Tumori Testicolari

Forme neoplastiche rare, con maggior frequenza sotto i 3 anni e in adolescenza. Possono essere sia benigni che maligni 

I tumori del testicolo rappresentano l'1-2% delle neoplasie dell'età pediatrica, con due picchi di età, il primo al di sotto dei tre anni, il secondo nell'adolescenza (12-18 anni). La gran parte dei tumori del testicolo che compaiono nei primi 4 anni di vita ha un'istologia benigna, mentre sono maligni la maggior parte dei tumori in età post-puberale (a partire dai 12 anni).

Il tumore al testicolo, che solo in rarissimi casi colpisce entrambi i testicoli, può essere di origine germinale (origina quindi dalle cellule responsabili della formazione degli spermatozoi) oppure non germinale.

Nel caso di origine germinale si parla di:

  • seminoma
  • tumore del sacco vitellino
  • carcinoma embrionale
  • coriocarcinoma

che sono tumori maligni

  • il teratoma è invece un tumore benigno.

Nel caso di origine non germinale può trattarsi di un tumore che origina dalle cellule che producono gli ormoni maschili, a sua volta diviso in tumori che originano:

  • dalle cellule di Leydig (cellule che producono ormoni androgeni come il testosterone),
  • dalle cellule di Sertoli (cellule necessarie a mantenere un numero adeguato di spermatogoni, le cellule da cui originano gli spermatozoi, e che producono anche svariati ormoni), 
  • dalle cellule della granulosa (cellule che producono ormoni necessari alla formazione degli spermatozoi).

Esiste infine il gonadoblastoma che è un tumore misto costituito da cellule di origine germinale e cellule che producono ormoni.

I tumori di origine non germinale e il gonadoblastoma possono avere un comportamento variabile dal benigno all'incerto, al francamente maligno.

La quasi totalità dei tumori del testicolo nei bambini insorgono in assenza di cause scatenanti.

Fattori di rischio individuati in una piccola percentuale di casi sono il criptorchidismo, cioè la mancata discesa del testicolo nello scroto, la microlitiasi (calcolosi) testicolare e una sindrome genetica chiamata sindrome di Klinefelter.

 

Solitamente il tumore del testicolo inizia con la comparsa di una tumefazione, generalmente non dolente, a livello testicolare. 

Altri sintomi possono essere:

  • - tensione, che si manifesta con una sensazione di peso a livello testicolare o inguinale
  • - ipersensibilità al tatto dei testicoli
  • - dolore per torsione testicolare. In tal caso è indicato l'intervento chirurgico in urgenza.

L'ingrossamento della ghiandola mammaria (la ginecomastia) o la comparsa di segni di pubertà precoce in bambini al di sotto degli 11 anni (peluria pubica e al volto, aumento del volume testicolare, aumento delle dimensioni del pene, abbassamento del tono della voce), possono essere "manifestazioni endocrine" dei tumori testicolari che originano dalle cellule che producono ormoni.

Il sospetto clinico viene sempre confermato con un esame strumentale, l'ecografia testicolare. In caso di sospetta diagnosi si esegue un intervento chirurgico esplorativo: si estrae il testicolo dall'inguine e si valuta la situazione. Se il tumore ha l'aspetto di un tumore maligno (per le dimensioni o per l'aspetto) il testicolo viene tolto, altrimenti si procede con prelievo chirurgico di un frammento che viene analizzato. Se viene posta diagnosi di tumore maligno l'ecografia addome, la Tomografia Computerizzata (TC) torace e la Tomografia Computerizzata (TC) o Risonanza magnetica dell'addome rappresentano gli esami strumentali da effettuare per valutare l'interessamento di organi diversi da quello di origine del tumore (metastasi). Fondamentale è inoltre il dosaggio nel sangue di due proteine, prodotte frequentemente dalle cellule tumorali nel caso dei tumori maligni, l'alfa-fetoproteina e la beta-gonadotropina corionica. Il dosaggio di queste proteine, qualora patologico alla diagnosi, servirà per valutare la risposta ai trattamenti e, nei controlli a fine terapia, per la diagnosi precoce di recidiva. Nel caso di esordio con "manifestazioni endocrine" è opportuno il dosaggio nel sangue degli ormoni specifici.

La chirurgia

I tumori del testicolo, sia benigni che maligni, vengono sempre rimossi chirurgicamente. In caso di tumori piccoli, apparentemente benigni all'esame istologico estemporaneo (immediato in sala operatoria), si può procedere all'asportazione solo del tumore "risparmiando" il tessuto testicolare sano. Di fronte a tumori maligni invece è sempre indicata l'asportazione dell'intero testicolo.

Nel caso di tumori maligni che diffondono in addome o nel torace, la chirurgia può essere utilizzata per rimuovere eventuali residui di malattia in quelle sedi dopo la chemioterapia.

La chemioterapia

Si utilizza solo per il trattamento dei tumori maligni non limitati al testicolo, ossia che si sono diffusi nelle strutture circostanti al testicolo oppure in altri organi. Con il termine "chemioterapia" si intende l'insieme dei farmaci che uccidono le cellule tumorali e/o che ne bloccano la crescita.

La radioterapia

Può essere utilizzata nel seminoma, tumore maligno sensibile alla radioterapia. Tuttavia, per la significativa tossicità della radioterapia (rischio di sterilità e di sviluppo di secondi tumori) e in considerazione della disponibilità di una valida alternativa terapeutica, la chemioterapia, la radioterapia viene utilizzata solo in casi selezionati.

La prognosi dei bambini affetti da tumori testicolari è eccellente. Le possibilità di guarigione sono superiori al 90% anche in caso di tumori maligni con presenza di metastasi.

La fertilità può essere conservata nell'età adulta anche quando viene asportato un testicolo.

 

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  • A cura di: Maria Debora De Pasquale
    Unità Operativa di Onco-Ematologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 17  Marzo 2022 


 
 

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