Epatite E

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11 luglio 2018

CHE COS'E'  

L'epatite E è un'infezione delle cellule del fegato da parte di un virus noto come HEV (dall'inglese Hepatitis E Virus). Il virus dell'epatite E è un virus a RNA della famiglia degli Hepeviridae. Tra i diversi genotipi descritti, 5 possono infettare l'uomo.

QUANTO E' FREQUENTE

L'infezione da HEV è la più comune causa di epatite virale a livello mondiale. E' stimato che avvengano circa 20 milioni di infezioni da HEV all'anno, la maggior parte nei paesi in via di sviluppo. 

La malattia è più frequente negli adulti che nei bambini ed è più grave nelle donne incinte, tra le quali la mortalità può raggiungere il 20-25% nel terzo trimestre di gestazione. 

La forma cronica si verifica più frequentemente nei soggetti immunodepressi.  

COME SI PRENDE

Il virus dell'epatite E è trasmesso principalmente per via oro-fecale (I soggetti infetti eliminano il virus con le feci e il virus viene trasmesso con l'acqua o con alimenti contaminati). Quando una persona viene a contatto con feci infettate dal virus e non si lava le mani in modo appropriato, con acqua e sapone, si può infettare con l'HEV. Nei paesi industrializzati, in particolare in Italia, l'epatite E è rara mentre è di solito frequente nei paesi più poveri per via delle condizioni igieniche precarie.

Altre modalità di trasmissione sono attraverso:

1. Trasfusioni di sangue e di suoi derivati;

2. Il passaggio del virus dalla madre al feto durante la gravidanza che può portare ad un numero non trascurabile di aborti e di morti in età perinatale.  

COME SI MANIFESTA

L'epatite E si manifesta spesso come una malattia acuta, autolimitante, con sintomi che comprendono l'ittero (colorito giallo della cute e delle sclere), riduzione dell'appetito, malessere, febbre, dolori addominali e articolari

In rari casi l'epatite E acuta si presenta in forma grave e porta ad insufficienza epatica acuta.

Il periodo di incubazione (tempo che intercorre fra l'ingresso del virus nell'organismo e il manifestarsi della malattia) è di 2-6 settimane. 

COME SI FA LA DIAGNOSI

La diagnosi di epatite E si ottiene dimostrando la presenza del materiale genetico del virus (RNA virale) in campioni di sangue o di feci. Poiché il virus circola nel corpo per un periodo di tempo relativamente breve, il mancato riscontro dell'HEV nel sangue o nelle feci non esclude la possibilità che la persona sia infettata dal virus.

E' inoltre possibile ricercare marcatori indiretti dell'infezione, gli anticorpi prodotti dall'organismo per contrastarlo (anticorpi anti-HEV IgG e IgM).

PREVENZIONE

La prevenzione è l'approccio più efficace contro questa malattia. Il rischio di infezione, infatti, può essere ridotto attraverso il rispetto delle corrette pratiche igieniche come il lavaggio delle mani con acqua pulita (soprattutto prima di maneggiare il cibo), evitando di consumare acqua o ghiaccio la cui provenienza non è nota e con la cottura di carne e pesce (in particolare dei molluschi).

Al momento in Italia non è disponibile alcun vaccino contro l'epatite E. E' tuttavia disponibile un vaccino efficace, raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dal nostro Istituto Superiore di Sanità (ISS) per chi risiede in Paesi a rischio come quelli dell'Asia sudorientale e dell'America Latina subtropicale. 

TERAPIA

La terapia nei bambini con epatite E è una terapia sintomatica. Non esiste infatti un trattamento specifico contro il virus dell'epatite E.

Studi sull'uso di farmaci antivirali come la ribavirina in associazione, con o senza l'interferone-alfa sono attualmente in corso. 


a cura di: Sara Chiurchiù
Unità Operativa di Pediatria Generale e Malattie Infettive
  

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