L'Ospedale Bambino Gesù aderisce alla Notte Europea dei Ricercatori 2020

Dal 21 al 27 novembre contenuti dedicati, laboratori e video "entreranno" nelle case e nelle scuole per avvicinare i giovani e le famiglie al mondo della ricerca
Stampa Pagina

20 novembre 2020

EnHance Resilience Through Humanity – EARTH – è il tema dell'edizione 2020 della Notte Europea dei Ricercatori, promossa dalla Commissione Europea e organizzata come sempre da Frascati Scienza
Da sabato 21 novembre migliaia di ricercatori e istituti di tutti i paesi europei, saranno impegnati a diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca
Obiettivo finale dell'evento è trasferire il messaggio di una scienza accessibile, divertente, in grado di sensibilizzare su quanto sta accadendo oggi al nostro pianeta e di fornire qualche strumento utile a fronteggiare l'emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Cambia in questa edizione la modalità di diffondere i messaggi – non più in presenza ma online - ma si mantiene l'intento di avvicinare i giovani e le famiglie alle tematiche legate alla ricerca, che in un momento così complesso ha bisogno di essere compresa dai cittadini, che avvertono più che mai l'esigenza di credere nella scienza e nei suoi protagonisti.

Per tutta la settimana, che si chiuderà il 27 novembre con la Notte Europea dei Ricercatori, sono previste iniziative dedicate organizzate dai partner istituzionali dell'evento, che hanno messo a disposizione delle famiglie i professionisti che lavorano per la ricerca.

L'Ospedale Bambino Gesù, Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico, aderisce da 8 anni alla Notte della Ricerca, portando le persone dentro i laboratori. Anche quest'anno sarà presente invertendo però la tendenza: porterà i laboratori a casa delle persone, e non solo.
Per tutta la settimana proporrà contenuti dedicati che racconteranno alcuni dei progetti a cui i ricercatori stanno lavorando e come il loro lavoro riuscirà a cambiare la vita dei pazienti e delle famiglie.

A partire da sabato 21 novembre una speciale sezione del sito dell'Ospedale ospiterà video e contenuti multimediali dedicati ai più grandi, e laboratori, iniziative, materiali interattivi anche per i più piccoli, oltre a un numero speciale del magazine RES, nato proprio per dare voce alle centinaia di ricercatori che lavorano in ospedale.
Con una novità, un'esclusiva di quest'anno: un ricercatore in collegamento con le classi di quinta elementare della Scuola Paritaria San Paolo della Croce di Ciampino. I bambini hanno seguito una lezione a distanza sul corpo umano, le cellule e lo scheletro con il dottor Andrea Del Fattore, responsabile dell'Unità di Ricerca di Fisiopatologia del Tessuto Osseo.

Il dottore è anche protagonista di un video esperimento in cui spiega ai bambini come funzionano le cellule delle ossa e il rinnovamento dello scheletro.

L'ultima attività pensata per i bambini è "Il mio piccolo laboratorio", il bancone dello scienziato e i suoi strumenti da creare e colorare e nel quale i bambini potranno inventare e immaginare la loro attività di ricerca. 

Scarica "Il mio piccolo laboratorio"

Un grande impegno quindi per poter diffondere la cultura scientifica. Perché, ricorda il Direttore Scientifico Bruno Dallapiccola, "in un IRCCS ci sono due bracci che sostengono l'attività: l'assistenza e la ricerca. Se del primo si conosce molto - perché l'assistenza si fa raccontare meglio -, della ricerca se ne sa molto meno, per la ragione inversa: la ricerca è difficile da raccontare".

C'è un modo per aiutare i bambini che soffrono di epilessia? Si può migliorare la qualità della loro vita?
Ridurre il numero di crisi e alleggerire il peso della malattia è un meccanismo complesso e difficile, ma con la ricerca clinica, in associazione con altri laboratori e network internazionali, è possibile.

Ce ne parla il Dottor Nicola Specchio, dell'Area di ricerca Genetica e malattie rare.

Lo sapete che un ricercatore può diventare un investigatore privato?
Molto spesso deve riuscire a trovare degli indizi che gli permettano di inchiodare il colpevole: il responsabile di una malattia, di cui spesso non si conosce neanche il nome.

E' quello che è successo ad Antonella Insalaco, dell'Area di Ricerca di Immunologia.

Ci sono delle cellule nel nostro organismo che individuano le cellule cattive e le eliminano. Certe volte però non ci riescono.
In questi casi interviene il ricercatore, che aiuta le cellule del sistema immunitario a riconoscere le intruse che portano la malattia. Come?

Ce lo spiega Concetta Quintarelli, dell'Area di Ricerca di Oncologia.

Quali sono le domande che le persone si pongono sui vaccini? Cosa cercano sulla rete? Come è cambiata la domanda di informazioni con la pandemia da Covid-19?
I ricercatori hanno scoperto che c'è una grandissima domanda di informazioni da parte della popolazione e che gli italiani hanno diverse posizioni rispetto alla vaccinazione anti-Covid.

Caterina Rizzo, dell'Area di Ricerca malattie Multifattoriali e Complesse, ci racconta cosa sta accadendo sul web.

Aiutare un paziente disabile con la tecnologia. Riabilitare le funzioni motorie con l'analisi del movimento, l'analisi multifattoriale, l'utilizzo dei sistemi Opt.
L'uso dei robot per poter creare un'interazione dinamica che aiuta a capire come il robor riesce a produrre cambiamento.

Ce ne parla Maurizio Petrarca, dell'Area  di Ricerca Innovazioni Clinico-Gestionali e Tecnologiche.

Sperimentazioni cliniche in grado di valutare l'efficacia e la sicurezza dei nuovi farmaci. E' quello che fa il Centro Trials. Il lavoro dei ricercatori consiste nel trovare nuov farmaci per aiutare quei bambini affetti da malattie complesse, per le quali ancora un farmaco non esiste.

Di questa speciale ricerca ce ne parla Giuseppe Pontrelli, dell'Area di Ricerca Infettivologia e Sviluppo di Farmaci Pediatrici.

Volete sapere cosa è stato fatto fino ad oggi sul Coronavirus? Certamente sono stati fatti dei passi da gigante incredibili. Abbiamo dei sistemi diagnostici molto forti e alcuni vaccini, o candidati vaccini, dimostreranno auspicabilmente piena efficacia in tempi relativamente brevi. Come è stato possibile tutto questo?  Grazie alla scienza. Senza scienza non può esserci salute. Ma ci sono ancora molte cose da fare: in primis, impedire che il virus si diffonda.
Ecco come possiamo aiutare la scienza a curare le persone. Ce lo spiega il professor Carlo Federico Perno, Responsabile di Microbiologia e Diagnostica di Immunologia.

Leggi il numero speciale di RES, il magazine che racconta la ricerca scientifica, dedicato a questa settimana speciale.