Donato al Bambino Gesù uno spettrometro per lo studio delle malattie metaboliche

Lo strumento di laboratorio di ultima generazione è stato finanziato dalle associazioni "La vita è un dono" e "Cblc onlus"
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26 maggio 2020

Grazie alla generosità di due associazioni – "La vita è un dono" e "Cblc onlus" - l'Unità di Ricerca di Malattie Metaboliche nel polo di San Paolo dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha potuto da alcuni giorni dotarsi di uno strumento di laboratorio di ultima generazione: lo spettrometro Thermo Scientific Q Exactive Orbitrap LC-MS/MS System.

Il nuovo strumento, come spiega il dott. Carlo Dionisi Vici, responsabile dell'unità di ricerca e dell' unità operativa di Patologia Metabolica del Bambino Gesù, «permetterà di utilizzare nella ricerca un approccio differente rispetto a quello comunemente adottato finora: mentre con lo studio "targeted" si fanno delle ipotesi "mirate a priori" su possibili anomalie, cercando quindi marcatori specifici che confermino o meno le ipotesi di partenza, con l'approccio "untargeted" vengono rilevati tutti i metaboliti (molecole di piccole dimensioni presenti nei liquidi biologici, nelle cellule, nei tessuti e negli organi) che, presi nel loro assieme, costituiscono il metaboloma, una specie di "impronta digitale" di ogni individuo (metabolic fingerprint) o anche di ogni patologia, come nel caso delle malattie metaboliche». Si giunge così alla definizione di un "pacchetto" di metaboliti discriminanti senza dover prima ipotizzare quali siano, attraverso l'elaborazione statistica multivariata dei dati ottenuti dai campioni analizzati. Una volta determinati e dosati i diversi metaboliti, lo spettrometro e le piattaforme bioinformatiche permettono di individuare quelli che hanno maggiore importanza nel distinguere un soggetto sano da uno malato, consentendo quindi di scoprire eventuali nuovi biomarcatori comuni ad una data patologia o di misurare la risposta ai diversi tipi di farmaci.

«Questo nuovo approccio - prosegue Dionisi Vici -, potrebbe individuare delle anomalie comuni ai pazienti affetti da patologie metaboliche che finora non sono state ipotizzate e quindi neanche cercate in maniera mirata, permettendo potenzialmente di scoprire nuovi meccanismi alla base della patologia, anche attraverso un'analisi integrata multilivello con altre scienze "omiche", come la genomica e la proteomica». Fra i vari obiettivi che ci si prefigge con l'impiego di questa nuova strumentazione, un focus specifico della ricerca sarà rivolto alle malattie metaboliche che compromettono la funzione visiva. «Lo studio del metaboloma in prelievi di sangue o urine raccolti dai pazienti o in colture cellulari permetterà sperabilmente di individuare nuovi marcatori e di testare nuove terapie per la cura e la prevenzione del danno visivo nel deficit di cobalamina C (cblC), nell'acidemia propionica e metilmalonica e in altre malattie metaboliche».



L'acquisto del nuovo spettrometro, tramite la Fondazione Bambino Gesù - per un importo di 250 mila euro - , è stato interamente finanziato dalle Associazioni "La vita è un dono" e "CBLC onlus" che da anni forniscono all'ospedale un sostegno continuo e generoso.

«E' molto importante che la ricerca, soprattutto nell'ambito di malattie così rare e complesse da studiare, con effetti anche diversi tra i vari pazienti, disponga di strumenti all'avanguardia. Un "nemico" cattivo e misterioso deve essere combattuto con "armi" adeguate. Il nostro piccolo "esercito" di ricercatori, che sosteniamo con passione da più di 10 anni, d'ora in poi sarà ancora di più in prima linea per raggiungere l'obiettivo di trovare una cura definitiva per le acidemie organiche, come ci eravamo proposti nel 2007, quando abbiamo fondato la nostra associazione» dichiara Paola Melotti, presidente di "La vita è un dono". «Confidiamo molto nelle potenzialità del nuovo strumento e auspichiamo che questo innovativo approccio di ricerca sia in grado di comprendere quei meccanismi ancora ignoti alla base dei principali danni del deficit di cobalamina C, in particolare al danno cognitivo e visivo» aggiunge Rossella Brindisi, presidente di CBLC Onlus.

In considerazione delle potenzialità del nuovo strumento, la CBLC onlus ha intenzione di promuovere uno studio che coinvolga i diversi centri metabolici di riferimento delle famiglie associate. «La nostra Associazione conta quasi 70 famiglie. Vorremmo avviare uno studio condiviso con altri ospedali in modo da coinvolgere il maggior numero possibile di famiglie così da arrivare a un campione ancora più rappresentativo». A breve l'unità operativa di Patologia Metabolica del Bambino Gesù definirà e concorderà con i potenziali centri interessati le modalità e le tempistiche di partecipazione.