Ipertransaminasemia

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02 dicembre 2016

CHE COS'E'?

L'ipertransaminasemia è rappresentata dall'incremento degli enzimi intracellulari

- AST: aspartato-aminotranferasi (o GOT- glutammico -ossalacetico transaminasi), valori normali inferiori a 50 U/L;

- ALT: alanino-aminotransferasi (o GPT-glutamico-piruvato transaminasi) , valori normali inferiori a 50 U/L.

Le transaminasi (AST, ALT) sono enzimi intracellulari presenti anche in tessuti diversi da quello epatico (cuore, muscolo scheletrico, tessuto adiposo, cervello, rene ecc.). L'aumento del loro valore nel sangue può essere anche l'espressione di un danno a carico di organi diversi dal fegato.

QUALI SONO LE CAUSE?

Le cause di origine epatica più comuni in età pediatrica sono rappresentate da:

Infezioni (soprattutto Epatite A, B, C, E, virus di Epstein Barr, Citomegalovirus, Parvovirus, Brucella, Leishmania, Salmonella);

Assunzione di farmaci (paracetamolo, antibiotici in generale, antinfiammatori);

Malattie autoimmuni (Epatite autoimmune tipo 1 e tipo 2, colangite sclerosante autoimmune); 

Malattie genetico-metaboliche (deficit alfa 1 Antitripsina, fibrosi cistica, galattosemia, intolleranza ereditaria al fruttosio e altre meno frequenti)

Steatosi epatica non alcolica

Celiachia;

Malattie a carico delle vie biliari;

Neoplasie.

Tra le cause extraepatiche, si richiama l'attenzione sulle patologie muscolari e, in particolare, sulle distrofie muscolari che possono essere clinicamente silenti nei primi anni di vita e l'incremento delle transaminasi ne può essere la prima spia. 

COME VIENE SCOPERTA?

Il riscontro di un aumento degli enzimi epatici può essere occasionale, in seguito ad indagini di laboratorio eseguite nel contesto di un check up, o ricercato indirizzato dalla presenza di segni che suggeriscono un danno epatico quali ittero, epatomegalia, prurito, dolore addominale, febbre, o nel contesto di esami specifici nel sospetto di un danno muscolare.

COME SI FA LA DIAGNOSI?

La diagnosi richiede oltre alla conferma dell'alterazione del test, anche e soprattutto la valutazione delle cause, che sarà diversa in relazione all'età del paziente e deve tener conto del quadro clinico, della sua entità e della durata. Sarà comunque lo specialista epatologo a definire le indagini diagnostiche necessarie, che di solito sono rappresentate da esami ematici e colturali, da indagini di imaging (ecografia addominale con doppler dei vasi epatici, colangio-risonanza o TC addome in casi particolari) ed infine anche dalla biopsia epatica. Essenziale in ogni caso è effettuare indagini rivolte a definire la funzione del fegato, ed in particolare prove di coagulazione ed albuminemia. La diagnosi può essere complessa e richiedere tempo ma è essenziale venga coordinata da uno specialista, anche se nella maggior parte dei casi si arriva alla diagnosi con pochi esami. 

COME SI CURA?

Il trattamento è variabile in relazione alla causa indentificata che sarà diversa come frequenza anche in relazione all'età del bambino. Non sempre è necessaria una terapia specifica e nella maggior parte dei casi si assiste alla risoluzione spontanea (soprattutto nelle forme secondarie ad infezioni intercorrenti, farmaci, etc). Per gli altri casi, sarà lo specialista a prescrivere la terapia più idonea. 

SI PUO' PREVENIRE?

Laddove possibile, si raccomanda la prevenzione soprattutto per le cause infettive ad esempio promuovendo le vaccinazioni (epatite A ed epatite B) e adottando le misure di prevenzione per evitare il contagio (epatite C). E' sempre consigliabile ridurre l'assunzione impropria di farmaci potenzialmente tossici (inclusi antipiretici ed antinfiammatori) rivolgendosi sempre al medico per le dosi e i tempi di somministrazioni. 

QUAL E' LA PROGNOSI?

La prognosi dipende dalla causa che sottende l'ipertransaminasemia. Nel caso delle forme di lieve entità correlate ad esempio ad infezioni si risolvono autonomamente nel tempo, non è necessaria nessuna terapia. Per le altre situazioni, la prognosi sarà variabile in relazione alla causa dell'ipertransaminasemia. 

 

a cura di: Dott.ssa Daniela Liccardo
in collaborazione con:
Bambino Gesù Istituto per la Salute