Infezioni ricorrenti in età pediatrica

Le cause più diffuse del contagio sono di origine virale e batterica. A favorirle i deficit immunitari, la stagionalità e l'inquinamento 

Le infezioni ricorrenti rappresentano un quadro clinico frequente in età pediatrica con interessamento prevalente a carico delle prime vie aeree. Questa situazione si manifesta, solitamente, in età prescolare, in coincidenza con l'introduzione del bambino alla scuola materna.

Benché si tratti di una patologia benigna destinata a evolvere favorevolmente entro i 12 anni, essa interferisce notevolmente sulla condizione di benessere del bambino e determina costi medico-sociali rilevanti.
Il quadro delle infezioni respiratorie ricorrenti è costituito da una serie di episodi acuti a carico di un settore definito (orecchio, faringe, tonsille) oppure rivolti di volta in volta a settori diversi.
Il gruppo di studio di Immunologia della Società Italiana di Pediatria ha fissato come criteri per definire un bambino affetto da infezioni respiratorie ricorrenti le seguenti condizioni:

  • Bambino con più di sei infezioni respiratorie in un anno;
  • Bambino con più di un'infezione respiratoria delle alte vie aeree al mese tra settembre e aprile;
  • Bambino con più di tre infezioni respiratorie delle basse vie aeree in un anno.

Differenti studi hanno dimostrato che la frequenza delle infezioni respiratorie è massima nei primi due anni di vita (fino a 6-7 episodi per anno) diminuendo con la crescita.

Età

Infezioni per anno

0-2 anni

               6

3-4 anni

               5

5-9 anni

               4

10-14 anni

               3

I quadri clinici di presentazione possono essere differenti:

  • Infezione aspecifica delle prime vie aeree, che si manifesta con febbre e arrossamento di tutte le mucose delle prime vie respiratorie;
  • Faringotonsillite, caratterizzata da un interessamento esclusivo del faringe e delle tonsille con coinvolgimento dei linfonodi satelliti (linfonodi laterocervicali);
  • Otite, contraddistinta da arrossamento della membrana timpanica;
  • Laringite, più frequente nel secondo-terzo anno di vita;
  • Tracheobronchite, caratterizzata da tosse;
  • Bronchite ostruttiva o bronchite asmatiforme caratterizzata da tosse e difficoltà respiratoria;
  • Broncopolmonite.

La maggior parte di queste infezioni sono di origine virale (rhinovirus, virus parainfluenzali, virus respiratorio sinciziale).
Le cause meno frequenti sono di natura batterica (pneumococco, Haemophilus influenzae).
L'attecchimento di virus respiratori è in particolare favorito da una predisposizione genetica o dall'esposizione a fattori ambientali, i quali permettono la persistenza di una situazione di infiammazione locale minima; questo stato, a sua volta, favorisce l'attecchimento di altri virus respiratori, determinando una vera e propria infezione delle vie aeree.

I bambini con infezioni ricorrenti possono essere classificati in tre categorie:

  • Bambini sani (80%);
  • Bambini allergici (20%);
  • Bambini con deficit dell'immunità (molto raramente).

Nel gruppo dei bambini sani con infezioni ricorrenti dell'albero respiratorio, la causa è da identificare nella fisiologica immaturità del sistema immunitario nei primi anni di vita.
Questa forma di immaturità è principalmente correlata a tre variabili:

  • Relativa immaturità funzionale di tutto il sistema difensivo dell'organismo;
  • Verginità immunologica (il sistema immunitario non ha ancora incontrato virus e batteri);
  • Azione depressiva svolta dalle infezioni virali sul sistema immunitario.

Il bambino allergico ha generalmente un buon accrescimento, nonostante le infezioni, e presenta benessere fisico tra un'infezione respiratoria e la successiva. In genere, le infezioni respiratorie ricorrenti si manifestano senza febbre, prevalentemente a carico delle alte vie aeree.

Il bambino allergico presenta inoltre delle caratteristiche fisiche tipiche, quali occhi alonati, secchezza e sensibilità cutanea, prurito cutaneo particolarmente a livello del volto, intorno alla bocca e agli occhi, dietro le orecchie, e nelle regioni flessorie degli arti, ove spesso si formano lesioni eritemato-desquamative essudanti (zone arrossate con perdita dello strato più superficiale della pelle e fuoruscita di liquido infiammatorio). I sintomi tendono ad aggravarsi in alcuni periodi dell'anno in base all'esposizione ad allergeni ambientali.

La presenza di deficit dell'immunità va sospettata nelle seguenti situazioni:

  • Quattro o più otiti in un anno;
  • Due o più sinusiti gravi in un anno;
  • Più di due mesi di terapia antibiotica con scarso effetto;
  • Più di due polmoniti in un anno;
  • Scarso accrescimento staturo-ponderale;
  • Ascessi ricorrenti della cute e di organi interni;
  • Mughetto persistente o altre candidosi dopo l'età di un anno;
  • Necessità di terapia antibiotica per via endovenosa per ottenere la guarigione;
  • Due o più infezioni degli organi interni;
  • Storia familiare di immunodeficienze primitive.

Gli immunodeficit più comuni nella popolazione pediatrica sono i difetti anticorpali, come il deficit di IgA, il deficit di sottoclassi IgG, o la ipo-agammaglobulinemia.

Le infezioni respiratorie ricorrenti nell'infanzia sono nella maggior parte dei casi degli eventi del tutto normali, dovuti all'immaturità transitoria del sistema immunitario.
Sono per l'80% dovute ad infezioni virali a risoluzione spontanea, perciò si raccomanda di limitare il più possibile l'uso di antibiotici, a meno che non sia prescritto dal proprio pediatra.
Il più importante strumento per la prevenzione delle infezioni respiratorie ricorrenti è la corretta igiene delle mani, associata alla eliminazione/riduzione dei fattori favorenti (fumo, inquinamento ambientale, esposizione a luoghi affollati).

Partendo da queste premesse, le conclusioni sono:

  • Un numero anche ragionevolmente elevato di infezioni respiratorie, ma di modesta gravità e localizzate prevalentemente alle alte vie respiratorie, può essere considerato fisiologico, cioè normale;
  • I bambini che presentano una situazione clinica di questo genere, non meritano ulteriori approfondimenti perché destinati a normalizzarsi verso i 6-7 anni di età;
  • In caso di sospetta causa allergica o immunologica, rivolgersi al proprio pediatra per effettuare esami di I° livello, ed eventualmente, in seguito, visite specialistiche appropriate.

 

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  • A cura di: Caterina Cancrini, Livia Gargiullo, Maia De Luca, Patrizia D'Argenio
    Unità Operativa di Immunoinfettivologia Pediatrica
    Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero
  • in collaborazione con:

Ultimo Aggiornamento: 30 dicembre 2020


 
 

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