La musicoterapia al Bambino Gesù

Un servizio che si prende cura del benessere dei pazienti e delle famiglie attraverso la musica

Il servizio di musicoterapia porta nelle stanze di degenza dell’Ospedale suono, ritmo, melodia e armonia con l’obiettivo di prendersi cura delle necessità fisiche, emozionali, sociali e cognitive di chi vive un percorso di cura.

È noto da tempo come la musica possa agire sugli stati d’animo, in virtù delle sue proprietà rilassanti o, al contrario, stimolanti. Più di recente le capacità degli elementi musicali vengono utilizzate come una “terapia complementare”, soprattutto durante il periodo di ospedalizzazione, per renderlo meno difficile e per aiutare a ottenere un recupero ottimale.

La musicoterapia al Bambino Gesù viene adattata all’età e alle esigenze di ciascun paziente grazie al lavoro di musicoterapisti esperti. Per questo le attività che si possono svolgere durante una seduta possono essere diverse: dall’ accompagnamento durante procedure invasive, come tecnica di rilassamento o distrazione, allo studio di uno strumento musicale; dall’attività di scrittura delle canzoni, all’improvvisazione e all’ascolto terapeutico con la rielaborazione delle emozioni grazie al musicoterapeuta e ad altre figure sanitarie di riferimento.
Per la buona riuscita del lavoro musicoterapico e raggiungere gli obiettivi individuali, infatti, è fondamentale un lavoro di équipe, in particolare con psicologi, pedagogisti, educatori, fisioterapisti, disfagisti e counselor.

Il lavoro viene modulato in base alle fasce d’età:

  • Dall’ età neonatale fino ai 2 anni l’obiettivo è quello di offrire momenti di rilassamento al bambino, essere presente durante operazioni invasive (prelievi, medicazioni ecc.) e regalare ricordi positivi ai genitori
  • Dai 3 ai 5 anni si utilizza l’elemento sonoro per offrire al bambino momenti di normalità, utilizzando canzoni che conosce, cercando di inserire durante la seduta sempre il caregiver di riferimento
  • Dai 6 ai 10 anni si può iniziare anche a insegnare uno strumento musicale: questo aspetto non è da sottovalutare in quanto permette al bambino di uscire dall’Ospedale con una competenza in più, offrendogli così l’idea diversa di ospedalizzazione
  • Dagli 11 ai 14 anni si inizia a lavorare con attività di songwriting, la scrittura di canzoni, oltre che con attività canore e strumentali. L’obiettivo è quello di permettere al ragazzo l’esternazione di paure, desideri, sogni
  • Dai 14 anni in poi è fondamentale lavorare sul percorso ospedaliero. Le sedute possono essere di:
    • Ascolto musicale terapeutico: attività che permette, durante l’ascolto di brani pensati ad hoc per suscitare determinate emozioni, ricordi e sensazioni, di tirar fuori tutto quello che il paziente sente dentro, per poi rielaborarlo insieme al Musicoterapeuta e alle altre figure sanitarie di riferimento
    • Improvvisazione musicoterapica: tecnica che permette, attraverso l’occhio clinico del musicoterapeuta, di tirar fuori ciò che prova il paziente attraverso l’utilizzo dell’elemento sonoro: sta poi al terapeuta apportare modifiche comportamentali ed emozionali attraverso l’utilizzo degli elementi sonori quali timbro, dinamica, ritmo.
    • Songwriting: questa tecnica, che consiste nello scrivere un inedito sulla base di ciò che esce fuori dopo un ascolto musicale terapeutico, offre al paziente la possibilità di tirar fuori il suo vissuto inserendolo nella canzone. Il brano, poi, viene arrangiato e donato al paziente come ricordo positivo dell’ospedalizzazione.

La seduta di musicoterapia al letto del paziente può essere di tipo relazionale con l’obiettivo di entrare in contatto con le proprie emozioni ed elaborarle, o riabilitativa, nel caso sia di supporto al lavoro di fisioterapisti, disfagisti e logopedisti e rende il lavoro meno doloroso e fastidioso, attraverso lavori d'immaginazione guidata in musica, canzoni e ascolti musicali, facendo concentrare il paziente sull’elemento sonoro.

Nel campo della musicoterapia relazionale gli obiettivi sono:

  • Offrire al paziente un’idea diversa di ospedalizzazione;
  • Migliorare la qualità di vita;
  • Aumentare le sue capacità di resilienza e/o relazione attraverso l’elemento sonoro;
  • Distaccarsi dall’ambiente ospedaliero attraverso attività di songwriting, ascolto musicale terapeutico e lezioni di strumento;
  • Tirar fuori le emozioni del paziente e della famiglia ed elaborarle;
  • Offrire al personale sanitario uno strumento di relazione con il paziente;
  • Dare senso al dolore.

Nel campo della musicoterapia riabilitativa gli obiettivi sono:

  • Supportare Fisioterapisti, Disfagisti e Logopedisti nel loro lavoro attraverso attività musicoterapiche che favoriscano e facilitino il lavoro riabilitativo;
  • Migliorare la motivazione nei pazienti attraverso l’utilizzo di strumenti musicali, canzoni ed elementi sonori;
  • Aumentare le capacità comunicative dei pazienti con disabilità intellettive e/o motorie;
  • Tirar fuori e rielaborare le emozioni e gli stati d’animo del paziente e della famiglia attraverso il non-verbale

Il servizio di musicoterapia è pensato per i pazienti che vivono un percorso di cura in Ospedale di tutte le età, dai neonati agli adolescenti, ma anche a chi si prende cura di loro (caregiver). 

Per programmare una seduta di musicoterapia mentre vi trovate in Ospedale potete chiedere al personale sanitario dell’Unità Operativa. Il servizio è attivo nelle sedi del Gianicolo, di Palidoro e di Santa Marinella.

 




 
 

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