Sesta malattia (esantema critico o subitum) e HHV-6

Malattia esantematica della prima infanzia, caratterizzata da febbre alta, raffreddore, irritabilità, diarrea, vomito e congiuntivite 

L'Herpesvirus umano 6 (Human herpesvirus 6, HHV-6) è un Betaherpesvirus appartenente alla famiglia degli Herpesviridae. È stato scoperto nel 1986 in pazienti affetti da AIDS che presentavano una malattia linfoproliferativa, Il virus si replica all'interno dei linfociti T attivati e, come altri herpes virus, dopo l'infezione primaria determina un'infezione latente. Il virus si riattiva periodicamente da questo stato di latenza e il DNA dell' Herpesvirus umano 6 può essere evidenziato nel sangue. La riattivazione nei soggetti con un sistema immunitario che funziona normalmente (immunocompetenti) non provoca sintomi, mentre in coloro che presentano uno stato clinico di depressione immunologica (soggetti immunocompromessi) può portare a una serie di complicanze.
Esistono due specie di Herpesvirus umano 6: A e B (HHV-6A e HHV-6B). 
Herpesvirus umano 6 B(HHV6B) è l'agente eziologico dell'esantema subitum o roseola infantum o VI malattia, una delle malattie esantematiche tipiche della prima infanzia ed è implicato nella maggior parte delle infezioni che avvengono nei primi due anni di vita. Poco si conosce invece sull'epidemiologia e le manifestazioni cliniche dell' Herpesvirus umano 6 A (HHV-6A).
L’infezione è diffusa in tutto il mondo, nei paesi industrializzati gli adulti che si sono infettati con l'Herpesvirus umano 6 sono più del 70%.

Il contagio avviene attraverso il contatto diretto con la saliva oppure per via aerea tramite le goccioline respiratorie. La trasmissibilità della sesta malattia è massima durante la fase febbrile.
È possibile la trasmissione perinatale, mentre non è stata descritta la trasmissione tramite il latte materno.
I lattanti di età compresa tra i 6 ed i 24 mesi rappresentano la categoria più a rischio di contrarre la VI malattia. In genere, i bambini al di sotto dei sei mesi non sono colpiti dall' Herpesvirus umano 6 perché hanno anticorpi specifici trasmessi dalla madre durante la gravidanza.
È raro - ma non impossibile - che la sesta malattia si presenti tra gli adulti: in questo caso i sintomi sono più importanti. Le probabilità d'insorgenza della malattia aumentano quando il soggetto è affetto da HIV/AIDS, ha subìto un recente trapianto d'organo o, più in generale, quando il suo sistema immunitario è depresso.
Sembra anche che l'Herpesvirus umano 6 possa avere un ruolo nella sclerosi multipla, infatti il virus è in grado di infettare gli oligodendrociti, che sono le cellule coinvolte nei meccanismi che conducono alla sclerosi multipla. Ci sono molti dati scientifici che documentano come l’Herpesvirus umano 6 possa avere un ruolo nel peggiorare l'evoluzione dei questa malattia.

Nella fase che precede la comparsa dell'eruzione cutanea (esantema) i sintomi della sesta malattia iniziano con febbre alta, che talvolta sfiora i 41°C, della durata di 2-4 giorni accompagnata da marcata irrequietezza, agitazione, pianto, mal di gola, irritabilità, raffreddore, congiuntivite, vomito, diarrea, nausea, e a volte convulsioni febbrili. Non è raro che, in concomitanza con questi sintomi, al paziente venga diagnosticata anche una linfoadenopatia diffusa, vale a dire un ingrossamento della maggior parte dei linfonodi palpabili (al collo, alle ascelle, all'inguine). Tali sintomi regrediscono in 3 o 4 giorni. Al termine di questo primo periodo, inizia la fase esantemica, che si presenta con la comparsa di macule e papule rossastre diffuse, delle dimensioni di 2-3 mm, per lo più isolate. Macule e papule sono localizzate al tronco, più raramente anche alla radice degli arti, durano di regola meno di 48 ore e in un terzo dei casi sono accompagnate, come nella rosolia, da linfoadenopatia retro-occipitale (ingrossamento dei linfonodi che si trovano nella parte posteriore del collo). Dopo uno o due giorni l’esantema scompare senza provocare desquamazione (a differenza della quarta malattia).
L'infezione da Herpesvirus umano 6 può colpire anche l'adulto, come prima infezione o come riattivazione (in corso di depressione immunitaria) della malattia endogena, e in questi casi ha in genere un'espressività maggiore (sindrome simil-mononucleosica).

La diagnosi della sesta malattia è basata sulla clinica (tre giorni di febbre elevata, scomparsa della febbre e comparsa del rash cutaneo). Le indagini di laboratorio (ricerca degli anticorpi diretti contro il virus HHV6 e ricerca del DNA virale con la PCR su sangue), raramente sono necessarie a meno che il paziente non sia immunocompromesso o, se con un sistema immunitario che funziona normalmente, presenti quadri clinici complicati (es. meningoencefalite). In questo caso la diagnosi certa di infezione da l’Herpesvirus umano 6 è importante per una eventuale terapia.

Il periodo di incubazione del virus Herpesvirus umano 6 è di 5-10 giorni, seguito dalla fase pre-esantemica con i sintomi caratteristici: febbre che dura 2-4 giorni, usualmente molto elevata, con marcata irrequietezza, agitazione, pianto, a volte ipertensione della fontanella, a volte convulsioni febbrili, a volte segni di interessamento delle mucose, dall’otite alla tosse, alla diarrea. Successivamente si presenta l'esantema che segue di poche ore la scomparsa spontanea della febbre; l’esantamea scompare in 48 ore. 

 

Sebbene la sesta malattia abbia un decorso benigno nella maggior parte dei casi, non mancano possibili complicanze: nei soggetti predisposti, la febbre alta può essere responsabile di convulsioni febbrili, caratterizzate da tensione della massa muscolare, irrigidimento degli arti e perdita di conoscenza. A seguito della sesta malattia, sono statti descritti rari casi di meningoencefalite, epatite e sindromi simil-mononucleosi.

L'infezione da Herpesvirus umano 6 ha un andamento benigno, si risolve spontaneamente e non richiede alcun trattamento specifico. Le cure che si utilizzano sono volte ad alleviare i sintomi (terapia sintomatica). Eventuali complicanze a carico dell'apparato respiratorio (sovrainfezioni batteriche) possono essere trattate con antibiotici. Consigliati gli antipiretici (paracetamolo), per ridurre la temperatura corporea.
Quando la sesta malattia si complica con le convulsioni febbrili, il medico può consigliare il Diazepam o altri farmaci anticonvulsivanti.
Nel paziente immunocompromesso o nelle forme complicate, quali la meningoencefalite, è possibile utilizzare delle terapie antivirali specifiche (Ganciclovir, Aciclovir).

Non esiste alcuna misura preventiva efficace, né vaccini contro la sesta malattia.

 

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  • A cura di: Laura Cursi
    Unità Operativa di Malattie Infettive e Immunoinfettivologia
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 20 aprile 2022


 
 

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