Scialorrea

Eccessivo accumulo di saliva che può ostacolare i rapporti interpersonali e mettere a rischio di polmonite. La terapia, se occorre, è medica o chirurgica  

La scialorrea è una condizione clinica caratterizzata da un anomalo ed eccessivo accumulo di saliva in bocca per difficoltà alla deglutizione associata o meno ad una aumentata produzione di saliva. È importante effettuare una visita pediatrica di base per un preciso inquadramento e per garantire una corretta diagnosi e cura.
La scialorrea o ptialismo, ovvero eccessiva salivazione, può essere dovuta a una riduzione della deglutizione associata o meno a una produzione abnorme di saliva.


La saliva è prodotta dalle ghiandole salivari maggiori, due ghiandole parotidi, due ghiandole sottomandibolari e due ghiandole sottolinguali, e da molte ghiandole minori. Il 70% della produzione è da parte della ghiandola sottomandibolare e della sottolinguale. La ghiandola parotide può incrementare notevolmente la produzione salivare, soprattutto a seguito di uno stimolo gustativo. La saliva contribuisce alla pulizia meccanica della bocca, alla salute orale e alla regolazione del pH orale. Ha inoltre funzione di difesa verso i batteri, bloccando la crescita dei batteri che possono venire a contatto con la bocca.

È importante nella masticazione degli alimenti e l'enzima amilasi salivare in essa contenuto, inizia la digestione degli amidi contenuti nel cibo.
L'eccessivo accumulo e la fuoriuscita della saliva può causare una serie di complicazioni fisiche e psicosociali molto limitanti come ferite, lesioni della pelle e screpolature intorno alle labbra che si possono infettare. Inoltre, tende ad accompagnarsi ad alitosi, o cattivo odore dell’alito, che spesso porta a problemi di relazione sociale con un impatto psicologico spesso molto forte per il paziente e i familiari.  

In età pediatrica, le cause di scialorrea sono numerose. Distinguiamo forme acute e croniche, che durano nel tempo.

 

Forme acute
La scialorrea è un problema piuttosto comune nei primi due anni di vita ed è spesso in relazione alla dentizione.
Se isolato, è un fenomeno normale e passeggero, solitamente si risolve spontaneamente, non causa complicazioni e raramente è legato a una malattia grave.
Se ci sono invece altri sintomi può essere legata ad altre malattie.
Una delle cause principali della scialorrea acuta nei bambini tra i 18 e 24 mesi di vita è la dentizione, seguono poi le infezioni del cavo orale (stomatiti aftose, mughetto, ecc).

Se associata a febbre elevata (temperatura superiore a 38°C) e/o difficoltà a inghiottire, la scialorrea può essere dovuta a processi infettivi delle prime vie respiratorie (rinite, tonsillite, ascesso peri-tonsillare o retro-faringeo, epiglottite).
Malattie come ad esempio la rabbia, il tetano, l'encefalite, presentano anche una produzione aumentata di saliva, in questi casi è quindi opportuna la visita pediatrica. 


La disfagia, ovvero difficoltà di passaggio dei cibi, bevande e saliva dalla bocca fino allo stomaco, la nausea e vomito/rigurgiti frequenti tendono ad accompagnarsi ad aumentata produzione di saliva: perciò, quando questi sintomi si ritrovano assieme, è bene escludere varie cause a inizio acuto, come reflusso gastroesofageo, introduzione di sostanze pericolose, come le sostanze acide, corpi estranei, ecc.

Se l’inizio della scialorrea è improvviso, può indicare un avvelenamento soprattutto da pesticidi, rame, mercurio, arsenico, una reazione al veleno di serpente o di un insetto. In alcuni casi, l’aumentata produzione di saliva può essere anche provocata da farmaci (antidolorifici, anticonvulsivanti, anticolinesterasici) o da un eccesso di capsaicina (sostanza piccante contenuta nel peperoncino). 

 

Forme croniche
La scialorrea è uno dei disturbi più frequenti nei bambini con macroglossia, (aumentato volume della lingua) o con deficit neurologico cronico e grave compromissione del sistema nervoso centrale. È causata frequentemente da uno scarso controllo dei muscoli facciali e della bocca. I fattori che contribuiscono alla scialorrea possono essere l’aumentata secrezione di saliva, la malocclusione dentale, i problemi posturali.

La scialorrea aggiunge alle famiglie di questi bambini, già con numerose comorbilità, ulteriori problematiche igieniche e psicosociali, e rappresenta un importante fattore di rischio per la comparsa di polmonite da inalazione.
Si parla di scialorrea emotiva quando l'abnorme produzione salivare è provocata da fattori di origine psicologica: effettivamente, non è raro notare una abbondante produzione di saliva negli adolescenti ansiosi.

I bambini con malattie del sistema nervoso centrale possono avere un ritardo nella maturazione del controllo neuromuscolare che può, in alcuni casi, continuare a migliorare spontaneamente fino ai 6 anni di età, tanto che spesso un possibile intervento correttivo viene ritardato. Il paziente neurologico è, innanzitutto, un paziente con una malattia neurologica che può variare dal lieve ritardo psico-motorio a forme estremamente gravi con compromissione completa e profonda non solo delle capacità motorie e cognitive ma anche di funzioni intrinseche come la deglutizione.
Spesso sono affetti da gravi sindromi genetiche con parziale o addirittura incompleta capacità di inghiottire, non solo gli alimenti ma anche le secrezioni salivari.

Una delle più importanti, ma soprattutto temute, complicanze della scialorrea, è l'inalazione della saliva che viene così introdotta così nelle vie respiratorie e che può causare polmoniti chimiche ricorrenti. La polmonite chimica si verifica allorquando il materiale inalato, in questo caso la saliva, ha un effetto tossico diretto sui polmoni. Nel paziente neurologico, in cui le condizioni generali e respiratorie sono già molto compromesse, la scialorrea è causa di continui episodi di polmonite da inalazione che possono aggravare sensibilmente la situazione generale, già instabile.

La scialorrea è, però, anche un problema sociale importante per chi si occupa del paziente e in particolar modo nel bambino, per i genitori. Può costituire una fonte di imbarazzo, oltre a creare rilevanti problemi relazionali e di linguaggio; quando la saliva è particolarmente densa e abbondante, la scialorrea può creare difficoltà nei rapporti interpersonali, sino a poter causare il rifiuto della propria immagine. Spesso si è costretti, data la gravità del disturbo, a continui cambi dei bavaglini e degli abiti. È quindi una forma di grave disagio che limita notevolmente la vita sociale del paziente e della famiglia.

Utile nella diagnosi è  la visita medica, la storia di salute del paziente e il salivogramma, ovvero un esame della secrezione salivare che mette in evidenza i possibili episodi di inalazione della saliva. Esso prevede l’introduzione per via sublinguale di piccole quantità di materiale radiopaco – solitamente l’isotopo radioattivo 99mTc -  e la successiva acquisizione di immagini per dimostrare se l’isotopo penetra anche nelle vie respiratorie.

Quando i continui episodi di polmonite da inalazione compromettono la normale respirazione del paziente, quando il paziente tracheostomizzato è costretto a mantenere la cannula della tracheostomia continuamente "cuffiata" per evitare inalazione di saliva e in tutti i casi in cui la scialorrea rappresenta un grave problema sociale o comportamentale per tutta la famiglia creando forte disagio che limita il paziente e suoi familiari nelle normali attività quotidiane.

Se il disturbo è isolato, non è necessario alcun trattamento in quanto la scialorrea è un fenomeno che dura poco e si risolve spontaneamente. Se è dovuto alla dentizione, saranno utili cure per il dolore . Se, invece, è legato ad altra malattia, sarà necessario il trattamento di questa che può essere un’infezione, un avvelenamento, assunzione di farmaci, ecc.

Il trattamento specifico della scialorrea cronica, si divide in due possibilità terapeutiche: medica e chirurgica. Il trattamento medico si basa su l'utilizzo di farmaci che non sempre hanno l'effetto desiderato e che in alcuni casi hanno effetti limitati (ossibutinina, Transcop alla scopolamina e Botox con tossina botulinica tipo A). La chirurgia è una seconda  possibilità di cura che viene utilizzata quando la scialorrea, oltre a rappresentare un grave disturbo di tipo sociale e personale, comporta gravi rischi respiratori per il paziente per le continue inalazioni salivari.

In anestesia generale, con intubazione del paziente per via oro-tracheale, si procede con infiltrazione locale alla base della lingua, sul pavimento della bocca con Lidocaina all'1%. Le ghiandole sottolinguali vengono asportate. . Si chiudono poi anche i canali dove passa la saliva prodotta per andare nella bocca, in particolare i dotti di Stenone. Si opera nella bocca con punti completamente riassorbibili.

Il bambino, se le sue condizioni di salute lo permettono, potrà iniziare a bere dopo 2 ore e a mangiare dopo 3 ore con una dieta semiliquida a temperatura ambiente senza grosse difficoltà. Se il paziente è portatore di sonda nutrizionale nello stomaco, Gastrostomia Endoscopica Percutanea (PEG) o Digiunostomia Endoscopica Percutanea (PEJ), l'alimentazione sarà quella solita senza alcun tipo di limitazione.

Se le condizioni di salute lo permettono, la dimissione avviene circa 2 giorni dopo l'intervento chirurgico. La cavità orale del paziente continuerà a essere umidificata grazie a una minima quota di produzione salivare che viene dalle ghiandole salivari accessorie sparse nella cavità orale evitando, in questo modo, la xerostomia (secchezza delle fauci). Complicazioni a lungo termine di questa procedura chirurgica sono rare e sono rappresentate da granulomi, dovuti a infiammazione, lesioni dentarie e rari casi di xerostomia che si verificano in meno dell'1 % dei casi trattati.

Il trattamento infiltrativo delle ghiandole salivari con tossina botulinica (in genere il sierotipo A, anche se in letteratura sono segnalati studi con il B) è al momento sperimentale. Tuttavia è stato molto utilizzato  negli ultimi 15 anni in campo neurologico e sono in corso numerosi studi.

Iscriviti alla newsletter  per ricevere i consigli degli specialisti del Bambino Gesù.


  • A cura di: Lelia Rotondi Aufiero
    Unità Operativa di Pediatria Generale
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 25 ottobre 2021


 
 

COME POSSIAMO AIUTARTI?

 

CENTRALINO

  (+39) 06 6859 1

PRENOTAZIONI (CUP)

 (+39) 06 6818 1
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
Sabato, 8.00 - 12.45

PRENOTAZIONI ONLINE


URP

Informazioni, segnalazioni e reclami  (+39) 06 6859 4888
Lunedì - Venerdì, 8.00 - 16.00
  urp@opbg.net


UFFICIO STAMPA

 (+39) 06 6859 2612   ufficiostampa@opbg.net

REDAZIONE ONLINE

  redazione@opbg.net

DONAZIONI

  (+39) 06 6859 2946   info.fond@opbg.net

LAVORA CON NOI

  risorseumane@opbg.net