Nati pretermine, i progressi dell'assistenza neonatale

In occasione della Giornata mondiale della prematurità un focus sull'assistenza a questi piccolissimi pazienti, che rappresentano circa il 10% di tutti neonati a livello mondiale. L'intervista al dottor Andrea Dotta
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17 novembre 2016

In tutto il mondo un bambino su 10 nasce pretermine. Solo nel nostro paese, negli ultimi anni, i prematuri rappresentano il 7 per cento dei nuovi nati. Fortunatamente oggi, grazie al miglioramento dell'assistenza e alla diffusione delle Terapie Intensive Neonatali, la maggior parte di questi bambini sopravvive e conduce una vita normale. Per avere un'idea dei progressi della Medicina in questo ambito è sufficiente guardare al tasso di mortalità per i piccoli con un peso alla nascita inferiore ai 1500 grammi, che negli ultimi 40 anni si è abbassato drasticamente: negli anni Settanta era del 75%, attualmente si attesta fra il 12 e il 14%. 

L'Ospedale Bambino Gesù, in virtù della presenza di tutte le specialità mediche e chirurgiche interamente dedicate al bambino, e al neonato in particolare, è l'Hub per tutte le patologie chirurgiche e cardiache di tutti i punti nascita della Regione Lazio. È anche un punto di riferimento per molti prematuri che nascono fuori regione e hanno bisogno di cure. In occasione della Giornata mondiale della prematurità, che si celebra il 17 novembre, abbiamo parlato con il dottor Andrea Dotta, Responsabile della Terapia Intensiva Neonatale e Semi-intensiva Neonatale del Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica del Bambino Gesù, dell'assistenza a questi piccolissimi pazienti.

Dottore, che cosa si intende per nati pretermine?
La definizione di neonato pretermine si riferisce ai nati prima delle 37 settimane di età gestazionale; tuttavia nell'ambito dei neonati pretermine vi è una grande variabilità considerando i nati fra le 34 e le 36 settimane (definiti late preterm), i prematuri gravi con età gestazionale inferiore alle 32 settimane e i prematuri estremi nati prima delle 29 settimane, il cui peso alla nascita è inferiore ai 1000 gr. 

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Il loro numero è in aumento, quali sono le cause?
La prematurità è in aumento negli ultimi anni; le cause di tale incremento si possono identificare sia in cause materne (progressivo aumento dell'età delle partorienti, condizioni di vita, esposizioni a fattori di rischio, patologie ostetriche), nella gemellarità che aumenta soprattutto nelle gravidanze medicalmente assistite, in condizioni fetali di infezioni o presenza di malformazioni congenite.

Quali sono i rischi per la salute dei nati pretermine?
I rischi sono inversamente proporzionali all'età gestazionale, per cui tanto più è precoce il parto tanto più elevati sono i rischi. Possono essere distinti in rischi nell'immediato postpartum e nei primissimi giorni di vita, rappresentati soprattutto da distress respiratorio, persistenza del Dotto di Botallo, rischi di emorragia cerebrale, diversi dai rischi a medio-lungo termine che riguardano soprattutto gli aspetti neuroevolutivi, neurosensoriali, respiratori, nutrizionali, psicologici. 

Tutti i nati pretermine hanno dei problemi di salute? Qual è il tasso di sopravvivenza?
Tutti i neonati pretermine sono a maggior rischio di problemi di salute, per cui è fondamentale un'organizzazione che preveda un percorso di follow up intregrato fra pediatria del territorio e pediatria ospedaliera, nonché un programma di prevenzione delle infezioni basato innanzitutto sulla stimolazione dell'allattamento materno (fondamentale per molti aspetti evolutivi del pretermine così come, se non di più, del neonato a termine), sulle vaccinazioni a tappeto e sulla profilassi delle malattie respiratorie. Grazie alle più recenti tecnologie e all'approccio di massima attenzione a ridurre l'invasività dei nostri trattamenti, la sopravvivenza generale dei neonati pretermine ha raggiunto valori molto elevati che complessivamente superano abbondantemente il 90-95%, riducendosi solo per l'età gestazionali più basse.

Per quanto riguarda l'alimentazione, i neonati pretermine possono essere allattati al seno?
I neonati pretermine devono essere alimentati il più precocemente possibile, sin dalle primissime giornate di vita con latte materno o, se non disponibile, con latte di banca del latte umano donato (BLUD). La nutrizione con il latte materno deve essere accompagnata da un attento stimolo verso la capacità di suzione e deglutizione e di attaccamento al seno precoce, che deve avvenire ben prima della dimissione del neonato. L'allattamento al seno è da considerarsi un punto cardine nella possibilità di dare un adeguato apporto nutritivo, uno stimolo immunitario e di prevenzione di malattie a distanze, nonché un metodo estremamente efficace nel ridurre la durata della degenza.

L'assistenza ai nati pretermine si conclude nel periodo del ricovero o prosegue successivamente?
In tutti i Centri di Terapia Intensiva Neonatale la cura dei neonati pretermine prosegue mediante dei Servizi di Follow Up secondo un calendario standardizzato che prevede controlli multispecialistici determinati dalle diverse tappe della crescita del piccolo.

Quanti nati pretermine vengono assistiti al Bambino Gesù ogni anno?
L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù accoglie ogni anno circa 75 neonati con età gestazionale al di sotto delle 32 settimane, sia dalla Regione Lazio che da altre Regioni. Le cause dei ricoveri nella maggior parte dei casi sono rappresentate da complicanze congenite (prevalentemente cardiopatie) o acquisite (patologie chirurgiche, cerebrali, renali, polmonari, oculistiche, metaboliche), che determinano anche un'elevatissima complessità dei casi trattati che richiedono spesso sia degenze più lunghe dell'atteso sia programmi di follow up o di nuovi ricoveri. 

Nel Dipartimento di Neonatologia medica e chirurgica del Bambino Gesù l'attività medica, intensivistica e chirurgica lavorano in stretta collaborazione fra di loro e con il servizio di accoglienza. Come mai questo approccio?
Il nostro Dipartimento, interamente dedicato alle cure neonatali mediche e chirurgiche, dall'epoca fetale (con il Servizio di Medicina Fetale) a tutto il primo anno di vita, e il Servizio di Follow Up, vedono impegnate tutte le componenti mediche, infermieristiche, psicologiche per garantire quell'accoglienza e quella presa in carico dei neonati e delle loro famiglie a 360 gradi. Non tralasciamo alcun aspetto sia del curare che del prendersi cura di situazioni cliniche, ma anche umane. Ognuna di queste Situazioni ediversa dalle altre, ma tutte sono accomunate dall'estrema criticità sia al momento della diagnosi o del ricovero sia nel percorso di crescita successivo. 

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L'Italia è il primo Paese al mondo ad avere adottato una Carta dei Diritti dei bambini prematuri. Perché si è sentita l'esigenza di stilare un documento del genere?
La carta dei Diritti del bambino prematuro è un documento di cui la nostra Sanità deve andare fiera, che indica quanta strada è stata fatta, ma anche quanta strada in realtà si può ancora fare per riconoscere ai neonati prematuri e alle loro famiglie la giusta tutela in termini di accesso alle cure, diritti per la prevenzione delle malattie a distanza e l'esenzione per la continuità delle cure anche nelle età pediatriche adolescenziali e dell'adulto.