Chlamydia

Le infezioni da Chlamidia possono venir causate da tre germi differenti che provocano vari sintomi tra cui congiuntivite e polmonite 

Le Clamidie sono batteri che entrano nelle cellule della mucosa orale, nasofaringea, genitale, urinaria, e oltre a dare lesioni della cute, causano lo sviluppo di malattie infettive. Tre specie di Clamidie causano malattie nell'uomo: 

  • Chlamydia Pneumoniae: infezione a trasmissione da uomo a uomo; causa prevalentemente bronchite, polmonite e faringite;
  • Chlamydia Psittaci: ornitosi (malattia trasmessa dagli uccelli), che causa una malattia anche nell’uomo. Può essere asintomatica o causare sintomi simili all’influenza;
  • Chlamydia Trachomatis: infezione a trasmissione sessuale che, contratta in gravidanza, può essere trasmessa al feto.
  • Chlamidia Pneumoniae: colpisce più frequentemente i bambini in età scolare e gli adolescenti (SOPRATTUTTO soprattutto tra i 5 e i 15 anni). I primi sintomi compaiono dopo 3-4 settimane dall’esposizione al batterio. Può presentarsi con raffreddore, mal di gola, abbassamento della voce, raucedine e polmonite. Di norma la tosse dura per 2-6 settimane ma talvolta continua anche per mesi. La febbre è moderata mentre la polmonite è frequente;
  • Chlamydia Psittaci: si presenta con febbre, tosse secca, difficoltà a respirare, polmonite. I sintomi generali descritti sono: brividi, dolori muscolari e cefalea. L'infezione può provocare un'infiammazione del cervello, cuore (endocardite) e del fegato. La malattia può continuare oltre il mese, con frequenti ricadute e re-infezioni. La convalescenza, con il ritorno in buona salute,  può superare i 3/6 mesi;
  • Chlamidia Trachomatis: è una malattia a trasmissione sessuale. In gravidanza la probabilità di trasmissione al feto è circa del 50%; avviene durante il parto spontaneo. Dopo 5-12 giorni dalla nascita possono comparire congiuntivite (nel 25-50% dei casi), arrossamento e gonfiore degli occhi, che possono protrarsi per 1-2 settimane, spesso più a lungo. La polmonite si presenta all'età di 1-3 mesi (nel 5-30% dei casi), con difficoltà respiratorie e colpi di tosse isolati e ravvicinati, separati da una breve inspirazione ma senza l'urlo tipico della pertosse. Non compare febbre; gli atti respiratori arrivano a 50-60 al minuto. Dopo la pubertà l’infezione colpisce l’apparato genitale e urinario; può causare infiammazione cronica e ferite. Il tracoma consiste in una cherato-congiuntivite cronica con formazione di cicatrici estese e perdita della vista nell’1-15 % dei casi. 

Il sospetto si basa principalmente sulla storia dei sintomi del bambino. La conferma si avvale di test di laboratorio per la ricerca del germe o la presenza di anticorpi specifici. L'infezione da Chlamidia pneumoniae viene tipicamente sospettata dai risultati di una radiografia del torace. È molto caratteristica di questa infezione la presenza, insieme alla polmonite, dei sintomi di laringite come raucedine e abbassamento di voce. L'esame di laboratorio più adatto per dimostrare la presenza del germe è l'amplificazione genica (PCR).
La conferma diagnostica di infezione da Chlamidia psittaci è piuttosto problematica. Sono relativamente pochi i laboratori attrezzati per effettuare la ricerca del germe, che peraltro può restituire risultati non certi: di fatto, il test che fornisce i migliori risultati in tempi brevi è la ricerca del materiale genetico del germe con l'amplificazione genica (PCR).
Per la conferma diagnostica della congiuntivite neonatale da Chlamidia Trachomatis è necessario che personale esperto esegua un tampone della congiuntiva dell’occhio per verificare la presenza del germe con tecniche microbiologiche. Importante è precisare la diagnosi della congiuntivite del neonato (C. Trachomatis e N. Gonorreae). Per la conferma della polmonite da Chlamydia Trachomatis il materiale da analizzare va prelevato dal nasofaringe oppure, nei casi più gravi, dalla trachea o tramite biopsie polmonari.

Tutte le infezioni da Chlamidia (Psittaci, Pneumoniae e Trachomatis) vanno curate con eritromicina etilsuccinato per 14 giorni oppure azitromicina per 3 giorni. Alla nascita viene utilizzato un collirio antibiotico per evitare lo sviluppo della congiuntivite del neonato. È necessario il follow-up a distanza di 3 mesi per escludere possibili recidive. Le polmoniti, se gravi, possono richiedere il ricovero in terapia intensiva e l'intubazione con ventilazione assistita.

  • Chlamydia Pneumoniae: per ridurre le probabilità di contagio tramite tosse, starnuti e contatti fisici non evitabili, è bene lavarsi accuratamente le mani. In presenza di polmonite sono necessarie misure di isolamento;
  • Chlamydia Psittaci: gli uccelli domestici vanno curati e la gabbia va pulita, con la precauzione costante di lavarsi attentamente le mani con acqua corrente e sapone dopo essere venuti a contatto con gli uccelli o i loro escrementi;
  • Chlamidia Trachomatis: poiché nel 50% dei casi la trasmissione al neonato avviene durante il parto spontaneo, occorre diagnosticare il prima possibile le infezioni in gravidanza. Si individua il materiale genico del germe con PCR su urine (primo getto) o su tampone vaginale in modo da definire la terapia antibiotica più adeguata. 

 

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  • A cura di: Anna Quondamcarlo
    Unità Operativa di Malattie Infettive e Immunoinfettivologia
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Ultimo Aggiornamento: 24 novembre 2021


 
 

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