Enterocolite necrotizzante

Malattia intestinale grave legata alla prematurità. I sintomi compaiono nella seconda settimana di vita. La terapia è medica o chirurgica a seconda della gravità  

L'enterocolite necrotizzante (NEC dall'inglese Necrotizing EnteroColitis) è una malattia intestinale grave del neonato. "Entero" significa intestinale. "Colite" significa infiammazione del colon. "Necrotizzante" significa danno e morte delle cellule dell'intestino.
L'enterocolite necrotizzante (NEC) è la malattia gastrointestinale a più alta mortalità in età neonatale. Colpisce circa 1 neonato su 1000 nati vivi, e può colpire fino al 7% dei neonati con peso molto basso alla nascita. Rappresenta la causa di morte del 15-30% circa dei neonati prematuri colpiti da questa malattia. 

Si tratta di una malattia legata alla prematurità. I neonati a termine che sviluppano l'enterocolite necrotizzante presentano generalmente fattori di rischio quali cardiopatie congenite, setticemia o ipotensione (pressione bassa).
Le cause scatenanti non sono completamente note e probabilmente sono molteplici. L'enterocolite necrotizzante è ritenuta una malattia infiammatoria che si innesca quando nella seconda settimana di vita si inizia la nutrizione enterale cui si ricorre spesso nei neonati di basso peso alla nascita. La mucosa intestinale di questi bambini viene aggredita da una grave riduzione dell'afflusso di sangue che provoca così lesioni della superficie interna dell'intestino. Tali lesioni si possono infettare fino a subire una necrosi estesa che può richiedere l'asportazione dei segmenti intestinali colpiti. Generalmente l'attacco ischemico si manifesta a livello dell'ileo (la parte finale dell'intestino tenue) ma, di fatto, qualsiasi segmento del tratto gastrointestinale può essere colpito. 

In fase iniziale i sintomi della enterocolite necrotizzante (NEC) sono: 

  • Intolleranza all'alimentazione per bocca/enterale;
  • Ristagno gastrico;
  • Distensione addominale;
  • Vomito biliare;
  • Sangue macroscopico (evidente ad occhio nudo) oppure occulto nelle feci.

In una seconda fase l'enterocolite necrotizzante si manifesta con i seguenti sintomi: 

  • Addome teso e dolore alla palpazione;
  • Sintomi digestivi;
  • Letargia (stato di sonno profondo);
  • Apnea (arresto momentaneo dei movimenti respiratori);
  • Problemi cardiovascolari che possono richiedere il ricorso alla terapia intensiva. 

La visita mette in evidenza i sintomi sopra elencati.
Gli esami di laboratorio necessari sono: 

  • Esame emocromocitometrico che dimostra incremento dei globuli bianchi e basso numero di piastrine;
  • Equilibrio acido-base che dimostra acidosi metabolica;
  • Glicemia che può dimostrarsi alta (iperglicemia) oppure bassa (ipoglicemia);
  • Elettroliti.

Si rendono anche necessari esami strumentali:

  • Radiografia dell'addome che mette in evidenza la presenza di livelli idroaerei. In seguito può manifestarsi pneumatosi intestinale (presenza di gas all'interno dell'intestino) e il portogramma aereo (presenza di gas nel sistema venoso portale). Lo sviluppo di pneumoperitoneo (presenza di aria nel peritoneo, vale a dire nell'addome al di fuori dell'intestino) suggerisce l'evoluzione verso la perforazione intestinale.

La combinazione dei sintomi e dei risultati degli esami di laboratorio e radiografici consentono una classificazione dell'enterocolite necrotizzante (NEC) in tre stadi: stadio I (NEC sospetta), stadio II (NEC definita) e stadio III (NEC avanzata). Ad ogni stadio della malattia corrisponde un trattamento diverso.       
Negli stadi I e II il trattamento prevede:

  • Interruzione dell'alimentazione per via orale;
  • Inserimento di un catetere venoso per l'idratazione e per la nutrizione parenterale;
  • Antibiotici per trattare le infezioni in atto;
  • Ossigenoterapia.

Nello stadio III (NEC avanzata) può rendersi necessario un intervento chirurgico che, a seconda dei casi, può consistere in una laparotomia (apertura chirurgica dell'addome) o in un drenaggio peritoneale senza laparotomia. 
I pazienti con forme gravi di enterocolite necrotizzante (NEC) sottoposti a laparotomia possono richiedere a loro volta l'asportazione di tratti più o meno estesi di intestino. Questa asportazione determina una condizione cronica nota come "sindrome dell'intestino corto", caratterizzata da malassorbimento: l'intestino rimanente è corto e non è quindi in grado di assorbire i nutrienti necessari.

La somministrazione di latte materno o latte umano donato è fondamentale sia nella prevenzione dell'enterocolite necrotizzante (NEC) sia nel trattamento dell'enterocolite necrotizzante (NEC) chirurgica (stadio III, NEC avanzata). Sfortunatamente non abbiamo strategie nutrizionali che abbiano efficacia nella prevenzione della NEC tuttavia le prove di cui disponiamo suggeriscono che è sicuro avviare la nutrizione enterale entro 96 ore dalla nascita, aumentarla velocemente e utilizzare la nutrizione in boli. 
Stante la grande variabilità osservata nelle strategie nutrizionali, è raccomandato che almeno ogni unità di terapia intensiva neonatale abbia un protocollo standardizzato per l’avvio della nutrizione allo scopo di garantire apporti adeguati e minimizzare le complicanze. Sono invece necessari ulteriori studi su:

  • Popolazioni particolari di neonati (neonati di peso inferiore a 1000 g e con età gestazionale tra le 28 e le 32 settimane);
  • Possibili marcatori di gravità e di andamento della malattia;
  • Effetto di specifici nutrienti sul processo di adattamento intestinale. 

Relativamente a quest’ultimo punto ci sono prove, sebbene non conclusive, sull’effetto benefico di una dieta ad alto contenuto di grassi, sull’utilizzo di formule idrolizzate e sull’effetto protettivo e preventivo delle formule miste o pure contenenti olio di pesce come fonte di lipidi per via parenterale nei confronti della colestasi e della sofferenza del fegato associata alla insufficienza intestinale. 


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  • A cura di: Antonella Diamanti, Teresa Capriati
    Unità Operativa di Riabilitazione Nutrizionale
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Ultimo Aggiornamento: 18 ottobre 2021


 
 

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