Osteomielite nel bambino

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10 luglio 2018

CHE COS'È

Si definisce osteomielite una infezione dell'osso e della relativa cavità midollare. Le infezioni osteoarticolari sono in costante aumento e rimangono una significativa causa di malattia nei bambini di tutto il mondo. La diagnosi tempestiva ed un trattamento adeguato rimangono sempre di primaria importanza per ridurre al minimo gli esiti, vale a dire i reliquati inattivi e permanenti di questa malattia. 

QUALI SONO LE CAUSE

L'osteomielite può essere causata da un gran numero di batteri. La causa più comune è lo stafilococco (Staphylococcus aureus). Altri batteri frequentemente in causa sono lo Streptococcus pyogenes, l'E. coli e la Kingella kingae.

La salmonella è spesso responsabile delle osteomieliti in soggetti con anemia falciforme. 

I Batteri possono penetrare nell'organismo e raggiungere l'osso in molti modi:

1. In seguito a traumi con fratture aperte che espongono all'esterno l'osso fratturato; 

2. Da ferite infette;

3. Con oggetti estranei che penetrano nella pelle;

4. Da infezioni in altre parti del corpo come nel caso di otiti o tonsilliti.

COME SI MANIFESTA

Possiamo distinguere diverse forme: 

1. Acuta quando la diagnosi avviene entro due settimane dall'infezione dell'osso; 

2. Subacuta tra 2 settimane e 3 mesi;

3. Cronica quando presenta una durata maggiore di 3 mesi. 

L'infezione può avvenire attraverso il sistema circolatorio (via ematogena che è la più frequente), per contiguità, ad esempio con una infezione della pelle o per inoculazione diretta.

L'osteomielite può interessare qualsiasi osso ma il femore, la tibia, l'omero e il calcagno sono le localizzazioni più frequenti.

La sintomatologia può essere variabile e comprendere: 

1. Dolore dell'area sede dell'infezione;

2. Febbre;

3. Tumefazione dell'area infetta con arrossamento della pelle che diventa anche calda; 

4. Limitazione funzionale dell'arto colpito dalla infezione che può manifestarsi sotto forma di zoppia.

COME SI FA DIAGNOSI

Il medico diagnostica l'osteomielite sulla base della storia medica del bambino, della visita e di alcuni accertamenti:

1. L'emocromo dimostra un aumento del numero di globuli bianchi e in particolare dei neutrofili;

2. Gli esami del sangue dimostrano un aumento degli indici di flogosi, in particolare della VES e della PCR

3. Le colture del sangue (emocolture) e del pus possono permettere di scoprire il microrganismo che causa l'osteomielite nel 50-70% dei casi sia con tecniche microbiologiche classiche che con la ricerca del materiale genetico del batterio con la polymerase  chain reaction (PCR);

4. La radiografia tradizionale deve essere sempre eseguita, anche se generalmente negativa nei primi 10-15 giorni di malattia, perché permette di distinguere fratture o processi tumorali; 

5. La Risonanza Magnetica (MR) è l'esame di scelta perché si ottengono immagini molto dettagliate;

6. La Scintigrafia ossea è necessaria per valutare se presenti lesioni multifocali e nei casi di dubbia localizzazione; inoltre permette di confermare la diagnosi di osteomielite nei primi 10-15 giorni di malattia, quando è negativa la radiografia tradizionale. 

TERAPIA

Deve essere iniziata il prima possibile. Nell'attesa degli esami colturali va iniziata la terapia empirica, che deve essere  scelta in base  all'età del paziente, al sito dell'infezione, allo spettro d'azione degli antibiotici più efficaci, ai microrganismi che causano più frequentemente osteomielite nella zona in cui vive il bambino. 

Nelle osteomieliti non complicate la terapia per via endovenosa o intramuscolare (terapia parenterale) viene effettuata per 7-14 giorni seguita poi da quella orale per un totale di 4-6 settimane. Non ci sono dati sufficienti per stabilire i tempi di passaggio dalla terapia parenterale a quella orale: il passaggio va effettuato in base al decorso clinico e alla riduzione degli indici di flogosi.

In presenza di raccolte ascessuali oppure di fronte ad una mancata risposta alla terapia medica, occorre ricorrere all'intervento chirurgico. La terapia dell'osteomielite acuta dovrebbe essere sempre individualizzata per ogni paziente e curata da un team di infettivologi, radiologi ed ortopedici.

CONSIGLI PER I GENITORI

Nel caso di comparsa di tumefazioni dolenti a carico degli arti, febbre, zoppia o limitazione dei movimenti, si consiglia di rivolgersi ai centri specializzati nella diagnosi e cura delle infezioni osteomuscolari.

La probabilità che il bambino raggiunga un pieno recupero dipende dalla precocità della diagnosi, dalla scelta iniziale degli antibiotici, dal sito d'infezione, dalla durata del trattamento e soprattutto dall'intervallo di tempo tra la comparsa dei sintomi e l'inizio della terapia.


 
a cura di: Andrzej Krzysztofiak
in collaborazione con:

Bambino Gesù Istituto per la Salute