Chi Siamo

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L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nasce a Roma nel 1869 come primo vero ospedale pediatrico italiano, sul modello dell'Hôpital des Enfants Malades di Parigi, per iniziativa dei duchi Salviati. Nel 1924 viene donato alla Santa Sede, diventando a tutti gli effetti l'Ospedale del Papa. Nel 1985 riceve il riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), affiancando all'assistenza medica un'intensa attività di ricerca. Nel 2006 ottiene il primo accreditamento da parte della Joint Commission International (JCI), l'istituto che nel mondo certifica l'eccellenza nell'accoglienza e nella qualità delle cure offerte. Nel 2014 vengono inaugurati i nuovi laboratori di ricerca, che si estendono per 5.000 metri quadrati, attrezzati con le più moderne tecnologie per le indagini genetiche e cellulari, con all'interno un'Officina Farmaceutica (Cell Factory) interamente dedicata alla produzione su larga scala di terapie avanzate.
Nel 2015 l'Ospedale ottiene il riconoscimento di "Academic Medical Center" dalla Joint Commission International per l'articolata attività di formazione medica e clinica.

Il Bambino Gesù si presenta oggi come il più grande Policlinico e Centro di ricerca pediatrico in Europa, circa 3500 professionisti, collegato ai maggiori centri internazionali del settore, punto di riferimento per la salute di bambini e ragazzi provenienti da tutta Italia e dall'estero. L'Ospedale è sede per l'Italia di Orphanet, il più grande database mondiale per le malattie rare a cui aderiscono 39 Stati.

L'assistenza sanitaria è articolata su 4 poli di ricovero e cura: la sede storica del Gianicolo e la sede di San Paolo Fuori le Mura, a Roma; le sedi di Palidoro e Santa Marinella, sul litorale laziale. Un totale di 607 posti letto, di cui 52 di terapia intensiva e 15 di semi intensiva neonatale.

Ogni anno si contano quasi 29.000 ricoveri, oltre 30.000 procedure chirurgiche e interventistiche, 42.000 giornate di Day Hospital, 85.000 accessi al Pronto Soccorso, quasi 2.000.000 di prestazioni ambulatoriali: una delle casistiche pediatriche più significative a livello europeo. L'orizzonte di intervento dell'Ospedale si allarga oltre il territorio di Roma e del Lazio: il 29% di pazienti ricoverati proviene da fuori Regione, mentre il 15% è di nazionalità straniera.

L'offerta assistenziale dell'Ospedale copre tutte le specialità mediche. La trapiantologia, le malattie genetiche e metaboliche, la cardiologia medica e chirurgica, le neuroscienze, l'oncoematologia e la riabilitazione sono tra i settori di cura e ricerca di assoluta eccellenza. Il Bambino Gesù, in particolare, è l'unico Polo europeo in grado di rispondere a tutte le esigenze trapiantologiche in età pediatrica: cuore, midollo, cornea, compresa l'attività di trapianto da vivente che riguarda fegato e rene (nel 2018, in totale, sono stati effettuati 324 trapianti di organi, cellule e tessuti, di cui 8 impianti di cuori artificiali).

All'attività clinica si affianca un'intensa attività di accoglienza per le famiglie, in particolare quelle che vengono da fuori regione impegnate in lunghi percorsi terapeutici. Con l'aiuto di una rete di associazioni, fondazioni ed enti alberghieri, l'Ospedale riesce a garantire assistenza alloggiativa gratuita a più di 4.400 famiglie, per un totale di circa 96.000 notti ogni anno. 

Il Bambino Gesù è attualmente presente a livello internazionale con interventi di formazione e assistenza in 12 Paesi: Repubblica Centrafricana, Tanzania, Etiopia, Siria, Giordania, Cambogia, India, Cina, Russia, Haiti, Ecuador e Corea del Sud

Grazie al sostegno della Fondazione Bambino Gesù Onlus vengono accolti e curati ogni anno decine di pazienti umanitari (nel 2018, sono stati accolti 62 pazienti umanitari provenienti da 28 Paesi), bambini provenienti dall'estero con gravi patologie o ferite di guerra, che nel proprio Paese non avrebbero possibilità di cura. 

L'impegno per le "periferie" del mondo non dimentica la città di Roma, dove l'Ospedale della Santa Sede è presente con una Unità sanitaria mobile nelle parrocchie e nei quartieri più disagiati.