Chirurgia cranio-maxillo-facciale

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18 novembre 2016


CHE COS'È?

Con il termine di chirurgia cranio-maxillo-facciale si intende quella specialità che si occupa della correzione chirurgica delle anomalie dello scheletro dell'estremo cefalico.    
Tali anomalie possono essere classificate nel seguente modo:
- congenite;
- post-traumatiche;
- secondarie a tumori benigni e/o maligni.

Tra le anomalie congenite vanno considerate:
- le malocclusioni secondarie all'anomalo sviluppo del mascellare superiore: progenismo (III classe di Angle), morso aperto (II classe di Angle);
- le malocclusioni secondarie alle labiopalatoschisi;
- le anomalie di sviluppo della mandibola e della faccia nella sindrome del I e II arco branchiale (Sindrome oto-mandibolare, Sindrome di Franceschetti);
- le craniostenosi non sindromiche (plagiocefalia, trigonocefalia);
- le craniofaciostenosi sindromiche (M. di Crouzon, S. di Apert, S. di Pfeiffer).

Tra le patologie traumatiche vanno considerate:
- il trattamento acuto delle fratture della faccia, isolate o in forma complessa, coinvolgenti la volta cranica;
- il trattamento delle deformità conseguenti a pregresse fratture della faccia.

La patologia tumorale coinvolge direttamente la chirurgia cranio-maxillo facciale in caso di neoplasie che originano dall'osso (osteomi, condromi, sarcomi) o indirettamente quando la lesione occupa una delle cavità della faccia, come la cavità orbitaria. In questo caso lo scopo della chirurgia cranio-maxillo-facciale è quello di collaborare con altri specialisti per dare loro accesso alla sede del tumore da asportare. 
 

LA DISTRAZIONE OSTEOGENETICA

La chirurgia cranio-maxillo-facciale si avvale di una metodica di recente applicazione a livello dello scheletro della faccia, la distrazione osteogenetica. Questa metodica è nata in Russia con Ilizarov, nella seconda metà del secolo scorso, per ottenere l'allungamento delle ossa degli arti inferiori.
Viene oggi applicata a livello della faccia in caso di gravi malformazioni cranio-facciali (Labiopalatoschisi, S. di Apert, M. di Crouzon), quando cioè le metodiche tradizionali non sono attuabili per il rischio di vita del paziente o per l'impossibilità di ottenere un risultato stabile nel tempo, per ottenere:
- un allungamento della mandibola e l'avanzamento del mascellare superiore;
- un allungamento di tutto il complesso fronto-orbito-mascellare (monoblocco).

Questa metodica ci permette di intervenire precocemente e non più a fine crescita come era d'obbligo alcuni anni or sono. Ne consegue che oggi possiamo non soltanto correggere presto quasi tutte le anomalie di sviluppo ma, soprattutto, possiamo prevenire e/o limitare gli effetti negativi che l'alterato accrescimento di un distretto scheletrico della faccia può provocare sugli altri.


a cura di: Dott. Stefano Latorre
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute