Herpes genitale

L'herpes genitale è un'infezione virale che si può trasmettere in epoca neonatale dalla madre infetta o nell'adulto, attraverso i rapporti sessuali 

L'Herpes genitale è un'infezione virale molto comune dei genitali, che nell'adulto si trasmette attraverso i rapporti sessuali. L'infezione può essere trasmessa al neonato, con una incidenza stimata da 3 a 30 per 100.000 nati vivi.

È una patologia virale causata da herpes virus umani tipo 1 (virus herpes simplex 1 – più raro) o tipo 2 (virus herpes simplex 2 – più frequente) che si trasmettono per via sessuale attraverso il contatto con le lesioni o, più spesso, attraverso il contatto con partner sessuali quando le lesioni non sono evidenti.

Spesso il virus non provoca sintomi e quindi la persona può essere inconsapevole di ospitarlo. Sembra che il virus si trasmetta più facilmente dall'uomo alla donna che viceversa. Dopo l’infezione iniziale, il virus rimane nascosto nei gangli nervosi dai quali può riattivarsi e causare sintomi (ossia lesioni genitali).

Le cause della riattivazione si possono attribuire a momenti di debolezza del sistema immunitario, di stress, di malattia e durante le mestruazioni.

Le donne in gravidanza con herpes genitale possono trasmettere il virus in 3 diversi momenti:

  • La trasmissione intrauterina consiste nel passaggio del virus dalla mamma infetta al feto durante la gravidanza e si manifesta raramente;
  • La trasmissione perinatale avviene durante il parto ed è quella più frequente. Viene trasmessa al neonato quando il Virus Herpes simplex (HSV) è presente nel tratto genitale della donna al momento del parto. I fattori che possono influenzare la trasmissione comprendono il tipo di infezione materna (primaria o ricorrente), la presenza o meno nella madre di anticorpi diretti contro il Virus Herpes simplex (HSV), la durata della rottura delle membrane prima del parto e il tipo di parto (cesareo o vaginale);
  • La trasmissione post natale che interessa circa il 10% dei neonati con Virus Herpes simplex, è una trasmissione per contatto con un soggetto con infezione acuta.

La maggior parte delle donne che trasmette il virus non ha sintomi al momento del parto. L’infezione neonatale è una grave infezione potenzialmente fatale.

I primi sintomi dell'Herpes genitale sono dolore e prurito.
A distanza di alcuni giorni dall'infezione possono formarsi piccole vescicole rosse o bianche. Spesso si formano delle ulcerazioni dolorose superficiali o più profonde, che possono sanguinare. 

Solitamente guariscono nel giro di poche settimane spontaneamente. Nella fase successiva l'infezione nell’adulto tende a ricomparire causando sintomi simili a quelli dell'influenza, quali:

I sintomi dell'infezione Neonatale da Virus Herpes simplex (HSV) possono manifestarsi in 3 forme differenti:  

  • La forma localizzata a pelle, occhi e bocca (SEM) interessa circa il 45% dei neonati infetti. Pur essendo curabile se non viene trattata, è associata a un alto rischio di progressione al sistema nervoso centrale (SNC) o verso una malattia disseminata. Di solito si manifesta nelle prime due settimane di vita ma può presentarsi fino a sei settimane di vita.
    La localizzazione cutanea è caratterizzata dalla comparsa di vescicole che si osservano nella parte del corpo che si è presentata per prima nel corso del parto (di solito, il capo), o in siti di trauma localizzato. A livello oculare l'infezione può iniziare senza sintomi. I primi segni includono una eccessiva irrorazione dell'occhio (arrossamento), pianto da dolore oculare e iperemia congiuntivale.
    Le vescicole cutanee intorno all'orbita non sempre sono presenti all'inizio. La cheratocongiuntivite (infiammazione della parte davanti dell'occhio) da Virus Herpes simplex (HSV) può progredire verso la cataratta e la corioretinite e provocare una compromissione permanente della visione.
    Anche all'orofaringe l'infezione può iniziare senza sintomi. Quando compaiono, possono consistere in ulcerazioni della bocca, del palato e della lingua;
  • La localizzazione al Sistema Nervoso Centrale (SNC) rappresenta un terzo delle infezioni neonatali. Può essere causata da una diffusione dal nasofaringe attraverso il sangue. Di solito si presenta nella seconda o terza settimana di vita, fino alla sesta settimana.
    Può iniziare con o senza interessamento locale. Clinicamente sono presenti convulsioni, sonnolenza, irritabilità, tremori, inappetenza, fontanella anteriore sporgente. Anomalie più evidenti possono essere presenti nelle forme gravi. L'Elettroecefalogramma (EEG) mostra precocemente queste anomalie.
    Solo successivamente possono comparire alterazione della TAC e della risonanza magnetica (RM). In assenza di vescicole, l'iniziale presentazione non si può distinguere da altre forme di sepsi e meningite;
  • La forma disseminata interessa un quarto dei neonati, si può presentare con sepsi che può evolvere in interessamento multiorgano. 

La diagnosi di Herpes genitale si ottiene con la semplice visita dello specialista. Basta infatti l'osservazione della parte malata per giungere alla diagnosi. Per un accertamento più completo si può eseguire l'esame citologico prelevando le cellule dalle vescicole e osservandole al microscopio.

Considerata la remissione spontanea del virus in poche settimane, spesso altri mezzi diagnostici sono superflui. Comunque, è possibile dimostrare che il virus è presente o che lo è stato in passato attraverso l'esame del sangue per la ricerca degli anticorpi specifici. La diagnostica di laboratorio per isolare Virus Herpes simplex (HSV) può essere tramite coltura virale, ricerca del DNA del virus tramite PCR e ricerca di antigeni virali tramite immunofluorescenza al microscopio.

Nei neonati con sospetta infezione da Herpes simplex vanno raccolti i seguenti campioni per la ricerca del virus: tamponi della mucosa della congiuntiva, della bocca, del nasofaringe e del retto, tamponi delle lesioni cutanee, liquido cefalo-rachidiano (se c'è interessamento del sistema nervoso centrale), sangue o plasma, altri campioni in base alla sintomatologia.

Se c'è interessamento del sistema nervoso centrale, i neonati dovrebbero eseguire un esame di neuroimmagine (RM o TAC). Le immagini possono essere normali all'inizio della patologia e presentare alterazioni soltanto nelle settimane successive.

La terapia è sia locale sia generale. Localmente si possono applicare le creme antierpetiche che però non sono utili in vagina o sul collo dell'utero. La terapia generale con antivirali tipo Aciclovir permette di ridurre i sintomi ma non previene le ricadute.
La terapia antivirale ha aumentato notevolmente le possibilità di sopravvivenza.

La terapia antivirale ha aumentato notevolmente le possibilità di sopravvivenza nelle infezioni neonatali. Questa è indicata quando gli esami dimostrano la presenza del virus, quando vi è il sospetto clinico di malattia in attesa degli esami virali, quando i neonati sono senza sintomi ma vi sono evidenti lesioni materne da Herpes virus. La cura va iniziata con antivirale a un dosaggio adeguato alla gravità della malattia.

La durata della terapia dipende dal tipo di infezione: nelle forme localizzate si tratta per un minimo di 14 giorni, nelle forme disseminate o con interessamento del Sistema Nervoso Centrale (SNC) si tratta per un minimo di 21 giorni. La terapia antivirale è ben tollerata nella maggior parte dei neonati. Se la terapia con Aciclovir non è disponibile, può essere sostituita con Ganciclovir come prima linea e con Foscarnet come seconda linea.

Il trattamento della malattia ricorrente prevede la somministrazione per via orale di Aciclovir.
Alle cure generali si aggiungono i trattamenti locali in caso di lesioni oculari, che prevedono uno stretto controllo oculistico data la loro gravità.

Il rischio di infezione dopo la nascita si può prevenire con un approfondito dialogo con la famiglia (counseling familiare).
I neonati esposti nel periodo neonatale devo essere controllati attentamente nel tempo. I neonati senza sintomi ma con storia di esposizione devo essere sottoposti a esami che possano rilevare la presenza di una infezione asintomatica.

 

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  • A cura di: Annalisa Grandin
    Unità Operativa di Malattie Infettive ad Alta Complessità
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 19  Agosto 2022 


 
 

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