
È grazie alla ricerca se dei circa 2000 bambini e adolescenti che nel nostro Paese si ammalano di una neoplasia, riusciamo a guarirne oltre l’80%. Per questo motivo, per continuare a sostenere gli studi clinici sull'Oncologia pediatrica, in occasione della Giornata mondiale del cancro infantile (che ricorre il 15 febbraio), il Bambino Gesù ha avviato una raccolta fondi il cui ricavato servirà a sviluppare nuove cure in questo ambito.
Tutto questo si è raggiunto grazie a straordinari investimenti in ricerca che hanno visto uno sforzo a livello internazionale e, per quel che riguarda il nostro Paese, anche grazie alla collaborazione tra centri di eccellenza. Tra essi sicuramente rientra l’Ospedale Bambino Gesù, che ha sempre giocato un ruolo pionieristico nella cura sia delle neoplasie solide sia dei tumori ematologici.
“Su tutti vale l’esempio dell’investimento fatto dall’ospedale sull’impiego delle cellule CAR-T, cioè cellule proprie del paziente geneticamente modificate grazie alla presenza dell’officina farmaceutica all’interno dell’ospedale, per essere poi reindirizzate sul bersaglio tumorale – sottolinea Locatelli -. Se vogliamo dare prospettive non solo di cura, ma anche di qualità delle cure sempre migliori ai nostri pazienti, ai nostri bambini, futuri adulti, dobbiamo certamente incentivare ancora di più gli sforzi nell’ambito della ricerca”.
Donare per la ricerca significa quindi supportare un’assistenza clinica di altissimo livello. Il Bambino Gesù in questo senso conta sulle donazioni di tutti per riuscire a lavorare sempre di più e sempre meglio a favore dei bambini e anche delle loro famiglie.
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