famiglie che affrontano momenti difficili, proprio come è accaduto a quella di Giulia. Medici, infermieri e tutto il personale del Bambino Gesù sono al loro fianco per trovare una cura, anche per le malattie più rare e complesse.
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