"I ragazzi del Bambino Gesù", su Rai3 un documentario che mostra la lotta contro la malattia

Il progetto, ideato da Simona Ercolani e realizzato da Stand by me, è patrocinato dal Ministero della Salute e dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza
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17 febbraio 2017

Per la prima volta il Bambino Gesù di Roma, l'ospedale pediatrico più importante d'Europa, che ogni anno accoglie circa 100 mila pazienti da ogni parte d'Italia, apre le porte mostrando la quotidianità di dieci giovani affetti da una grave malattia, delle loro famiglie, dello staff medico, in un intenso e autentico viaggio alla ricerca della guarigione.

Rai3 ha scelto di raccontare la realtà di questi giovani e l'eccezionale lotta quotidiana che mettono in campo per la loro vita, programmando la domenica sera, per 10 puntate a partire dal 19 febbraio, "I ragazzi del Bambino Gesù" – Ospedale Pediatrico, un documentario ideato da Simona Ercolani e realizzato da Stand by me. Il progetto è patrocinato dal Ministero della Salute e dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.

Nell'età in cui tutto dovrebbe essere spensieratezza, innocenza, divertimento e gioia di vivere, ci sono bambini e adolescenti che scoprono di essere gravemente malati. La loro vita e quella delle loro famiglie inevitabilmente ne è travolta: un incontro improvviso con la malattia, la paura, il ricovero, le terapie, la degenza, le decisioni vitali da prendere e le limitazioni della vita relazionale. Ma, insieme a tutto questo, emergono forti anche la speranza, la determinazione di guarire, la presenza e i sacrifici dei genitori, la resistenza al dolore, la professionalità dei medici e la cura di tutto il personale dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Roberto, Klizia, Annachiara, Flavio, Giulia, Caterina, Sabrina, Simone, Alessia e Sara. Sono loro i ragazzi del Bambino Gesù che, nonostante la diagnosi feroce della malattia, custodiscono la spontaneità, i sogni e i desideri della loro età. Il documentario racconta i protagonisti alle prese con la malattia, ne tratteggia il carattere, i progetti che avevano prima di ammalarsi e ne custodisce anche quel- li futuri. "La malattia diventa quotidianità", si sentirà raccontare nel corso delle puntate.

Roberto, Klizia, Annachiara, Flavio, Giulia, Caterina, Sabrina, Simone, Alessia e Sara. Sono i piccoli pazienti del Bambino Gesù di Roma, l'ospedale pediatrico più grande d'Europa. Dietro i loro nomi, la sfida di chi è costretto ad affrontare una drammatica diagnosi nell'età dell'innocenza: l'incontro improvviso con la malattia, la paura, il ricovero, la degenza, le decisioni vitali da prendere, ma anche la speranza, l'amore dei genitori, la determinazione di guarire. Da domenica 19 febbraio "I ragazzi del Bambino Gesù" accompagna il pubblico di Rai3 in un viaggio intenso e autentico nei corridoi e nelle stanze della struttura sanitaria che accoglie ogni anno oltre 100 mila pazienti da ogni parte d'Italia. Dieci puntate, in onda dalle 22.50, che portano sul piccolo schermo le speranze e i timori dei ragazzi e delle loro  famiglie, la professionalità di medici e infermieri, la dedizione dei volontari e delle associazioni.

Accanto alle emozioni, la consapevolezza. Al termine di ogni puntata, sui social dell'ospedale Bambino Gesù un pediatra e uno specialista risponderanno in diretta alle domande del pubblico sulle questioni sanitarie emerse dal racconto. Con un unico, grande messaggio: nel percorso verso la guarigione non bisogna mai darsi per vinti. Una quotidianità condivisa con la professionalità di medici e infermieri dei cinque reparti in cui è stato girato il documentario, con l'amore dei genitori, con la dedizione dei volontari e delle associazioni. In un percorso diagnostico e di cura che vede al contempo crescere gli affetti più profondi e l'instaurarsi di nuovi legami. Lavorano tutti insieme, senza mai darsi per vinti. Le telecamere che per un anno intero hanno seguito queste vicende, vogliono restituire l'autenticità di tutto questo, raccontando la malattia per quello che è davvero, senza orpelli.

L'Ospedale Bambino Gesù affiancherà alla messa in onda delle puntate un'attività di comunicazione online con l'obiettivo di fornire una corretta e tempestiva informazione sanitaria agli utenti, collegata ai temi affrontati in ogni serata. All'indomani di ogni puntata verrà attivata sulla pagina Facebook dell'Ospedale una diretta video con un pediatra e uno specialista, per rispondere alle eventuali domande del pubblico sulle questioni sanitarie emerse dal racconto. Inoltre, sul portale www.ospedalepediatricobambinogesu.net verranno pubblicati articoli sanitari, faq e informazioni di servizio per le famiglie rispetto alle patologie o alle questioni affrontate in ogni puntata. I contenuti verranno anche condivisi attraverso i canali social dell'Ospedale. Una selezione di questi contenuti sanitari verrà raccolta e pubblicata nel magazine digitale A Scuola di Salute, realizzato dall'Istituto per la Salute del Bambino Gesù per genitori e insegnanti. A scuola di Salute dedicherà un numero speciale a ogni puntata del documentario.

INSIEME PER VINCERE LA PAURA
"La vita è un percorso in cui salute e malattia accompagnano i nostri passi. La malattia spaventa e, soprattutto quando riguarda i più giovani, ci coinvolge nel profondo. Vorrei che questo documentario, che racconta le storie di dieci ragazzi coraggiosi, i loro medici e le loro famiglie, contribuisse a vincere la paura".
Daria Bignardi - Direttore di Rai3

PERCHE' LA MALATTIA NON SIA UN TABU' 
"Quando la malattia e la morte toccano un bambino, un ragazzo, la sofferenza e il dolore vengono ingigantiti e dilatati. Il documentario/progetto ci insegna, con mirabile sapienza e delicatezza, che la malattia non è un tabù, ma è una condizione che attiva meccanismi di coraggio e di solidarietà. Il documentario ‘I ragazzi del Bambino Gesù' è la testimonianza di come sia possibile un impegno comune per attraversare la sofferenza, per attribuire alla sofferenza un significato trasformativo, di come dentro le pieghe del dolore e della sofferenza sia possibile intercettare la speranza e la bellezza della vita".
Filomena Albano - Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza

IN PUNTA DI PIEDI VERSO LA SPERANZA
"Abbiamo voluto raccontare l'autenticità della malattia, entrare in punta di piedi con le telecamere dentro una realtà fatta di sofferenza, ma anche di grande speranza. Una speranza costruita sulla cura e la professionalità. Noi abbiamo cercato di mettere in campo tutta la nostra esperienza per raccontare in modo fedele alla realtà le vicende di questi dieci ragazzi, delle loro famiglie e dei medici. Abbiamo lavorato in concerto con l'Ospedale cercando di essere il meno invasivi possibile, seguendo e fotografando ciò che davvero accade nel percorso di cura di una malattia grave che colpisce bambini o adolescenti. Per me e per tutte le persone che hanno lavorato al documentario è stata un'esperienza professionale ed emotiva decisamente significativa. Sono grata all'Ospedale per essersi fidato di noi, ugualmente ringrazio Rai3 per aver creduto in questo progetto".
Simona Ercolani - Ceo di Stand by me e produttore creativo

COMUNICARE LA FIDUCIA NEL NOSTRO TEMPO
"Abbiamo deciso di aderire a questo progetto animati dal desiderio di mostrare la straordinaria normalità e dignità della vita anche in situazioni difficili di sofferenza o tristezza. E accanto a questa, la straordinaria rete di competenze, professionalità, umanità e solidarietà che ruota intorno ai ragazzi e alle loro famiglie: non solo medici e infermieri, ma anche volontari, associazioni, case di accoglienza. È il nostro modo di "comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo", come ci chiede Papa Francesco nel suo ultimo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Offrire narrazioni contrassegnate dalla logica della buona notizia", che non significa ignorare la realtà della sofferenza, ma raccontarla sapendo suscitare "cuori capaci di commuoversi, volti capaci di non abbattersi, mani pronte a costruire". Speriamo e crediamo di esserci riusciti".
Mariella Enoc - Presidente dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù