Coronavirus: attivo il servizio di consulenze vaccinali a distanza

Il numero 06 6859 4087 è attivo per rispondere a tutte le richieste di informazioni e consigli in materia di vaccinazioni
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20 aprile 2020

L'emergenza coronavirus che sta assorbendo l'attenzione delle famiglie in questo periodo non deve far dimenticare le attività necessarie a prevenire altre e non meno gravi patologie. Per aiutare i genitori ad orientarsi, il Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero del Bambino Gesù mette a disposizione un servizio di consulenze vaccinali a distanza con la collaborazione del reparto di Pediatria generale e malattie infettive e il Centro vaccinazioni

Il numero da contattare - 06 6859 4087 - è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00, per rispondere a tutte le richieste di informazioni e consigli in materia di vaccinazioni, con particolare riguardo ai casi di bambini affetti da patologie croniche e/o complesse. Il servizio resta attivo anche dopo la ripresa delle attività ambulatoriali dell'Ospedale di giovedì 28 maggio.  

Qualora gli esperti del Bambino Gesù ritengano sia opportuno procedere ad una vaccinazione, ai genitori verrà dato un appuntamento entro un termine di 48-72 ore dal contatto telefonico. Essi dovranno recarsi, nel giorno e orario concordati, nella sede di San Paolo del Bambino Gesù, dove verranno somministrati il vaccino o i vaccini adeguati alla storia clinica del bambino (secondo la convenzione con il Servizio sanitario nazionale) in regime di Ambulatorio protetto o Day Hospital "Vaccini a rischio".

«L'obiettivo – spiega il prof. Paolo Rossi, direttore del Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero del Bambino Gesù - è tranquillizzare le famiglie sulla sicurezza degli ambienti ospedalieri anche in questo periodo di emergenza sanitaria ed evitare il rischio che possano lasciare senza protezione i figli nei confronti di malattie potenzialmente letali». In questo modo: «Potremo scongiurare la possibilità che, superata l'emergenza COVID-19, ci si ritrovi ad affrontare altre epidemie, magari di morbillo, causate da una nuova riduzione delle coperture vaccinali».