Malattia di Lyme (borreliosi)

Infezione trasmessa tramite puntura di zecca, può colpire sistema nervoso e organi interni. Se non curata diventa una malattia cronica 

La Malattia di Lyme prende nome dalla città americana in cui fu descritto il primo caso nel 1975. L'infezione è dovuta alla spirocheta Borrelia burgdorferi, che ha come serbatoio numerose specie animali (cervi, caprioli, roditori, volatili e anche cavalli, cani e gatti domestici).
La malattia è diffusa in numerose regione degli Stati Uniti d'America e in Europa (Inghilterra, Austria, Francia). In Italia le regioni maggiormente colpite sono il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, il Veneto, l'Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige. Nelle zone centro meridionali e nelle isole le segnalazioni sono meno frequenti. La malattia si verifica soprattutto nei mesi estivi e autunnali.

Le borrelie sono trasmesse all'uomo attraverso la puntura di zecche del genere Ixodes. La trasmissione della Borrelia Burgdorferi abitualmente si verifica solo dopo che la zecca infetta è rimasta attaccata più di 24 ore. Pertanto, dopo un potenziale contatto, la ricerca delle zecche e la loro rimozione può aiutare a prevenire l'infezione.
La Borrelia Burgdorferi penetrata nella cute, può diffondersi ai linfonodi, causando un ingrossamento dei linfonodi adenopatia regionale vicini al siti di penetrazione. Può anche arrivare, con il sangue in altri organi. L'incubazione è di 3-20 giorni, in media 14 giorni. In alcuni casi può arrivare ad un mese.

L'infezione colpisce prevalentemente la pelle, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni. Può dare sintomi gravi, intensi e, se non viene curata, diventa cronica, dura a lungo nel tempo.
La malattia viene di solito suddivisa in 3 stadi:

I stadio
L'eritema migrante costituisce la caratteristica principale della malattia di Lyme e si ha in almeno il 75% dei pazienti.
In corrispondenza della puntura della zecca compare una piccola macula-papula rossastra, generalmente situata nella parte più in alto di braccia e gambe o sul tronco (le zone più colpite sono coscia, gluteo o ascelle).
La lesione cutanea si ingrandisce e assume una forma ad anello a margini lievemente rilevati, spesso schiarendosi e indurendosi al centro.
Successivamente, in circa il 50% dei pazienti non trattati, si sviluppano altre lesioni cutanee, generalmente più piccole. Le lesioni cutanee sono in genere calde ma non dolenti.
Nella maggior parte dei pazienti l'eritema migrante è accompagnato da una sindrome muscolo-scheletrica simil-influenzale con malessere, debolezza, brividi, febbre, mal di testa, dolori muscolari e alle articolazioni).
L'artrite è rara in questa fase della malattia. L'eritema migrante dura di solito alcune settimane.

II stadio
Dopo qualche settimana o mesi possono comparire sintomi che indicano il coinvolgimento del sistema nervoso o del cuore.
Le manifestazioni neurologiche si sviluppano in circa il 15% dei pazienti a distanza di settimane o mesi dall'eritema migrante; durano diversi mesi e guariscono in genere completamente.
Le complicanze neurologiche più comuni sono la meningite linfocitaria, la meningoencefalite, la neurite dei nervi cranici (specialmente paralisi del nervo faciale) e le polineuropatie periferiche.
Le lesioni del miocardio, il muscolo del cuore, possono manifestarsi con blocco atrioventricolare, infiammazione del muscolo cardiaco (miocardite) e pericardite, infiammazione del pericardio la cavità in cui è contenuto il cuore, si hanno nell'8% dei pazienti entro poche settimane dall'eritema migrante. Nel II stadio ci sono in genere senso di debolezza e dolori muscolari.

III stadio
I sintomi del III stadio compaiono nel 60% dei soggetti non curati, dopo un periodo che va da poche settimane a un massimo di due anni dall'inizio della malattia. La forma più comune è l'artrite recidivante delle grandi articolazioni, in modo particolare delle ginocchia, sebbene possano essere colpite anche le piccole articolazioni. In rari casi l'artrite può diventare cronica e complicarsi con lesioni della cartilagine e dell'osso.
Le ginocchia colpite generalmente sono gonfie, dolenti, spesso calde, raramente arrossate. Nel III stadio mancano i sintomi di malessere generale che accompagnano gli altri stadi. 

La diagnosi di malattia di Lyme, in un paziente con il tipico eritema migrante, in un'area endemica ovvero dove la malattia è diffusa nella popolazione, non ha bisogno di esami di  conferma di laboratorio.
Su prelievo di sangue si può dosare il titolo degli anticorpi specifici contro la borrelia: IgM e IgG mediante tecnica ELISA. Quando il test ELISA dà un risultato dubbio o positivo si fa l’IMMUNOBLOT, che è un test di conferma della diagnosi.
Il test deve essere utilizzato per i pazienti nei quali si ha un elevato sospetto di malattia di Lyme, ricordando anche che il livello degli anticorpi nel sangue risulta negativo nelle prime settimane dall'infezione.

Ci sono altri test che identificano il materiale genetico, il genoma delle Borrelie, che sono utili e si possono effettuare su tutti i liquidi biologici: principalmente su liquido articolare e su liquido cefalorachidiano, che si preleva con la puntura lombare, ma il risultato è molto variabile e dipende dal liquido biologico che è stato utilizzato
Dal momento che gli esami di laboratorio non sono sempre in grado di confermare o escludere in modo definitivo la malattia, la decisione di iniziare il trattamento antibiotico va presa in base alla diagnosi clinica. 

Durante il I stadio i bambini di età inferiore ai 12 anni devono assumere antibiotici come le penicilline, invece i bambini di età superiore ai 12 anni potrebbero assumere le tetracicline.
Nel II e III stadio è raccomandato l'uso di antibiotici quali le cefalosporine per via iniettiva per 2/3 settimane.

Alcune misure di prevenzione hanno lo scopo di evitare il morso delle zecche quando si portano i bambini in passeggiata, soprattutto nelle zone a maggior rischio:

  • Per proteggere tutte le parti scoperte, vanno indossati pantaloni lunghi, camice con le maniche lunghe e un cappellino;
  • Insegnare al bambino che, durante le passeggiate nei boschi, si debbono seguire i sentieri e le piste battute evitando il contatto con la vegetazione. Non ci si deve mai sedere o sdraiare direttamente sull'erba;
  • Raccogliere i capelli della bambina e del bambino in una coda di cavallo o infilarli in un berretto: le zecche possono strisciare fino a raggiungere i capelli;
  • Utilizzare repellenti per insetti, che contengano il 10-30% di dietiltuolamide o DEET, applicandoli ai colli e alle maniche delle camice, ai risvolti dei pantaloni e, ovviamente, alla pelle scoperta evitando la bocca, l'area intorno al naso e gli occhi. Vanno evitate anche le zone della pelle con ferite o abrasioni. I repellenti non vanno utilizzati nei piccoli che hanno meno di 1 anno di età;
  • Fare la doccia subito dopo la passeggiata in modo da rimuovere eventuali zecche che non si fossero già attaccate alla pelle;
  • È molto importante, alla fine della passeggiata, controllare tutti, adulti e bambini, per scovare le zecche nei siti in cui più facilmente si attaccano e si nascondono: 

          - All'interno e dietro le orecchie;
          - Nell'ombelico;
          - Nelle  ascelle;
          - Nell'inguine/basso ventre;
          - Sul cuoio capelluto passando anche tra i capelli un pettine a maglie fini;
          - Nelle pieghe come tra le dita delle mani e dei piedi e dietro le ginocchia;
          - Nelle aree in cui gli abiti aderiscono più strettamente come in
            corrispondenza della cintura.
Quando si trova una zecca è molto importante rimuoverla perché, se è rimasta attaccata alla pelle per meno di 24 ore abbiamo buone probabilità di prevenire la malattia:

  • Utilizzare pinzette a punta fine per afferrare la zecca vicino alla pelle;
  • Tirarla con fermezza finché non si stacca dalla pelle;
  • Asportare con la pinzetta altre parti della zecca che fossero eventualmente rimaste attaccate alla pelle;
  • Applicare al sito alcol denaturato;
  • Se appena possibile, riporre la zecca asportata in un contenitore sigillato in modo da poterla mostrare al medico.

Malattia di Lyme (borreliosi): Codice RA0030

Malattia di Lyme (borreliosi)

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  • A cura di: Laura Lancella
    Unità Operativa di Malattie Infettive e Immunoinfettivologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 12 novembre 2021


 
 

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