Lo Pneumococco

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07 maggio 2017

COS'È

Lo Streptococcus pneumoniae, comunemente detto pneumococco, è un batterio ricoperto da uno strato di "zuccheri" (i polisaccaridi) chiamato capsula: a seconda dei polisaccaridi presenti nella capsula: a seconda dei polissacaridi presenti nells capsula, si riconoscono oltre 90 sierotipi di pneumococco, alcuni inoffensivi, altri invece che frequentemente provocano malattie.

Questo microbo si trova generalmente nella gola o nel naso senza dare alcun sintomo. Può essere causa di malattie anche non gravi, come otiti, sinusiti, bronchiti. Meno frequentemente può invadere polmoni, sangue o raggiungere le meningi ed essere responsabile di meningiti, polmoniti o infezioni diffuse a tutto l'organismo (sepsi).
Lo pneumococco è responsabile di circa un terzo di tutte le otiti medie acute e di molte sinusiti del bambino. 
 

COME SI TRASMETTE

Gli pneumococchi si trasmettono da persone malate o portatori sani, di solito attraverso l'aria, con le goccioline di saliva emesse, ad esempio, con tosse o starnuti.  Circa il 5-10% degli adulti e il 20-40% dei bambini sani ospitano nel naso-faringe lo pneumococco (portatori sani).

Specialmente in inverno e all'inizio della primavera, lo pneumococco si trova comunemente nel tratto respiratorio umano senza però causare alcuna malattia. Quando le difese immunitarie si indeboliscono, il batterio può diffondersi anche ad altre aree del corpo generando una risposta immunitaria che si manifesta con i sintomi della malattia. Tanto più invasiva è l'azione del batterio, tanto più grave è la malattia generata.

Le infezioni virali delle alte vie respiratorie, come l'influenza, predispongono all'infezione da pneumococco. Le infezioni pneumococciche si vericano soprattutto nel periodo invernale in cui le patologie respiratorie sono più comuni. Il periodo di incubazione varia a seconda del tipo di infezione e può durare da 1 a 3 giorni.
 

COME SI MANIFESTA

Esistono patologie più tipiche dei bambini nei primi anni di vita, ed altre più caratteristiche dell'età adulta e anziana. In generale i soggetti più esposti alle infezioni da pneumococco sono i bambini nei primi 2 anni di vita nei quali il batterio causa frequentemente otiti dell'orecchio medio e polmoniti.
I dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità dimostrano, inoltre, che lo pneumococco è il batterio che più frequentemente causa delle meningiti nei bambini sotto i 5 anni.
Negli adulti con difese immunitarie indebolite (ad esempio per terapie anti-tumorali oppure per trapianti) e negli ultrasessantacinquenni, lo pneumococco si manifesta generalmente con polmoniti di facile risoluzione se restano confinate ai polmoni; quando invece l'infezione sconfina nel sangue, possono assumere una gravità maggiore e compromettere la funzionalità di altri organi (invasione batterics del sangue come nella setticemia setticemia).

La Polmonite è la più frequente infezione grave da pneumococco. Consiste in un'infiammazione acuta di uno o più lobi polmonari che vengono invasi dai batteri e riempiti da liquido infiammatorio. Per tale ragione, i polmoni non consentono più una respirazione normale, condizione che spesso costituisce un'emergenza clinica e che richiede pertanto un trattamento antibiotico adeguato e precoce. Gli pneumococchi provocano circa la metà di tutti i casi di otite media acuta dei lattanti (dopo il periodo neonatale) e dei bambini. Circa 1/3 dei bambini va incontro a un episodio di otite media pneumococcica acuta entro i primi 2 anni di vita; anche l'otite ricorrente dovuta agli pneumococchi è un evento comune. Complicanze più frequenti dell'otite media nell'era preantibiotica erano la mastoidite, la meningite e la trombosi del seno laterale, ma ai nostri giorni si vedono assai di rado.

Gli pneumococchi possono provocare infezioni dei seni paranasali. L'infezione del seno etmoidale o sfenoidale può estendersi alle meningi, provocando meningite battericaLo pneumococco è infatti una delle cause più frequenti di meningite acuta purulenta in tutte le età. La meningite è una grave infiammazione delle membrane che rivestono il cervello, che normalmente lo proteggono e lo tengono fisicamente separato da tutte le altre strutture del cranio. La meningite rappresenta il quadro clinico più grave legato alle infezioni pneumococciche nei bambini dei primi anni di vita: è per questo motivo la vaccinazione anti-pneumococcica viene praticata già nel primo anno di vita.

L'Endocardite pneumococcica (processo infiammatorio che interessa l'endocardio, sottile rivestimento delle cavità cardiache) può seguire a una batteriemia anche in pazienti senza preesistenti alterazioni delle valvole cardiache. 

L'Artrite pneumococcica, infezione dolorosa delle articolazioni, è generalmente una complicanza di una invasione batterica del sangue. 
 

I SOGGETTI A RISCHIO

Il rischio di contrarre un'infezione da Pneumococco è alto nelle fasce di età compresa tra la nascita e i 5 anni e negli adulti oltre i 65 anni di età. Nei bambini piccoli il sistema immunitario è ancora in via di maturazione e fornisce all'organismo una difesa insufficiente da batteri capsulati come lo S. pneumoniae. 
Negli anziani, invece, le difese invecchiano si indeboliscono perdendo gran parte della loro efficacia. Inoltre, sono maggiormente frequenti patologie croniche (bronchite cronica, asma, cardiopatie, diabete, nefropatie, epatopatie) che, a loro volta, compromettono ulteriormente alcuni meccanismi di difesa. Tutto ciò, in associazione a fattori ambientali, determina un aumento del rischio e della gravità delle malattie infettive.

Rientrano nelle categorie a rischio di contrarre infezione da pneumococco i soggetti con deficit immunitari congeniti, infezione da HIV, immunosoppressione da farmaci, neoplasie, leucemie, linfomi, trapianto d'organo, assenza della milza, anemia falciforme e talassemia, impianto cocleare, fistole liquorali). Il fumo di sigaretta e l'abuso di alcool possono facilitare l'insorgere di patologie pneumococciche.
 

TERAPIA

La terapia principale per la maggior parte delle infezioni pneumococciche è rappresentata dalla penicillina G o uno dei suoi analoghi, a meno che il ceppo isolato non sia resistente. Purtroppo in tutto il mondo sono diventati frequenti i ceppi altamente resistenti alla penicillina, all'ampicillina e agli altri beta-lattamici, per questo motivo la soluzione migliore è la prevenzione attraverso la vaccinazione.
 

COME PROTEGGERSI

Le patologie pneumococciche sono prevenibili da anni, grazie alla vaccinazione anti-pneumococcica: una possibilità importante soprattutto per la prevenzione delle forme cliniche più gravi. Le campagne di vaccinazione si rivolgono alle età più vulnerabili: i bambini nel primo anno di vita e gli adulti a partire dai 65 anni, nonché a tutte quelle persone che siano esposte a maggior rischio di infezioni pneumococciche per patologie croniche o patologie/alterazioni del sistema immunitario.


a cura di: Cursi Laura e Calò Carducci F.Ippolita
in collaborazione con: 
Bambino Gesù Istituto per la Salute