Displasia spondiloepifisaria congenita

Malattia genetica rara caratterizzata da bassa statura che colpisce prevalentemente le ossa ma che coinvolge anche la vista e l'udito 

La displasia spondiloepifisaria congenita è una malattia genetica rara presente fin dalla nascita, caratterizzata da bassa statura e da anomalie scheletriche della colonna vertebrale, delle ossa, delle braccia e delle gambe.

Spesso i bambini con questa malattia hanno anche problemi della vista e dell'udito. La displasia spondiloepifisaria fa parte di un gruppo etereogeneo di condrodisplasie congenite, che come indicato dal nome stesso, colpiscono in modo specifico le vertebre della colonna vertebrale (spondilo-) e le epifisi, vale a dire le estremità delle ossa lunghe delle braccia e delle gambe (-epifisaria).  

Nella maggior parte dei casi, la displasia spondiloepifisaria congenita è causata da una nuova mutazione (o mutazione de novo).

Questa nuova mutazione può verificarsi durante la formazione della cellula uovo o dello spermatozoo o nelle primissime fasi dello sviluppo embrionale; di conseguenza la probabilità che genitori sani bambino malato abbiano di nuovo un bambino colpito da malattia è inferiore all'1%.

Coloro che manifestano la malattia, possono trasmetterla ai propri figli con modalità autosomico-dominante: ognuno dei figli avrà il 50% di probabilità di ereditare la malattia.

La mutazione colpisce il gene COL2A1 sul cromosoma 12 questo gene contiene le istruzioni necessarie per produrre una proteina che va a formare il collagene di tipo II.

Il collagene è una proteina strutturale che forma una vera e propria impalcatura di sostegno per numerosi organi e tessuti. Le mutazioni del gene COL2A1 alterano la formazione del collagene e impediscono così un normale sviluppo delle ossa e degli altri organi come l'occhio.

Nel neonato la diagnosi è suggerita dal torace largo, o a botte, e dalla sua deformità, con lo sterno che sporge verso l'esterno "a petto di piccione".
Nelle età successive le caratteristiche principali della displasia condiloepifisaria congenita sono:

  • La bassa statura, che nell'adulto può raggiungere gli 84-132 cm;
  • Malformazioni craniofacciali come facies appiattita, palatoschisi, e occhi abnormemente distanziati (ipertelorismo);
  • Torace molto corto per lo scarso sviluppo della colonna vertebrale;
  • Alterazioni a carico della colonna vertebrale come cifoscoliosi da moderata a marcata, lordosi lombare e instabilità atlanto-assiale causata in parte dall'iperlassità legamentosa (rilassamento dei tessuti che tengono unita l'articolazione) e in parte dalla malformazione di una delle prime due vertebre cervicali che assicurano l'articolazione con la base del cranio (collo corto). Questa malformazione, soprattutto nei bambini più grandi, dà l'impressione che la testa, di dimensioni normali, poggi direttamente sulle spalle;
  • Braccia e gambe corte rispetto a quelle dei coetanei ma sproporzionatamente lunghe rispetto al tronco, con mani e piedi di dimensioni normali;
  • Marcata lassità legamentosa;
  • Malformazioni dell'anca come la Coxa vara;
  • Deformità dei piedi che possono manifestarsi con piede torto congenito o con piede piatto;
  • Problemi della vista e dell'udito (si osservano solo occasionalmente). Quanto alla vista, questi bambini possono presentare nistagmo (movimento involontario di uno o di entrambi gli occhi), cataratta congenita, glaucoma e andare incontro a distacco o degenerazione della retina. La riduzione dell'udito è relativamente frequente;
  • Disturbi dello sviluppo motorio causati almeno in parte dall'ipotonia e dalla lassità legamentosa come l'andatura ondeggiante o l'incapacità di camminare. Inizialmente questi disturbi si manifestano con grave affaticamento e ridotta resistenza alla fatica;
  • Problemi respiratori legati alle ridotte dimensioni del torace come l'apnea ostruttiva del sonno

Displasia spondiloepifisaria congenita

Figura 1. Deficit della crescita con collo corto, torace a botte, tronco corto, parte media della faccia appiattita, scoliosi, iperlordosi lombare

La diagnosi si basa anzitutto sulla visita del neonato e del bambino e, in quest'ultimo, su una raccolta altrettanto attenta della storia clinica.
La diagnosi di displasia spondiloepifisaria congenita può essere confermata dalla radiografia dello scheletro.

Nei bambini piccoli la caratteristica principale è il ritardo di ossificazione delle ossa del bacino, della testa del femore e delle epifisi delle ginocchia, dei calcagni e delle caviglie.

Quanto alla colonna vertebrale, all'inizio i corpi vertebrali osservati con la radiografia, hanno forma ovoidale o a pera, ma con il passare del tempo si appiattiscono e diventano irregolari, generando un quadro di cifoscoliosi.

L'attenta valutazione radiografica della colonna cervicale è importante a causa dei rischi connessi con la malformazione dell'articolazione tra le prime due vertebre e la base del crancio (articolazione atlanto-assiale).

test audiometrici e gli esami oculari sono indispensabili per valutare la vista e l'udito. I test di funzionalità respiratoria sono utili per valutare l'eventuale compromissione della funzionalità respiratoria; è particolarmente utile la polisonnografia.

La diagnosi è confermata dalla dimostrazione della mutazione del gene COL2A1. Nella quasi totalità dei casi, la dimostrazione che entrambi i genitori hanno geni COL2A1 del tutto normali, dimostra che la mutazione non è stata ereditata ma è una mutazione de novo.

Non esiste una cura per la displasia spondiloepifisaria congenita. Il trattamento si concentra sull'alleviare i sintomi e sul trattamento delle deformità ossee.

I bambini nati con gravi deformità toraciche sviluppano difficoltà respiratorie che necessitano talvolta di precoci cure intensive, generalmente di breve durata in quanto i bambini migliorano in pochi giorni o settimane. Se presente l'apnea ostruttiva del sonno va opportunamente trattata.

I numerosi problemi ortopedici di questi bambini possono richiedere terapie conservative basate su cure non chirurgiche o interventi chirurgici per le malformazioni della colonna, dell'anca e delle vertebre del collo, nonché per quelle dei piedi e per le instabilità articolari causate dall'iperlassità legamentosa.

Talvolta si rende necessaria la sostituzione dell'articolazione dell'anca. Le alterazioni cranio-facciali possono richiedere l'intervento del chirurgo plastico.

I bambini con displasia spondiloepifisaria congenita devono essere esaminati precocemente da un oculista che li deve poi seguire in maniera minuziosa.

Necessitano anche di un'attenta valutazione audiologica seguita eventualmente da visite periodiche.
Può rendersi necessario il ricorso a protesi acustiche o, eventualmente, all'impianto cocleare per i disturbi dell'udito.

I problemi della vista possono essere affrontati con il semplice ricorso a lenti correttive oppure con il ricorso a interventi più invasivi, anche chirurgici.
La fisioterapia è essenziale per conservare o recuperare l'agilità del bambino.

Prima di un intervento chirurgico, la valutazione anestesiologica è fondamentale. L'intubazione può essere molto rischiosa in quanto può causare compressione midollare provocata dalla iperestensione del rachide cervicale che può essere colpito da instabilità atlanto-assiale e che presenta spesso altre importanti deformità.

Per questo motivo è di fondamentale importanza l'esecuzione di una radiografia del rachide cervicale per evidenziare eventuali anomalie dello sviluppo osseo.
In generale, è bene che i bambini con displasia spondiloepifisaria congenita vengano seguiti da centri di alta specializzazione e da specialisti con esperienza in questa malattia in:

  • Ortopedia;
  • Genetica;
  • Chirurgia generale;
  • Neurologia;
  • Oculistica;
  • Otorinolaringoiatria;
  • Chirurgia plastica;
  • Riabilitazione.

Infine è di fondamentale importanza il supporto psicologico e assistenziale per le famiglie in modo che la gestione di questi pazienti a domicilio possa essere il più possibile agevolata. 

 

I soggetti con displasia spondiloepifisaria congenita hanno una normale intelligenza e una normale aspettativa di vita. L'instabilità atlanto-assiale rende pericolose alcune attività sportive mentre ne permette altre che vanno individuate con i medici del centro di riferimento.  

Displasia spondiloepifisaria congenita: Codice RN1450

Displasia spondiloepifisaria congenita

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  • A cura di: Sergio Sessa
    Unità Operativa di Ortopedia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 04  Agosto 2022 


 
 

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