Nuovo Coronavirus e cardiopatie congenite: come comportarsi

Il nuovo Coronavirus può essere un rischio per i bambini cardiopatici? Tutto quello che c'è da sapere
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08 aprile 2020


Il nuovo Coronavirus (SARS-Cov2) rappresenta un motivo di importante preoccupazione per tutti i genitori e in particolare per i genitori di bambini cardiopatici.
Bisogna chiarire subito che, fino ad ora, non è stato descritto un rischio particolare o maggiore di contrarre la malattia COVID-19 in forma grave nei bambini e ragazzi con cardiopatie congenite. È importante attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dalle autorità nazionale e regionali.
È fondamentale non uscire di casa, se non per lo stretto necessario, e seguire alcune regole generali di prevenzione come:

- Lavare spesso le mani con acqua e sapone per 20 secondi o disinfettarle con un detergente a base di alcool;
- Non toccarsi naso, occhi e bocca con le mani;
- Evitare contatti ravvicinati (mantenere almeno 1 metro di distanza) e le strette di mano.

In caso di sintomi respiratori simili all'influenza non portare il bambino al Pronto Soccorso, ma informare il pediatra di famiglia e seguire le sue indicazioni.
È bene, anche, cercare di mantenere la solita routine quotidiana (orario della sveglia, dei pasti, orario per andare a dormire) senza essere troppo rigidi, con un'alimentazione varia ed equilibrata.

NUOVO CORONAVIRUS E BAMBINI CON CARDIOPATIA CONGENITA: COME GESTIRE LA TERAPIA
Cosa fare in caso di isolamento o quarantena
I pazienti in isolamento o in quarantena e asintomatici (senza febbre o sintomi respiratori) possono continuare normalmente la loro terapia, rispettando le indicazioni fornite dalle autorità riguardo all'isolamento.

Come comportarsi con le visite di controllo
Per i pazienti con cardiopatie, occorre evitare gli spostamenti non necessari. Se il bambino non presenta problemi urgenti relativi alla sua malattia e se si dispone dei farmaci necessari per mantenere la malattia sotto controllo, raccomandiamo di contattare telefonicamente il pediatra cardiologo per concordare la necessità di una visita di controllo.

Nuovo coronavirus e farmaci cardiologici
Al momento non ci sono molti dati in merito, soprattutto nella popolazione pediatrica.
Gli studi di cui disponiamo riguardano esclusivamente la popolazione adulta e situazioni che colpiscono prevalentemente questa fascia di età.
È opportuno però fare chiarezza su un punto che interessa anche i bambini.
Da un po' di tempo sul web è presente una notizia riguardo il potenziale effetto avverso degli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-i, Enalapril, Captopril, Ramipril ecc.) o bloccanti del recettore dell'angiotensina (ARB, Losartan, candesartan, Irbesartan ecc). L'uso di questi farmaci è indispensabile nel trattamento dell'ipertensione arteriosa e dell'insufficienza cardiaca, tanto nella popolazione adulta quanto nella popolazione pediatrica.
È stato suggerito che questi farmaci possano aumentare sia il rischio di infezione che la gravità della COVID-19.
La preoccupazione sorge dall'osservazione che, come il coronavirus che causa la SARS, il virus SARS-Cov-2 si lega a un enzima chiamato ACE2 per infettare le cellule.
Questa ipotesi sulla sicurezza del trattamento con ACE-i o ARB in relazione a COVID-19 non ha una solida base scientifica o prove a sostegno.
In effetti, ci sono prove da studi condotti su animali che suggeriscono che questi farmaci, semmai, potrebbero avere un effetto protettivo contro le gravi complicanze polmonari dei pazienti con COVID-19.
Ad oggi non ci sono dati nell'uomo. Come sottolineato dal Council on Hypertension of the European Society of Cardiology, mancano prove a sostegno dell'effetto dannoso di ACE-I e ARB nella pandemia COVID-19.
Il Council raccomanda vivamente che i pazienti continuino il trattamento con la loro terapia in atto: non vi sono prove cliniche o scientifiche che che il trattamento con ACEi o ARB debba essere interrotto a causa dell'infezione da Covid-19.
Anzi l'interruzione della terapia con questi farmaci porterebbe ad un deterioramento della funzione cardiaca in pochi giorni o settimane con un possibile rischio di mortalità.

COME GESTIRE LA MALATTIA DA NUOVO CORONAVIRUS NEI BAMBINI CON CARDIOPATIA CONGENITA
Come durante le altre malattie intercorrenti valgono le stesse regole di sempre:

- Assicurare l'idratazione, soprattutto se il bambino è cianotico o in terapia con diuretico o con un Ace-inibitore;
- Per abbassare la febbre, utilizzare gli antipiretici, preferendo il paracetamolo.

Chiamare il cardiologo pediatra di riferimento se si presentano i seguenti sintomi:

- Difficoltà nella respirazione;
- Aumento della sudorazione;
- Cianosi;
- Affaticamento durante l'alimentazione;
- Debolezza marcata.

Soprattutto se i sintomi non sono riconducibili ad un episodio intercorrente delle alte vie respiratorie e comunque dopo aver consultato il pediatra di riferimento.

Sfoglia online lo speciale di 'A scuola di salute' dedicato al Nuovo Coronavirus:


ATTENZIONE
In caso dovessi accusare sintomi sospetti, prima di recarti in Ospedale, chiama il numero 1500. Avrai tutte le informazioni e le risposte alle tue domande, a cura degli specialisti del Ministero della Salute. Per altre informazioni, è possibile consultare il portale Salute Lazio.

Sfoglia online il Percorso di Cura e Salute sul Nuovo Coronavirus:


a cura di: Monica Pelegrini*, Mario Panebianco*, Gianluca Brancaccio**
Unità operativa di Cardiologia*
Unità operativa di Cardiochirurgia Generale**
in collaborazione con: