Febbre Gialla: il vaccino

Garantisce una protezione elevata ed è consigliato a tutti coloro che viaggiano in zone endemiche quali Africa, Centro-America e Sud-America  

La febbre gialla è una malattia tropicale talvolta molto grave, causata da un arbovirus e trasmessa da una zanzara diurna, che è diffusa principalmente nelle aree tropicali dell’Africa sub-sahariana, nel Sud America e nei Caraibi. Il nome “febbre gialla” deriva dalla colorazione gialla (ittero) che assumono gli occhi e la pelle a causa dei danni del fegato provocati dal virus. I sintomi sono inizialmente simili a quelli di un'influenza, con febbre elevata, mal di testa, vomito, dolori muscolari e debolezza. Nel 15% dei casi la malattia può progredire a uno stadio di maggiore gravità con la fase gialla che compare dopo qualche giorno, caratterizzata dall’ittero e da fenomeni emorragici in varie sedi (sangue dal naso e dalle gengive), con febbre che persiste, intorno ai 40°C e compromissione del fegato e dei reni. In questo stadio della malattia, si rischia il decesso da 1 quinto alla metà dei casi. L’OMS stima che ogni anno nel mondo si contagino da 80.000 a 170.000 persone, con circa 30-60.000 decessi.

Il vaccino contro la febbre gialla è costituito da un virus vivo attenuato (reso innocuo), ed è molto efficace (95-100% di protezione dopo una sola dose).

Si somministra con un’iniezione dopo i 9 mesi di età e prima dei 60 anni.
Per entrare in alcuni Paesi la vaccinazione è obbligatoria e deve essere certificata sul cosiddetto ‘libretto giallo’ che ha valore internazionale, e che è fornito dai Centri vaccinali autorizzati. 
Per ottenere una protezione sufficiente deve essere somministrato almeno 10 giorni prima del viaggio, ottenendo una protezione permanente, cioè un’immunità che dura per tutta la vita. 
Non serve quindi fare dei richiami per mantenere un livello di protezione sufficiente. 

La vaccinazione è raccomandata dall’OMS per tutti gli individui di età superiore ai 9 mesi e per tutti i viaggiatori che visitano le aree in cui esiste il rischio di febbre gialla. Si tratta prevalentemente delle aree tropicali dell’Africa sub-sahariana, nel Sud America e nei Caraibi. È buona norma per chi si reca all'estero consultare il proprio medico o un centro per le vaccinazioni internazionali per verificare la presenza dell'infezione alla destinazione prescelta. L’elenco aggiornato dei Paesi per i quali è richiesta o è raccomandata la vaccinazione è disponibile sul sito del Ministero della Salute.

Il vaccino, contenendo un virus vivo anche se attenuato, e coltivato nelle uova, è sconsigliato ai soggetti con grave allergia all’uovo, ai pazienti con gravi problemi immunitari o in chi sta effettuando una terapia immunosoppressiva o una chemioterapia, nei bambini inferiori a 9 mesi di età, nelle donne in gravidanza. 
Per quanto riguarda queste ultime, la vaccinazione dovrebbe essere decisa facendo un bilancio tra la probabilità di trovarsi in una zona ad alta endemia per la febbre gialla e la possibilità, anche se solo teorica, di causare danni al feto.
Per il principio di prudenza, le donne che ricevono la vaccinazione contro la febbre gialla dovrebbero attendere 4 settimane prima di iniziare una gravidanza. Anche le donne che allattano al seno dovrebbero evitare la vaccinazione a meno che non si debbano recare in una zona ad alta endemia. 

Circa 2-3 vaccinati su 10 possono manifestare sintomi lievi come febbre moderata, mal di testa, dolori muscolari che si presentano 5-10 giorni dopo la vaccinazione. Raramente, 1 volta ogni 150.000 dosi circa, il vaccino può causare reazioni gravi come meningoencefalite, encefalomielite e sindrome di Guillain Barré.
Ancora più raramente, 1 volta ogni 300.000 dosi circa, la vaccinazione può causare una malattia simile all'infezione naturale, anche grave (forma viscerotropica della febbre gialla). Queste reazioni gravi sono più frequenti nelle persone anziane con oltre 65 anni di età, per cui la vaccinazione va effettuata solo in caso di rischio infettivo importante. 

La vaccinazione fornisce un’immunità che dura per tutta la vita. 
Non serve quindi fare richiami per mantenere un livello di protezione sufficiente.

Percorsi di Cura e Salute: Vaccinazioni

 

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  • A cura di: Alberto Tozzi
    Area di Ricerca Malattie Multifattoriali e Malattie Complesse
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Ultimo Aggiornamento: 08 novembre 2021


 
 

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