«I bisogni dei bambini vengono sempre prima»

Giornata Internazionale dell'Infermiere: garantire le cure migliori e innovare attraverso la formazione delle competenze. Le nuove sfide della professione all'interno dell'Ospedale
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10 maggio 2019

Affermare il valore sacro della vita umana, promuovere la dignità della persona nella sua originalità e diversità, prendendosene cura nella sua dimensione umana e trascendente. I valori a cui si ispira il personale infermieristico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sono rimasti immutati nel tempo: al bambino vanno garantite le cure migliori secondo il principio della centralità dell'individuo. Anche attraverso la formazione di infermieri competenti, informati e aggiornati. A margine della Giornata Internazionale degli Infermieri ne parliamo con Natalia Bianchi, responsabile del Servizio Infermieristico, Tecnico, Riabilitativo e Ausiliario, Giuliana D'Elpidio, responsabile della scuola delle professioni sanitarie Pier Giorgio Frassati ed Emanuela Tiozzo, responsabile dello Sviluppo delle Professioni Sanitarie


In foto, da sinistra, le dottoresse Emanuela Tiozzo e Natalia Bianchi

Dottoressa Natalia Bianchi, è possibile ‘scattare una fotografia' aggiornata degli infermieri e delle infermiere presenti oggi in Ospedale?

Gli infermieri in servizio nel nostro ospedale, in tutte le sue sedi, sono 1.378: 1.063 infermieri dipendenti, 88 tra caposala e coordinatori Infermieristici di Dipartimento e 227 infermieri di Cooperativa. Di questi il 13.3% sono di sesso maschile e l'86,7% di sesso femminile, con un'età media di circa 47 anni. Il personale infermieristico proviene prevalentemente dalla regione Lazio, 29 Infermieri sono di origine straniera e uno di loro ricopre il ruolo di caposala. Il 60% del nostro personale infermieristico ha conseguito il titolo di Infermiere Pediatrico.  


In foto, la dottoressa Giuliana D'Elpidio

Dottoressa Giuliana D'Elpidio, oggi come si diventa infermieri del Bambino Gesù? 

Si deve conseguire la Laurea in Infermieristica o infermieristica pediatrica. Solo questa, infatti, unitamente al superamento di un esame di Stato e all'iscrizione all'ordine professionale, abilita all'esercizio della professione. La Scuola delle Professioni Sanitarie "Pier Giorgio Frassati", convenzionata con l'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", è oggi sede del corso di Laurea in Infermieristica e del corso di Laurea in Infermieristica Pediatrica nonché sede di vari corsi di Perfezionamento e Master di 1° Livello. L'obiettivo della Scuola è quello di formare dei professionisti con una elevata preparazione specifica, tecnica, umanistica ed etica che consenta loro di sviluppare una competenza professionale, orientata alla creatività e all'efficienza e fondata sul valore della solidarietà.

L'Ospedale ha una grande tradizione infermieristica. Quali sono le caratteristiche di chi ricopre questo ruolo?

I bambini sono i pazienti più fragili e vulnerabili: garantire loro la più alta qualità delle cure deve essere un nostro impegno costante. Gli infermieri che lavorano nell'ospedale del Papa affermano il valore sacro della vita umana, dal suo inizio fino al suo termine naturale, promuovono la dignità di ciascuno nella sua originalità e diversità e si prendono cura della persona nella sua dimensione umana e trascendente. Vivono lo spirito di famiglia costruendo relazioni di reciprocità, di gratuità, di condivisione, di fraternità. Al Bambino Gesù gli infermieri mantengono fede agli impegni enunciati nel Codice Etico dell'Ospedale, fondato su norme etiche, deontologiche e giuridiche per garantire al bambino le migliori cure secondo il principio della centralità della persona umana.

Dottoressa Emanuela Tiozzo, com'è cambiata la professione in questi anni? Quali sono i nuovi profili professionali che si vanno delineando in questo campo?

I valori alla base del nostro essere infermieri non sono cambiati, ma in questi anni il nostro ospedale ci ha offerto tante possibilità di crescita e ha inserito nel piano di sviluppo il progetto "Formazione professionale in pediatria e sviluppo delle professioni infermieristiche e sanitarie". L'obiettivo è quello di rafforzare, sostenere e valorizzare le competenze cliniche, formative e gestionali degli infermieri nei processi di assistenza sanitaria: i nostri infermieri esperti, inseriti già da anni, verranno riconosciuti formalmente. Tra i ruoli introdotti, tra gli altri, troviamo l'infermiere ‘counsellor'; l'infermiere esperto in ‘wound care' (che ha una competenza specifica nell'area assistenziale clinica e, ad esempio, nell'ambito della prevenzione e cura delle lesioni cutanee) e l'esperto nell'allattamento al seno.

Quali sono stati i progetti di formazione più partecipati, originali o innovativi dell'ultimo anno? 

Nella formazione abbiamo introdotto e utilizzato nuove modalità attraverso la simulazione e la  formazione RCP (rianimazione Cardiopolmonare) di base e avanzata, che coinvolge annualmente 800/1.000 operatori tra Infermieri e medici. Inoltre abbiamo maggiore disponibilità di corsi per la FAD (Formazione a Distanza) come quello sul dolore, che registra più di 13.000 iscrizioni tra infermieri e medici. Infine, abbiamo introdotto l'orientamento on-line del nuovo personale prima dell'accesso in ospedale - che ogni anno forma circa 1.500 operatori - e abbiamo definito nuovi percorsi per l'inserimento del nuovo personale infermieristico. In quest'ambito l'innovazionefondamentale consiste nella "formazione delle Competenze" degli infermieri . 

Sul fronte della ricerca gli infermieri sono protagonisti di progetti specifici? 

Dal 2010 abbiamo un'Unità di ricerca che ogni anno propone e realizza studi approvati dal Comitato Etico. Inoltre, come dimostrato dallo studio realizzato nel 2018, a distanza di 10 anni dall'avvio dell'attività di ricerca il numero di pubblicazioni su riviste internazionali e con Impact Factor è aumentato nel tempo, come pure il numero degli infermieri e degli altri professionisti sanitari che fanno ricerca al Bambino Gesù.

Cos'ha determinato l'aumento di questa attività?

La costituzione del gruppo ricerca degli infermieri e delle altre professioni sanitarie, gli appositi corsi di formazione e di epidemiologia, ma anche la lettura e la recensione di articoli scientifici di interesse (‘Journal Club in presenza' e on-line). Gli infermieri sono disponibili a partecipare alla ricerca, ma hanno bisogno di un coinvolgimento attivo nelle diverse fasi degli studi.

In conclusione, quali sono gli appuntamenti, le sfide che attendono gli infermieri nel prossimo futuro? Come ci si sta preparando?

Sarà molto importante l'organizzazione di una nuova leadership infermieristica e lo stile del management. Sono tanti i progetti che ci attendono: oltre a quello rivolto agli infermieri ‘esperti' e previsto dal piano triennale, ad esempio, c'è lo sviluppo del centro di simulazione (per formare le competenze cliniche non solo degli infermieri, ma anche dei medici) e di quello per l'educazione del paziente e la sua famiglia, la formazione dei tutor per gli studenti e l'inserimento del personale. Andremo sempre più verso l'integrazione multidisciplinare ed il lavoro in team con tutti i professionisti della salute (patologie croniche, educazione sanitaria, prevenzione ecc). Noi infermieri ci siamo e ci stiamo preparando anche attraverso lo studio di nuovi modelli organizzativi, concettuali, progetti di miglioramento della qualità dell'assistenza e di buone pratiche e di ricerca, perché per noi i "Bisogni dei Bambini vengono sempre prima".