Raffreddore

Malattia infettiva che provoca una infiammazione delle prime vie respiratorie. Dura circa 3/4 giorni, è abbastanza contagioso, ma fortunatamente poco grave  

Il raffreddore è un'infiammazione delle mucose delle prime vie respiratorie causata da virus detti respiratori. È una malattia infettiva molto contagiosa, ma fortunatamente poco grave.

Il raffreddore può essere provocato da più di 200 virus respiratori diversi ed è per questo che ci si può ammalare più volte durante una stagione; i virus più frequenti sono i rhinovirus (ne sono noti almeno 110), i virus dell'influenza, i coronavirus, il virus respiratorio sinciziale. In genere, il periodo di maggior contagio è l'inverno. Il freddo non è una causa di raffreddore, ma blocca il principale meccanismo di difesa nei confronti del virus, cioè il movimento delle ciglia presenti sulle cellule della mucosa che normalmente provoca l'espulsione di qualunque materiale entrato all'interno del naso, virus compresi. Quando l'aria è troppo fredda, le ciglia non riescono a muoversi come dovrebbero e si creano le condizioni ideali per l'instaurarsi dell'infezione virale. Inoltre, in inverno, si trascorre più tempo in ambienti chiusi e affollati dove i virus possono circolare e contagiare più facilmente.

I sintomi del raffreddore sono:

  • Naso chiuso;
  • Secrezioni nasali chiare (sierose) o giallognole (mucose);
  • Tosse;
  • Starnuti;
  • Sensazione di stanchezza;
  • Cefalea.

Generalmente il raffreddore non ha complicanze e dura circa 3/4 giorni. Tuttavia, può rappresentare la prima fase di un'infezione delle basse vie respiratorie. Inoltre, la diffusione alle mucose dei seni paranasali e alle orecchie, può dar luogo a complicanze quali sinusite e otite. Maggiore attenzione va posta alla comparsa di raffreddore nei neonati e nei lattanti. Alcuni virus responsabili del comune raffreddore nei lattanti come il virus respiratorio sinciziale, i rhinovirus, i virus influenzali e paranifluenzali, possono raggiungere facilmente i bronchi dando luogo a una infezione respiratoria che si chiama bronchiolite. In caso di raffreddore sotto i 6 mesi di età è importante controllare l'alimentazione e la possibile comparsa di tosse insistente o di difficoltà respiratoria.

La diagnosi di raffreddore è clinica, basata sui sintomi. Solitamente non sono necessari esami microbiologici di laboratorio per individuare il virus responsabile. 
La congestione nasale rappresenta, però, uno dei sintomi del COVID 19 e distinguerlo dal comune raffreddore non è sempre facile. Pertanto, quando si ha il raffreddore insieme a tosse, malessere, febbre, perdita di olfatto e/o gusto e/o qualora ci fosse storia di un contatto con un paziente risultato positivo è importante consultare il medico per valutare se è necessario effettuare il tampone nasofaringeo per la diagnosi di SARS-CoV-2.
In caso di neonati o lattanti è sempre meglio andare dal pediatra per una visita per escludere un coinvolgimento delle basse vie respiratorie e/o di altre complicanze.

Il raffreddore guarisce spontaneamente sebbene possa durare anche diversi giorni. La terapia è mirata ai sintomi. Fino a che i bambini non sono in grado di soffiarsi il naso autonomamente, è opportuno procedere a lavaggi nasali. Questi possono essere effettuati con una siringa (senza ago) riempita di soluzione fisiologica, oppure utilizzando apparecchi che si trovano in farmacia. Lo scopo della terapia è quello di aiutare il bambino a liberarsi dalle secrezioni. Essendo una malattia virale, l'uso di antibiotici non è raccomandato. L'allattamento materno va proseguito.
È fondamentale mantenere una adeguata idratazione. Bere molto serve a ripristinare le perdite di acqua che si possono verificare con la febbre e con la tosse. È inoltre importante che il bambino riposi a casa, il che non significa necessariamente stare a letto, ma evitare per qualche giorno di andare a scuola. Questo servirà a non diffondere il contagio e a ridurre i contagi in una fase in cui il bambino può essere più fragile.

È opportuno consultare il pediatra in caso di comparsa di febbre, tosse, perdita di olfatto e/o gusto e/o mal di gola. Il ricovero può essere indicato per l'osservazione clinica nei bambini molto piccoli, in quanto la presenza di secrezioni nasali può essere un ostacolo per una corretta alimentazione e per l'indispensabile ossigenazione.

La trasmissione del raffreddore avviene tramite il contatto diretto con le secrezioni delle persone infette ma anche dal contatto con goccioline di saliva che possono diffondersi per via aerea in caso di starnuti o tosse e depositarsi sulle superfici. Per la corretta igiene (lavaggio) delle mani è opportuno utilizzare acqua e sapone per almeno un minuto o detergenti specifici per circa 20 secondi. Il lavaggio delle mani rappresenta la prima e più importante forma di prevenzione e riduce drasticamente il contagio. Inoltre, durante i mesi di massima diffusione dei virus che causano raffreddore è opportuno evitare luoghi particolarmente affollati.

 

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  • A cura di: Anna Chiara Vittucci
    Unità Operativa di Pediatria Generale
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 15 dicembre 2021


 
 

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