Tiroidite autoimmune

Si tratta di un processo infiammatorio che colpisce la ghiandola della tiroide. Ecco le cause, i sintomi e i rischi.
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05 dicembre 2016

CHE COS'E'?

Si definisce tiroidite autoimmune un processo infiammatorio della ghiandola tiroide dovuto a produzione di anticorpi e di linfociti diretti contro la stessa ghiandola. È la più comune patologia tiroidea ad insorgenza postnatale dell'età pediatrica (circa il 2-3% dei soggetti in età scolare), con prevalenza del sesso femminile. È rara al di sotto dei 6 anni e la frequenza aumenta in età adolescenziale.
 

LA CAUSA

La causa scatenante è sconosciuta anche se esiste una suscettibilità familiare. Il fenomeno preponderante è la produzione di autoanticorpi rivolti contro alcune componenti della tiroide e l'infiltrazione del tessuto ghiandolare da parte di cellule del sistema immunitario (linfociti). Ciò determina un progressivo danno a carico della tiroide. 

La produzione di autoanticorpi diretti contro le cellule tiroidee può essere associata ad altre malattie autoimmunitarie relativamente comuni nell'età pediatrica quali artrite reumatoide, LES, vitiligo, diabete di tipo I, malattia celiaca.
 

I SINTOMI

La tiroidite può presentarsi senza alcun sintomo, pertanto è una malattia difficile da scoprire e valutare. La comparsa di una tumefazione della regione anteriore del collo giustifica il sospetto clinico. Talvolta, nelle prime fasi, vi può essere una transitoria iperfunzione della tiroide (per la massiva distruzione di tessuto tiroideo ed immissione in circolo di ormoni) che determina alcuni sintomi:
- dimagrimento;
- tremori;
- accelerato battito cardiaco; 
- insonnia. 

La funzione tiroidea può tornare alla norma per un lungo periodo di tempo ed in seguito divenire insufficiente (ipotiroidismo) con una serie di sintomi clinici che dipendono dall'età del soggetto:
- riduzione della velocità di crescita staturale; 
- aumento di peso;
- stato di sonnolenza ed apatia.
 

I RISCHI

La tiroidite ha un decorso in generale benigno e privo di rischi. Raramente, il mancato riconoscimento di uno stato di ipertiroidismo (comunque transitorio, almeno di regola) può esporre il soggetto al rischio di insorgenza di disturbi cardiaci; il mancato trattamento di un sopraggiunto stato di ipotiroidismo conclamato interferisce sulla crescita e sullo sviluppo.
 

A COSA DEVE FARE ATTENZIONE UN GENITORE

Possono rappresentare segni clinici di tiroidite:
- aumento di volume del collo;
- rallentamento della velocità di crescita staturale;
- incremento ponderale.

Uno stato di agitazione con tachicardia ed insonnia può essere la spia di uno stato di iperfunzione tiroidea.
 

QUALI ACCERTAMENTI ESEGUIRE

È bene che gli accertamenti vengano suggeriti e coordinati da un centro specializzato di endocrinologia pediatrica. Comprendono di solito:
- esami del sangue; 
- esami ematici ormonali (TSH, FT4, FT3, anticorpi);
- ecografie.
 

LA TERAPIA

La terapia è orientata nel ristabilire una normale funzionalità della tiroide, nelle fasi di malattia in cui ve ne fosse la necessità, mediante l'utilizzo di farmaci che siano in grado di sostituire la produzione degli ormoni tiroidei o di inibirne l'eccessiva secrezione.


a cura di: Dott. Marco Cappa
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute