Artrite Settica

È un'infezione a carico di un'articolazione che può essere causata da un gran numero di batteri 

Si definisce artrite settica un'infezione a carico di un'articolazione (caviglia, ginocchio, anca, spalla, etc.) dovuta alla presenza di microrganismi patogeni che invadono la membrana e il liquido sinoviale (liquido mucoso contenuto nelle articolazioni), che di regola è sterile. Le infezioni osteoarticolari sono in costante aumento e rimangono una significativa causa di malattia nei bambini di tutto il mondo. L'incidenza della malattia è meno frequente dell'osteomielite, con cui però qualche volta può coesistere, ed è di 1-2 casi /100.000 bambini, anche se sembra sottostimata per l'assenza di registri internazionali. La diagnosi tempestiva e un trattamento adeguato rimangono sempre di primaria importanza per ridurre al minimo gli esiti, vale a dire i reliquati inattivi e permanenti di questa malattia. 

L'artrite settica può essere causata da un gran numero di batteri. La causa più comune è lo stafilococco (Staphylococcus aureus). Altri batteri frequentemente in causa sono lo Streptococcus pyogenes, la Kingella kingae, la Borrelia.
I batteri possono penetrare nell'organismo e raggiungere l'articolazione in molti modi:

  • In seguito a traumi;
  • Da ferite infette;
  • Con oggetti estranei che penetrano nella pelle;
  • Da infezioni in altre parti del corpo come nel caso di otiti o tonsilliti.

L'artrite settica può interessare qualsiasi articolazione, ma il ginocchio, la caviglia e l'anca sono le localizzazioni più frequenti.
I sintomi dell'artrite settica possono essere variabili e comprendere: 

  • Dolore dell'area sede dell'infezione;
  • Febbre (spesso anche brividi);
  • Tumefazione dell'articolazione con arrossamento della cute che diventa spesso calda;
  • Limitazione funzionale dell'articolazione colpita dall'infezione che può manifestarsi sotto forma di zoppia.

Il medico diagnostica l'artrite settica sulla base della storia medica del bambino, della visita e di alcuni accertamenti:

  • L'emocromo (esame emocromocitometrico) dimostra un aumento del numero di globuli bianchi e in particolare dei neutrofili;
  • Gli esami del sangue dimostrano un aumento degli indici di flogosi, in particolare della VES e della PCR;
  • Le colture del sangue (emocolture), la raccolta del liquido sinoviale o del pus possono permettere di scoprire il microrganismo che causa l'artrite nel 50-70% dei casi sia con tecniche microbiologiche classiche che con la ricerca del materiale genetico del batterio con la Polymerase Chain Reaction (PCR);
  • La radiografia tradizionale deve essere sempre eseguita, anche se generalmente è negativa, perché permette di distinguere fratture o processi tumorali;
  • L'ecografia è l'esame di prima scelta, che permette di valutare la presenza di versamento (aumento di volume del liquido sinoviale).
  • La risonanza magnetica (RM) è l'esame di scelta per ottenere immagini molto dettagliate.

La terapia deve essere il più tempestiva possibile. Si consiglia in genere il drenaggio dell'articolazione infetta (artrocentesi) e nell'attesa degli esami colturali va iniziata la terapia empirica con antibiotici che deve essere scelta in base all'età del paziente, al sito dell'infezione, allo spettro d'azione degli antibiotici più efficaci e ai microrganismi che causano più frequentemente l'artrite nella zona in cui vive il bambino.

Nelle artriti non complicate la terapia per via endovenosa o intramuscolare (terapia parenterale) viene effettuata per 6-10 giorni seguita poi da quella orale per un totale di 3-4 settimane. Non ci sono dati sufficienti per stabilire i tempi di passaggio dalla terapia parenterale a quella orale: il passaggio va effettuato in base al decorso clinico e alla riduzione degli indici di flogosi.
In presenza di raccolte ascessuali oppure di fronte a una mancata risposta alla terapia medica, occorre ricorrere all'intervento chirurgico. 

Nel caso di comparsa di tumefazioni dolenti a carico degli arti, febbre, zoppia o limitazione dei movimenti, si consiglia di rivolgersi al proprio pediatra di fiducia o ai centri specializzati nella diagnosi e cura delle infezioni osteoarticolari.
Non esistono misure standard per prevenire l'artrite settica, tranne l'igiene e la disinfezione accurata in caso di ferita cutanea, per evitare l'ingresso di agenti patogeni in sede articolare.

La probabilità che il bambino raggiunga un pieno recupero dipende dalla precocità della diagnosi, dalla scelta iniziale degli antibiotici, dal sito d'infezione, dalla durata del trattamento e soprattutto dall'intervallo di tempo tra la comparsa dei sintomi e l'inizio della terapia.

 

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  • A cura di: Andrzej Krzysztofiak
    Unità Operativa di Pediatria Generale e Malattie Infettive
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 07 gennaio 2021


 
 

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