Gli studenti delle Lauree Infermieristiche in pellegrinaggio verso la tomba dell'Apostolo Giacomo

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19 ottobre 2019

La Scuola delle Professioni Sanitarie "Pier Giorgio Frassati" si incammina in pellegrinaggio verso la tomba dell'Apostolo Giacomo.
 
Dal 20 al 27 agosto 2019 un gruppo di studenti del primo e del terzo anno dei corsi di laurea infermieristica e infermieristica pediatrica, accompagnati da un tutor universitario (Andrea Gazzelloni) e dal cappellano dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Padre Mario Puppo), hanno percorso il Cammino Inglese fino ad arrivare alla Cattedrale di Santiago de Compostela.
 

 
Ecco descritte in poche righe quest'esperienza:
 
"Santiago 2019: meraviglia e sorpresa. Stare bene, nonostante la fatica e gli inconvenienti del cammino e scoprire che sì, la vita che attendiamo possiamo viverla; amicizia e amore ci consegnano alla meta." Padre Mario
 
"A distanza di tempo, cosa mi è rimasto di Santiago? Sicuramente mi porto dietro una forma mentis, uno stile di vita. Il viaggio a Santiago è stato infatti una vera e propria lezione di vita oltre che una vacanza. Condividere tutto come se fossimo fratelli, aiutarci nel momento del bisogno, credere di riuscire ad andare avanti solo grazie al passo del compagno che avevamo di fronte, ammazzare la fatica con risate e allegria, conoscersi nel profondo.... E soprattutto vivere. Vivere la nostra vita in quel momento, vivere la bellezza della natura, vivere la fatica, vivere la gioia, vivere con i compagni realmente, senza alcuna maschera, lontani dai social e dai telefoni. Vivere perché ci sentivamo vivi. E abbiamo vissuto passo dopo passo, consapevoli che non era la meta ciò che ci teneva vivi ma ogni singolo momento che ci portava al traguardo. Quindi per me Santiago è stata "vita", o meglio qualcosa di vitale, che ti riporta al tuo essere, che non c'entra niente con la quotidianità di tutti i giorni. Per una settimana ho respirato, ho vissuto e ho imparato a camminare."  Chiara
"Se mi chiedessero del cammino di Santiago ...direi che questa esperienza è stata tante cose. È stata stupore, del nuovo, del diverso, del particolare. È stata meraviglia. È stata risate e lacrime, condivisione, amicizia, è stata un po' un ritorno all'essenziale, al reale. È stata riflessione personale e con gli altri. È stata scoperta. Scoperta di persone nuove, riscoperta di persone già conosciute, scoperta di se stessi, luoghi nuovi, cibi nuovi. È stata traguardo. Traguardo dopo chilometri faticosi, traguardo di obbiettivi comuni ma anche personali. È stata chiarezza. Chiarezza di pensieri confusi e discordanti. È stata divertimento. Divertimento puro con delle semplici parole e canzoni. È stata distrazione ed evasione dalla solita routine che ci risucchia ogni giorno. È stata serenità, parola così semplice da nominare ma tanto difficile da ottenere. È stata fatica. Quella che c'è dietro ad ogni cosa bella. È stata sicuramente una delle esperienze più belle e particolari della mia vita. È stata unica." Albina
 
"Il cammino più che con i piedi lo percorri con il cuore, perché l'esperienza non sta in quello che hai camminato, ma in quello che hai imparato." Vincenzo
"Il Cammino è come la vita, devi lasciarti sorprendere ad ogni passo. Il Cammino deve essere fatto dalla solitudine di ognuno ma allo stesso tempo in compagnia del mondo intero. Perché solo facendolo ti accorgerai di una cosa: Il Cammino è la vita stessa condensata in pochi giorni." Emanuele
 
"Questo cammino, che era iniziato più come una sfida per mettermi alla prova, si è dimostrato essere un'opportunità per conoscermi di più e riscoprire quanto è bello rapportarsi con altre persone. Ho scoperto che devo avere più fiducia negli altri, ma soprattutto in me stessa, così da poter accogliere gli altri e sentirmi accolta. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza le meravigliose persone con cui ho potuto condividere questo viaggio, che con le loro differenze e esperienze, hanno confermato che il mondo, e la vita, è bella proprio perché è piena di tanti colori." Vanessa
 
"Fare il cammino è un'esperienza intensa. Anche fare solo 113 km di cammino è ricco di significato. Fare questo viaggio per me ha significato superare i miei limiti, affrontare un'avventura, conoscere persone stupende. Passo dopo passo con il dolore, con la fatica, con le vesciche, con la stanchezza, ho compreso che se voglio posso. Io volevo fare il cammino, io ho fatto il cammino. Ho voluto riportare questa metafora nella vita di tutti giorni: superare i limiti, uscire dalla zona comfort, mettersi in gioco. Il gruppo è stato fondamentale, insieme, ogni passo era più bello e più raggiungibile. Le risate, i pianti, le condivisioni, le chiacchiere, il sostenersi, lo spronarsi, lo stare vicino nei momenti critici; senza queste meravigliose persone, che ho avuto l'occasione di conoscere meglio durante il viaggio, il cammino non sarebbe stato lo stesso. Insieme abbiamo reso l'esperienza magica, unica e inimitabile. È stato bello vedere come persone conoscenti siano diventati compagni e sostenitori gli uni degli altri. Grazie al nostro tutor, che ha avuto la brillante idea, e grazie alla direttrice che lo ha permesso, ci siamo ritrovati casualmente a diventare amici. Questa avventura rimarrà per sempre impressa nel mio cuore e nella mia mente.  È un'esperienza che consiglio di fare a tutti per riscoprire e migliorare se stessi. Il cammino mi ha dato l'occasione di fare introspezione, di farmi comprendere che posso essere perseverante e determinata, e che l'unione fa, effettivamente, la forza."  Giulia
"Il Cammino è metafora di vita: Passo dopo passo inizia un nuovo viaggio. Passo dopo passo si scrive una nuova storia. Passo dopo passo prende forma un'esperienza di vita. Il Cammino è metafora di crescita: Incontrare un ostacolo. Superare i propri limiti. Raggiungere la meta. Il Cammino è metafora di introspezione: Lo sguardo rivolto dentro il nostro io. La scoperta dell'altro. Il confronto continuo. Durante il Cammino non si è soli, mai. La condivisione diventa forza motrice di ogni momento, di ogni gioia, di ogni difficoltà. L'ascolto diventa fulcro del viaggiare: orecchie tese verso la natura, noi e l'altro. Il silenzio diventa motivo di ritorno all'essenza. È il mio cuore a parlare e tante sono le parole, forse troppe. Ad una in primis sento di dover dar voce: la parola "Grazie". Grazie a loro, miei compagni di Viaggio. Grazie per aver reso questa settimana una delle più intense della mia vita. Sono fortemente convinta della bellezza della vita e loro, ne sono stati la conferma. Lo sono stati nella condivisione. Lo sono stati nell'ascolto. Lo sono stati nella semplicità. Passo dopo passo ho capito quanto sia bello donarsi all'altro, in modo così gratuito: rallentare, aspettare per poi riprendere insieme. Ascoltare e confidarsi con l'altro. Condividere il tutto, dall'acqua ad un momento di riflessione. Sono rimasta colpita da come tutto ciò avvenisse in modo così spontaneo e naturale. Sono rimasta colpita dalla fratellanza che ci ha uniti fin da subito. Sono rimasta colpita da come scoprire l'altro porti a riscoprire se stessi. È stato bello mettersi in discussione, superare i propri limiti. È stato bello ascoltare la natura parlare e rimanere in silenzio. È stato bello godere del primo sole la mattina, della rugiada sulle foglie. È stato bello incontrare persone vere, pronte a raccontare la loro storia e dare se stessi. È stato bello ridere e cantare insieme. È stato bello provare una sensazione di gioia e pienezza nel cuore. È stato bello vivere tutto ciò con loro, miei Pellegrini. Perché il Cammino è più di un semplice viaggio. Perché il Cammino non è finito. Perché il Cammino inizia ora. Grazie." Elena 
"Non aspettatevi che le persone a cui racconterete la vostra esperienza capiscano cosa avete provato. Ha ragione chi durante il cammino ci ha detto queste parole perché quelle sono emozioni così forti che ti attraversano l'anima e ti rubano il cuore, sensazioni che rimarranno impresse PER SEMPRE nei nostri ricordi! Indelebili. Grazie a tutti coloro che mi hanno permesso di intraprendere questo meraviglioso viaggio e un grazie speciale a tutti i compagni che con me hanno condiviso quella travolgente settimana." Valentina 
 
"Ci sono cose che non si possono spiegare a parole, puoi solo viverle in prima persona e ricordarle per il resto della vita. Il cammino fa parte di queste. Ringrazio chi mi ha aiutato a ritrovare me stessa facendomi capire che non è mai troppo tardi per amarsi, ringrazio chi mi ha strappato un sorriso quando avrei voluto solamente arrendermi, ringrazio chi mi ha raccontato la sua storia mostrandomi le sue debolezze, chi ha rispettato i miei silenzi e la mia solitudine. Ringrazio chi mi ha teso la mano e guardandomi negli occhi mi ha detto: "non mollare, andrà tutto bene." Carlotta 
Emanuele, uno studente del primo anno, ha racchiuso quest'esperienza in quello che è diventato il nostro "poema del pellegrino":
"Buen Camino" a tutti i nostri studenti!