Infezioni ricorrenti in età pediatrica

Per lo più sono causate da infezioni virali e meno frequentemente da fattori di tipo batterico
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09 aprile 2018

CHE COSA SONO
Le infezioni ricorrenti rappresentano un quadro clinico frequente in età pediatrica con interessamento prevalente a carico delle prime vie aeree. Questa situazione si manifesta, solitamente, in età prescolare, in coincidenza con l'introduzione del bambino alla scuola materna.
Benché si tratti di una patologia benigna destinata a evolvere favorevolmente entro i 12 anni, essa interferisce notevolmente sulla condizione di benessere del bambino e determina costi medico-sociali rilevanti.
Il quadro delle infezioni respiratorie ricorrenti è costituito da una serie di episodi acuti a carico di un settore definito (orecchio, faringe, tonsille) oppure rivolti di volta in volta a settori diversi.
Il gruppo di studio di Immunologia della Società Italiana di Pediatria ha fissato come criteri per definire un bambino affetto da infezioni respiratorie ricorrenti le seguenti condizioni:

- Bambino con più di sei infezioni respiratorie in un anno;
- Bambino con più di un'infezione respiratoria delle alte vie aeree al mese tra settembre e aprile;
- Bambino con più di tre infezioni respiratorie delle basse vie aeree in un anno.

FREQUENZA DEL PROBLEMA
Differenti studi hanno dimostrato che la frequenza delle infezioni respiratorie è massima nei primi due anni di vita (fino a 6-7 episodi per anno) diminuendo con la crescita.

Età

Infezioni per anno

0-2 anni

               6

3-4 anni

               5

5-9 anni

               4

10-14 anni

               3

 

CARATTERISTICHE CLINICHE

I quadri clinici di presentazione possono essere differenti:

- Infezione aspecifica delle prime vie aeree, che si manifesta con febbre, e arrossamento di tutte le mucose delle prime vie respiratorie;
- Faringotonsillite, caratterizzata da un interessamento esclusivo del faringe e delle tonsille con coinvolgimento dei linfonodi satelliti (linfonodi laterocervicali);
- Otite, contraddistinta da arrossamento della membrana timpanica;
Laringite, più frequente nel secondo-terzo anno di vita;
- Tracheobronchite, caratterizzata da tosse;
- Bronchite ostruttiva o bronchite asmatiforme caratterizzata da tosse e difficoltà respiratoria;
- Broncopolmonite.

AGENTI RESPONSABILI
La maggior parte di queste infezioni sono di origine virale (rhinovirus, virus parainfluenzali, virus respiratorio sinciziale).
Le cause meno frequenti sono di natura batterica (pneumococco, Haemophilus influenzae).
L'attecchimento di virus respiratori è in particolare favorito da una predisposizione genetica o dall'esposizione a fattori ambientali, i quali permettono la persistenza di una situazione di infiammazione locale minima; questo stato, a sua volta, favorisce l'attecchimento di altri virus respiratori, determinando una vera e propria infezione delle vie aeree.

FATTORI FAVORENTI

- Precoce inserimento in comunità scolastiche;
- Esposizione al fumo passivo;
- Numero elevato di conviventi;
- Stagionalità;
Inquinamento ambientale;
Allergie respiratorie;
- Stati di malassorbimento (es.celiachia);
- Deficit immunitari;
- Più raramente: fibrosi cistica, diabete mellito, cardiopatie.

QUALI SONO I BAMBINI PIU' SOGGETTI ALLE INFEZIONI RICORRENTI

I bambini con infezioni ricorrenti possono essere classifictai in tre categorie:

- Bambini sani (80%);
- Bambini allergici (20%);
- Bambini con deficit dell'immunità (molto raramente).

Nel gruppo dei bambini sani con infezioni ricorrenti dell'albero respiratorio, la causa è da identificare nella fisiologica immaturità del sistema immunitario nei primi anni di vita.
Questa forma di immaturità è principalmente correlata a tre variabili:

- Relativa immaturità funzionale di tutto il sistema difensivo dell'organismo;
- Verginità immunologica (il sistema immunitario non ha ancora incontrato virus e batteri);
- Azione depressiva svolta dalle infezioni virali sul sistema immunitario.

Il bambino allergico ha generalmente un buon accrescimento, nonostante le infezioni, e presenta benessere fisico tra un'infezione respiratoria e la successiva. In genere, le infezioni respiratorie ricorrenti si manifestano senza febbre, prevalentemente a carico delle alte vie aeree.
Il bambino allergico presenta inoltre delle caratteristiche fisiche tipiche, quali occhi alonati, secchezza e sensibilità cutanea, prurito cutaneo particolarmente a livello del volto, intorno alla bocca e agli occhi, dietro le orecchie, e nelle regioni flessorie degli arti, ove spesso si formano lesioni eritemato-desquamative essudanti (zone arrossate con perdita dello strato più superficiale della pelle e fuoruscita di liquido infiammatorio). I sintomi tendono ad aggravarsi in alcuni periodi dell'anno in base all'esposizione ad allergeni ambientali.

QUANDO SOSPETTARE UN DEFICIT DEL SISTEMA IMMUNITARIO

La presenza di deficit dell'immunità va sospettata nelle seguenti situazioni:

- Quattro o più otiti in un anno;
- Due o più sinusiti gravi in un anno;
- Più di due mesi di terapia antibiotica con scarso effetto;
- Più di due polmoniti in un anno;
- Scarso accrescimento staturo-ponderale;
- Ascessi ricorrenti della cute e di organi interni;
- Mughetto persistente o altre candidosi dopo l'età di un anno;
- Necessità di terapia antibiotica per via endovenosa per ottenere la guarigione;
- Due o più infezioni degli organi interni;
- Storia familiare di immunodeficienze primitive.

Gli immunodeficit più comuni nella popolazione pediatrica sono i difetti anticorpali, come il deficit di IgA, il deficit di sottoclassi IgG, o la ipo-agammaglobulinemia

CHE COSA FARE

Le infezioni respiratorie ricorrenti nell'infanzia sono nella maggior parte dei casi degli eventi del tutto normali, dovuti all'immaturità transitoria del sistema immunitario.
Sono per l'80% dovute ad infezioni virali a risoluzione spontanea, perciò si raccomanda di limitare il più possibile l'uso di antibiotici, a meno che non sia prescritto dal proprio pediatra.
Il più importante strumento per la prevenzione delle infezioni respiratorie ricorrenti è la corretta igiene delle mani, associata alla eliminazione/riduzione dei fattori favorenti (fumo, inquinamento ambientale, esposizione a luoghi affollati)

CONCLUSIONI

Partendo da queste premesse, le conclusioni sono:

- Un numero anche ragionevolmente elevato di infezioni respiratorie, ma di modesta gravità e localizzate prevalentemente alle alte vie respiratorie, può essere considerato "fisiologico", cioè normale;
- I bambini che presentano una situazione clinica di questo genere, non meritano ulteriori approfondimenti perché destinati a normalizzarsi verso i 6-7 anni di età;
- In caso di sospetta causa allergica o immunologica, rivolgersi al proprio pediatra per effettuare esami di I° livello, ed eventualmente, in seguito, visite specialistiche appropriate.


a cura di: Caterina Cancrini, Livia Gargiullo, Maia De Luca, Patriza D'Argenio
Diagnosi e follow-up delle immunodeficienze congenite
In collaborazione con: